Le elezioni in Emilia-Romagna e Calabria

Alle 12 l'affluenza era al 31 per cento in Emilia-Romagna e al 34,6 in Calabria: le cose da sapere (sono entrambe elezioni anticipate)

Domenica 23 novembre, dalle 7 alle ore 23, in Emilia-Romagna e in Calabria si voterà per eleggere il presidente della regione e per rinnovare i consigli regionali. In entrambi i casi si tratta di elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale, a causa delle dimissioni del presidente uscente Vasco Errani in Emilia-Romagna per una condanna in appello per falso ideologico e di Giuseppe Scopelliti in Calabria per una condanna in primo grado a sei anni di carcere per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Alle 19 l’affluenza era del 31 per cento in Emilia-Romagna e dell’34,6 per cento in Calabria.

Emilia-Romagna
Le elezioni di domenica saranno le prime a svolgersi con la nuova legge elettorale votata lo scorso luglio, che prevede un sistema di tipo “misto”: un proporzionale a premio di maggioranza variabile con l’attribuzione dell’80 per cento dei seggi con metodo proporzionale (su base circoscrizionale) e del 20 per cento con metodo maggioritario (su un unico collegio regionale). Rispetto alla norma precedente non c’è più il “listino del presidente”, cioè i 9 consiglieri regionali eletti automaticamente in quanto collegati al candidato presidente della regione risultato vincitore, ed è stata introdotta la parità di genere fra uomo e donna nelle preferenze (nel caso di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda). Sono circa 3,4 milioni gli elettori aventi diritto.

I candidati alla presidenza della regione Emilia-Romagna sono sei, mentre le liste elettorali sono undici: Stefano Bonaccini (PD) sostenuto da Partito Democratico, SEL, Centro Democratico e dalla lista Emilia-Romagna Civica; Alan Fabbri (Lega Nord) sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e dalla Lega Nord, che per la prima volta si presenta col nome di Salvini nel simbolo; Giulia Gibertoni (M5S) sostenuta dal Movimento 5 Stelle; Maurizio Mazzanti appoggiato dalla lista civica Liberi Cittadini per l’Emilia-Romagna; Maria Cristina Quintavalla sostenuta da L’altra Emilia-Romagna e Alessandro Rondoni appoggiato da Emilia-Romagna Popolare.

Stefano Bonaccini ha 47 anni, è di Campogalliano: un tempo era bersaniano, quando era segretario regionale del PD; poi è stato scelto da Renzi come responsabile della sua campagna per le primarie e nominato responsabile dell’organizzazione nella segreteria nazionale. Bonaccini è stato scelto con le primarie che ha vinto contro l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, ottenendo il 60,93 per cento dei voti (con un dato di partecipazione al voto però piuttosto basso). Le primarie erano state piuttosto complicate: il fallimento di un lungo tentativo di mediazione all’interno del partito su una candidatura “unitaria”, la candidatura prima e il ritiro poi di Matteo Richetti, l’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di peculato nell’ambito di un’inchiesta che prosegue da due anni sulle spese effettuate dai gruppi consiliari tra il 2010 e il 2011, sia di Matteo Richetti che di Stefano Bonaccini (a fine settembre la procura di Bologna ha comunque chiesto l’archiviazione per Bonaccini).

Alan Fabbri, candidato del centrodestra, è nato a Bondeno il 4 gennaio 1979, si è iscritto alla Lega Nord nel 1999, quando aveva 20 anni, è stato sindaco di Bondeno dal giugno del 2009 al maggio 2014 ed è stato rieletto per un secondo mandato. È laureato in Ingegneria e ha iniziato a lavorare come consulente presso l’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Nel sito del comune di cui è sindaco dice di suonare il basso elettrico in un gruppo musicale locale.

Giulia Gibertoni è la candidata presidente del M5S, scelta con con primarie online aperte agli iscritti al partito (ha ottenuto 266 preferenze): è di Modena, ha 39 anni e ha un dottorato di ricerca in Semiotica della Cultura, conseguito presso l’università Cattolica di Milano. Ha collaborato con diverse istituzioni culturali in Italia e all’estero e, tra il 2009 e il 2014, è stata docente a contratto di semiotica e comunicazione in diverse facoltà presso l’università Cattolica di Milano e altre istituzioni ed enti superiori di formazione, ha scritto nel suo profilo sul sito del M5S.

