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Interstellar spiegato semplice

di David Haglund, Aisha Harris e Forrest Wickman - Slate

Le FAQ sul film di Christopher Nolan, per chi è uscito dal cinema grattandosi la testa (molti spoiler, avvisati)

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Interstellar, ormai lo saprete tutti, è un film incredibilmente ambizioso. È anche piuttosto complicato: e non solo per la scienza che c’è dentro. Probabilmente dopo averlo visto siete usciti dal cinema con diverse domande, come è successo a noi. Per questo abbiamo provato a mettere insieme qualche risposta.

Attenzione: da qui in poi ci sono spoiler (anche su Terminator), avvisati.

Chi sono i misteriosi “loro” cui si fa di continuo riferimento?

Posto che Cooper (Matthew McConaughey) abbia ragione, “loro” sono i nostri discendenti, che si sono evoluti nelle cinque dimensioni. Poiché esistono in cinque dimensioni (il tempo è la quarta di queste), vivono il tempo in modo non lineare e diverso da come lo viviamo noi. Sono loro a creare il cunicolo spazio-temporale (“wormhole”) e il tesseratto che salva Cooper (più avanti vi spieghiamo che diavolo è un tesseratto).

Non ho capito il finale. Se “loro” sono i discendenti degli umani, e Cooper salva l’umanità, come fanno “loro” a esistere nel futuro se Cooper non ha ancora salvato gli esseri umani? O, per dirla come Vulture, “non puoi viaggiare indietro nel tempo e progettare il tuo stesso salvataggio”. Giusto?
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Moltissima fantascienza dice il contrario. La fine di Interstellar sembra offrire un “paradosso ontologico”. In breve, si tratta di un paradosso temporale in cui una gallina manda indietro nel tempo un uovo, e questo uovo poi diventa quella gallina. Un esempio famoso di questo tipo si trova in Terminator. Nel primo film della serie, Kyle Reese viene mandando indietro nel tempo da John Connor per proteggere Sarah Connor, la madre di John. Il paradosso sta nel fatto che Reese si rivela essere il padre di John Connor: mandando Reese indietro nel tempo, John Connor ha creato se stesso. (Inoltre, andando indietro nel tempo per provare a uccidere John Connor, Skynet si lascia alle spalle le parti robotiche molto evolute che portano alla creazione proprio di Skynet.)

Senza la possibilità di viaggiare nel tempo, non possiamo dire se questo tipo di cose sia possibile solo in teoria o davvero fattibile, ma è qualcosa di cui i fisici teorici discutono da tempo. (Se vi interessa saperne di più, il fisico teorico Kip Thorne che ha collaborato al film ha un intero capitolo sull’argomento nel suo libro La scienza di Interstellar.)

Che cos’è un tesseratto? Non è quella roba che si vede in The Avengers?
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Sì, nell’universo dei fumetti Marvel, il tesseratto (cubo cosmico) è una Gemma dell’Infinito: un oggetto dal potere senza pari. Nel nostro universo, tuttavia, il tesseratto è un termine geometrico per definire un cubo a quattro dimensioni. Se il cubo è l’equivalente tridimensionale di un quadrato, un tesseratto è l’equivalente in quattro dimensioni di un cubo. (Di nuovo, la quarta dimensione è il tempo.) La cosa importante da tenere a mente è che il tesseratto è uno spazio costruito da “loro” in modo che Cooper possa comunicare con Murph.

Perché Mann (Matt Damon) prova a uccidere Cooper e a scappare?
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Perché è solo questione di tempo prima che gli altri si accorgano delle sue menzogne sul pianeta che gli era stato assegnato: ha mentito per fare in modo che lo venissero a salvare, avendoli indotti a pensare con dati fasulli che il pianeta fosse adatto a ospitare l’umanità, mentre in realtà non lo è. Uccidendo Cooper e rubando la sua astronave, Mann avrebbe voluto fuggire dal pianeta e nessun altro avrebbe mai saputo ciò che aveva fatto. (Potrebbe anche essere diventato un po’ pazzo, e non ci sarebbero state risorse per tutti per sopravvivere.)

I pianeti abitabili potrebbero davvero orbitare intorno a un buco nero, come succede nel film?
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Non per quanto ne sappiamo finora. Come si domanda l’astrofisico Phil Plait: “Da dove prendono il calore e la luce questi pianeti? Hai tipo bisogno di una stella per qualcosa del genere”.

