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Tre grafici sulla parità di genere nel mondo

Qual è il paese che ha meno parlamentari donna al mondo (ce ne sono cinque che non ne hanno affatto), e com'è messa l'Italia rispetto agli altri paesi del G20

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Il Guardian ha messo insieme tre grafici con dati aggiornati per capire quali siano i paesi che nel mondo impiegano un numero maggiore di donne in politica e nelle posizioni di potere di società e imprese. Il tema è sempre molto discusso, oltre che in Italia, anche in molti altri paesi europei: ieri per esempio il Parlamento tedesco ha approvato un’importante legge che a partire dal prossimo anno obbligherà diverse grosse società ad avere il 30 per cento di donne a ricoprire gli incarichi dirigenziali. Molti progressi, comunque, sono stati fatti in diversi paesi del mondo.

Il primo grafico – aggiornato al gennaio del 2015 – mostra i dieci paesi al mondo con il maggior numero di donne in Parlamento. La Svezia, che nella classifica europea era prima, in questo grafico è sesta. In Europa la percentuale complessiva di parlamentari donne è cresciuta più del 10 per cento negli ultimi vent’anni: nel 1995 era il 13,2, oggi è il 25 per cento. Solo l’Ungheria, fra tutti i paesi europei, ha meno parlamentari donne oggi di quante ne avesse nel 1995 (sono diminuite dell’1,3 per cento: l’Ungheria da qualche anno è molto criticata anche per alcune politiche considerate “autoritarie” del suo presidente Viktor Orbán). Il primo paese in classifica, per distacco, è il Ruanda: dopo il genocidio del 1994 che causò la morte di più di 800 mila persone, le donne – che furono molto colpite dagli scontri etnici, con abusi sessuali e stupri di massa – si sono trovate a essere quasi il doppio degli uomini ruandesi: tra 60 e il 70 per cento della popolazione, secondo i dati dell’ONU (oggi il divario è diminuito e sono circa il 55 per cento).

Fra i paesi che hanno meno parlamentari donna, sei fanno parte dell’Oceania, due dell’Africa e due dell’Asia. Cinque paesi al mondo non hanno alcun parlamentare donna: sono la Micronesia, Palau, il Qatar, Tonga e Vanuatu.

Il terzo grafico si basa su dati messi insieme nel 2014 dall’agenzia EY, che si occupa di politiche del lavoro. Mette a confronto la percentuale di donne che nei paesi del G20 si trovano in parlamento, o nei CdA di società private, oppure che occupano un posto da dirigente pubblico. In questa classifica, l’Italia è al settimo posto: le donne occupano il 31 per cento dei posti da parlamentare e il 28 per cento di quelli da dirigente pubblico, mentre il numero dei membri complessivi dei CdA delle società private è composto solamente dal 13 per cento di donne.

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