Alessandro Rondoni ha 54 anni, è nato a Forlì, si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, è giornalista professionista ed editore. Maria Cristina Quintavalla è docente di filosofia e storia a Parma. Ha fondato il Comitato di lotta per la casa, contribuendo a rendere pubblico nel 1975 il cosiddetto “scandalo edilizio” che portò alla caduta dell’allora giunta comunale di sinistra. Nel 1980 è stata eletta consigliere comunale in una lista di sinistra alternativa. Si è dedicata poi all’insegnamento. Maurizio Mazzanti è nato a Bologna nel 1962, ha studiato comunicazione all’Università di Bologna. Dal 1983 lavora nel settore televisivo, prima come dipendente presso diverse emittenti e poi come socio di una società di produzioni.

Calabria
La convocazione delle elezioni in Calabria si è resa necessaria a seguito delle dimissioni del presidente della giunta Giuseppe Scopelliti, eletto nel 2010, presentate il 29 aprile scorso. I candidati alla presidenza sono cinque, sostenuti da 15 diverse liste: Cono Cantelmi (M5S), Domenico Gattuso (Lista Tsipras e Rifondazione), Mario Oliverio (PD e altre liste di centro sinistra), Wanda Ferro (Forza Italia e Fratelli d’Italia), Nico D’Ascola (Nuovo Centro Destra e UdC).

Mario Oliverio ha vinto le primarie del centrosinistra, superando il renziano Gianluca Callipo con il 56 per cento dei voti e il sindaco di Lamezia Giannetto Speranza di SEL. Ha 61 anni ed è passato dal Partito Comunista Italiano al PdS ai DS fino a iscriversi al PD: oggi è uno dei politici del PD che fa riferimento a Gianni Cuperlo. È stato deputato per quattro legislature dal 1992 e presidente della provincia di Cosenza dal 2004.

Wanda Ferro, candidata del centrodestra, ha 46 anni ed è presidente uscente della provincia di Catanzaro, città di cui è stata consigliera comunale per tre volte con Alleanza Nazionale e di cui è stata anche assessore alla Cultura.

Cono Cantelmi è stato scelto con 183 preferenze dal M5S con le primarie online aperte ai soli iscritti al partito: è di Catanzaro, ha 40 anni, è laureato in Giurisprudenza e dice di essere “appassionato di reti e informatica”; è tra i fondatori di un laboratorio per la “ricerca e la diffusione della cultura open source”. È stato tra i redattori di una proposta di legge regionale sul “pluralismo informatico” presso la regione Calabria.

Domenico Gattuso è docente all’Università Mediterranea, è esperto di trasporti ed è alla sua seconda esperienza elettorale, dopo quella per le Europee con la Lista Tsipras, che in Calabria ha superato il quorum del 4 per cento.

Nico D’Ascola rappresenterà invece le liste del Nuovo Centro Destra e dell’UdC: ha 60 anni, è di Reggio Calabria, ha due studi legali, a Roma e Reggio Calabria e in passato è stato anche socio dello studio di Niccolò Ghedini: è legato politicamente all’ex governatore Giuseppe Scopelliti, che nel 2013 l’ha inserito nel listino bloccato per l’elezione a senatore. Dopo la scissione da Forza Italia ha aderito al Nuovo Centro Destra.

Di cosa si parla
In entrambe le regioni la campagna elettorale è stata giudicata criticamente da alcuni quotidiani locali come piuttosto generica e “poco appassionante“. In Calabria i temi al centro della campagna sono la sanità, i trasporti, l’area industriale di Gioia Tauro e la lotta alla corruzione. In Emilia-Romagna, Bonaccini ha promesso di ridurre drasticamente le società partecipate dalla regione sviluppando il suo programma in dieci parole chiave (lavoro, Europa, velocità, sostenibilità e così via). Anche il candidato della Lega, Alan Fabbri, sta parlando di tasse e lavoro, puntando però sul tema dell’immigrazione e criticando il sistema di gestione del terremoto del 2012 per quanto riguarda la ricostruzione e la fiscalità. Anche la candidata del M5S, Gibertoni, sta mettendo al centro della sua campagna il sostegno all’impresa locale, la sanità pubblica, l’ambiente e la critica al governo precedente: «Con Errani gli amici degli amici sono diventati i parenti di primo grado».