I buchi neri hanno davvero quell’aspetto?
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Secondo Kip Thorne, un astrofisico molto rispettato che ha collaborato al film, sì. Thorne ha spiegato che il buco nero realizzato in computer grafica per Interstellar gli ha permesso di scoprire nuove cose su come si comportano i buchi neri. Il gruppo che si è occupato di questi effetti speciali si è basato sulle equazioni realizzate da Thorne, ed è stato un lavoro che ha tenuto impegnate per circa un anno una trentina di persone e migliaia di computer. A lavoro terminato, il disco di accrescimento – cioè il materiale che orbita intorno al buco nero e tende a finirci dentro – è comparso intorno allo stesso buco nero: sopra, sotto e davanti. Thorne se lo aspettava, ma ha spiegato di averlo visualizzato bene solo grazie alla trasposizione in grafica per il film delle sue equazioni.

Che cos’è la “piaga”? Perché il mais è l’unica coltivazione che resiste sulla Terra?
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Interstellar non dà molte informazioni su che cosa abbia reso la Terra praticamente inabitabile, anche se viene dato qualche indizio sul fatto che tutto sia dovuto al riscaldamento globale. (A un certo punto, un personaggio accusa espressamente “gli eccessi del XX secolo”). Lo scrittore Alan Weisman, autore tra le altre cose del libro Il mondo senza di noi, ci ha detto che “il mais potrebbe cavarsela meglio” rispetto ad altre colture – in particolare rispetto al grano e al riso, che, insieme al mais, sono i tipi di piantagioni più diffusi – nelle condizioni presentate da Interstellar, ma non si tratterebbe di qualcosa di così significativo. Il mais, ha aggiunto Weisman, ha un vantaggio rispetto al riso e al grano: è più efficiente nel trarre energia dal Sole. Tuttavia, tutti i cereali sono vulnerabili, e Weisman dice che è “estremamente improbabile” che un cereale possa avere così tante speranze in condizioni come quelle mostrate da Interstellar. E, questo è certo, il film fa intendere che il mais, come il gombo, non avranno possibilità di sopravvivere a lungo.

Perché Murph (Jessica Chastain) incendia il campo di mais?
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Fino al momento in cui decide di farlo, Murph ha provato a convincere suo fratello Tom (Casey Affleck) che se lui con moglie e figli non lascerà la fattoria la sua famiglia morirà. (Hanno già perso un bambino a causa di una malattia, a quanto pare per le condizioni di vita che lì continuano a peggiorare.) Tom si rifiuta di dare retta alla sorella e lei, per andargli contro, dà fuoco alla piantagione in modo da forzarlo ad andarsene.

Qual è la poesia che Michael Caine continua a ripetere?
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È “Non andartene, docile, in quella notte buona” (“Do not go gentle into that good night”) di Dylan Thomas. È una villanelle che fu pubblicata per la prima volta nel 1951, due anni prima della morte di Thomas, ed è stata usata in numerosi film e serie tv.

È vero che alcuni dei migliori velisti al mondo non sanno nuotare?
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Cooper cerca di confortare un suo compagno di viaggio alla sua prima missione spaziale dicendogli che alcuni dei migliori velisti non sanno nuotare. L’esperto di vela Dannis Conner, quattro volte vincitore dell’America’s Cup negli anni Settanta e Ottanta, ha dichiarato di non avere mai imparato a nuotare. Il suo amico, l’atleta tetraplegico Paul Callahan, non può nuotare, ma nonostante ciò ha vinto il premio come Velista dell’anno 2012 assegnato dal New York Yacht Club. Per completezza, comunque, imparare a nuotare è consigliato a tutti i velisti novelli: F. W. Pangborn, presidente della New York Yacht Racing Association alla fine del XIX secolo, scrisse che “uno deve imparare a nuotare e a pagaiare prima di ottenere il titolo di velista”. E William Ricketson, responsabile delle comunicazioni per la US Sailing, ci ha detto che mentre gli yacht club in giro per gli Stati Uniti sono “liberi di decidere se includere o meno il nuoto nei loro corsi di navigazione, la maggior parte dei “marinai” e “velisti” professionisti sono esperti nuotatori, almeno per quanto ne sappia lui.

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