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  • martedì 30 dicembre 2014

Alexei Navalny condannato di nuovo

Il più noto oppositore di Vladimir Putin è stato condannato a tre anni e mezzo con la condizionale, ma si dice innocente; suo fratello Oleg sarà incarcerato

L’avvocato russo Alexei Navalny, considerato il più importante e popolare oppositore di Vladimir Putin e del suo governo, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere con la condizionale con l’accusa di aver rubato 30 milioni di rubli da due società; per le stesse accuse anche suo fratello Oleg è stato condannato a tre anni e mezzo ma senza sospensione condizionale della pena, quindi sarà incarcerato. I Navalny si dicono innocenti e dicono che le accuse sono state fabbricate a tavolino dal governo russo per impedire loro di fare politica. La sentenza doveva essere annunciata il 15 gennaio, data per la quale erano già state indette varie manifestazioni di protesta, ma lunedì improvvisamente il tribunale russo ha deciso di comunicare il verdetto martedì mattina. Navalny ha chiesto ai cittadini russi di protestare e “distruggere” il regime di Putin.

Navalny ha 38 anni, è probabilmente il più noto e polemico oppositore di Putin ed è stato arrestato più volte. Nel 2013 era stato condannato per appropriazione indebita a cinque anni di carcere: fu poi rilasciato dopo un solo giorno ma messo agli arresti domiciliari con l’assoluto divieto di comunicare con l’esterno. Nello stesso anno si era candidato a sindaco di Mosca, sfidando il candidato di Putin e ottenendo il 27 per cento dei voti (Navalny accusò gli avversari di brogli). Nel 2012 è stato uno dei leader delle proteste seguite alle elezioni legislative del 4 dicembre 2012, dove si sospetta che ci siano stati molti brogli e violazioni di vario tipo. Anche durante quelle proteste Navalny – che il New York Times aveva definito “l’uomo maggiormente responsabile della straordinaria fiammata di attivismo antigovernativo” – era stato arrestato. Della sua opposizione a Putin in Russia si è parlato e scritto molto negli ultimi anni, anche per il metodo piuttosto particolare che Navalny ha adottato per combattere la corruzione.

In sostanza, Navalny acquistava piccole quote di società controllate dallo stato, molte delle quali hanno consiglieri di amministrazione di nomina governativa. In qualità di piccolo azionista Navalny aveva il diritto di ottenere informazioni sulla gestione del capitale: fa domande sulla destinazione del denaro, sulle decisioni sui dividendi, su quali enti beneficiano di una donazione. Informazioni che dovrebbero essere pubbliche, stando alla legge, ma che di fatto in Russia rimangono riservate alle aziende. Poi raccontava tutto sul suo blog, sul quale organizzava campagne e petizioni.

Navalny era preparato alla condanna e prima della lettura della sentenza in tribunale è apparso rilassato e tranquillo, come si vede anche da questo selfie scattato insieme alla moglie.

Привет

Ein von @yulia_navalnaya gepostetes Foto am

La condanna al fratello Oleg era invece inaspettata e mentre il giudice la leggeva Navalny l’ha interrotto dicendo «Non ti vergogni di quel che state facendo? Perché lo mettete in carcere? Per punirmi di più?» I suoi sostenitori stanno organizzando una grossa manifestazione a Mosca per il 15 gennaio, il giorno in cui era stata fissata la sentenza.

foto: Alexei Navalny (a sinistra) con suo fratello Oleg. (DMITRY SEREBRYAKOV/AFP/Getty Images)

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