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  • Lunedì 1 dicembre 2014

In Moldavia stanno vincendo i filo-europei

Ma lo spoglio è ancora in corso e comunque non dovrebbero avere i voti per governare da soli: dovranno trovarsi un alleato, forse i comunisti

Moldovan students hold an umbrella that uses the European Union symbol to form the sentence "I am Moldova" after arriving in the Romanian capital to vote, at the main railway station, Gara de Nord, in Bucharest, Romania, Sunday, Nov. 30, 2014. Moldovans vote in elections where they are choosing between parties that want to move closer to Europe and those that want to move back into Russia's orbit.Sunday's parliamentary election takes on wider significance with the unrest in neighboring Ukraine. Moldova, like Ukraine, has a pro-Russia separatist region in its east.(AP Photo/Vadim Ghirda)
Moldovan students hold an umbrella that uses the European Union symbol to form the sentence "I am Moldova" after arriving in the Romanian capital to vote, at the main railway station, Gara de Nord, in Bucharest, Romania, Sunday, Nov. 30, 2014. Moldovans vote in elections where they are choosing between parties that want to move closer to Europe and those that want to move back into Russia's orbit.Sunday's parliamentary election takes on wider significance with the unrest in neighboring Ukraine. Moldova, like Ukraine, has a pro-Russia separatist region in its east.(AP Photo/Vadim Ghirda)

In Moldavia si sono svolte domenica le elezioni parlamentari: a spoglio ancora in corso i partiti filo-europei che governano il paese dal 2009 – e che si sono presentati uniti in coalizione – risultano in leggero vantaggio sui partiti filo-russi. Con l’80 per cento dei voti scrutinati, i filo-europei sono circa al 44 per cento, i filo-russi al 40. Il Partito Comunista ha ottenuto invece il 18 per cento dei voti. L’affluenza è stata circa il 56 per cento.

Se i risultati saranno confermati, nessuna delle parti sarà comunque in grado di formare un governo e si prevede una complicata trattativa: la legge elettorale moldava è un sistema proporzionale puro senza premi di maggioranza. Secondo diversi analisti politici lo scenario più probabile è che per formare il nuovo governo i partiti europeisti si alleino con il Partito Comunista, che non è filo-russo ma intende rivedere alcuni dei patti firmati con l’UE.

Le elezioni in Moldavia hanno ricevuto molta attenzione soprattutto dopo le vicende nel sud-est dell’Ucraina e il ripetersi di una situazione piuttosto simile: una forte opposizione interna al paese tra forze politiche vicine alla Russia e altre vicine all’Europa. Negli ultimi quattro anni i partiti filo-occidentali sono riusciti a imporre notevoli riforme economiche e a far crescere il PIL del paese (che è uno dei più poveri dell’Europa) del 20 per cento, rafforzando i rapporti commerciali con l’Unione Europea. Uno dei risultati più significativi del governo, che è guidato da circa un anno da Iurie Leancă, è stato la firma di alcuni accordi politici ed economici con l’UE, avvenuta nel giugno del 2014 e approvata dal Parlamento europeo due settimane fa.

La Moldavia oggi effettua il 45 per cento dei suoi scambi commerciali con i paesi dell’Unione Europea. Tutto questo ha provocato un peggioramento dei rapporti politici e commerciali con la Russia, con cui la Moldavia ha estesi legami storici e culturali (ha fatto parte dell’Unione Sovietica fino al 1991). In Russia per esempio è in corso un embargo contro molti prodotti alimentari moldavi.

La campagna elettorale è stata occupata principalmente da questa contrapposizione e dalle prospettive future: i partiti vicini all’Europa (e soprattutto il più grande, cioè il partito Liberal-democratico) hanno insistito sul fatto che la Moldavia debba ottenere lo status di candidato all’ingresso nell’UE entro il 2017, in vista di una piena adesione entro il 2020. I partiti filo-russi, facendo leva su una situazione economica ancora piuttosto negativa, hanno invece promosso un’adesione del paese al blocco economico della Russia.