I guai di Rovio

La società che si è inventata Angry Birds sta crescendo meno del previsto e ha in programma 130 licenziamenti per contenere i costi

Rovio, la società finlandese che ha ideato il videogioco Angry Birds e i suo innumerevoli derivati, ha annunciato che nei prossimi mesi taglierà fino a 130 posti di lavoro, parti a circa il 16 per cento dei suoi impiegati. La decisione è stata annunciata dal CEO Mikael Hed con un post sul blog della società, nel quale si spiega che il gruppo di lavoro “era stato costruito sull’assunto di una crescita più rapida di quanto in realtà sia stata”. I licenziamenti saranno accompagnati da una riorganizzazione complessiva della struttura aziendale, che sarà basata su tre ambiti principali: i videogiochi, i media (video su Internet, cartoni animati, film) e altri prodotti (giochi in scatola, peluche, gadget).

Cinque anni fa Rovio divenne molto famosa grazie al suo videogioco Angry Birds, inizialmente realizzato per gli iPhone. In poche settimane ne furono scaricati milioni di copie, cosa che portò alla realizzazione di versioni per altri sistemi operativi come Android e a una serie di altre edizioni del gioco, da quelle ispirate a Star Wars a una recente (e discussa) edizione per ragazzine. Il successo del gioco, che consiste nello sconfiggere alcuni malvagi maiali verdi che importunano gli uccelli (che per questo sono arrabbiati, “angry”), ha portato anche alla produzione di cartoni animati, di parchi a tema, di gadget e di un film.

Rovio ha costruito una fortuna sopra Angry Birds, ma negli ultimi anni ha faticato nel produrre nuovi videogiochi di uguale successo. L’interesse per Angry Birds è progressivamente diminuito e la società non ha prodotto alternative valide, anche a causa dell’agguerrita concorrenza di altri produttori e del ciclo di vita molto breve dei videogiochi “casual”, quelli che si giocano per pochi minuti sul proprio smartphone per passare il tempo, magari mentre si aspetta la propria fermata della metro.

Per provare a dare una nuova spinta a Rovio, lo scorso agosto è stata decisa la sostituzione del suo amministratore delegato. Mikael Hed lascerà a gennaio del prossimo anno e sarà sostituito da Pekka Rantala, ex dirigente di Nokia, altra società finlandese. Hed aveva provato a fare aumentare i ricavi di Rovio seguendo un modello di business molto praticato tra i produttori di videogiochi per smartphone e tablet: permettere il download gratuito dell’applicazione e inserire al loro interno funzionalità che possono essere attivate solo a pagamento. Questa soluzione ha funzionato solo in parte e non ha permesso alla società di aumentare i ricavi al ritmo sperato, da qui la decisione di ridurre il numero di impiegati nei prossimi mesi per contenere i costi.

Angry Birds continua a essere il videogioco più scaricato di Rovio, ed è quindi la sua principale fonte di ricavo, cosa che nel medio termine – senza alternative solide – si sta rivelando un problema. Il numero di giocatori in giro per il mondo è di circa 200 milioni, ma è un dato in sensibile diminuzione se si pensa che a fine 2012 i giocatori erano oltre 260 milioni. Nel 2013 Rovio ha prodotto ricavi per 156 milioni di dollari, una cifra molto distante dagli oltre 890 milioni di dollari di ricavi di Supercell, un’altra azienda finlandese produttrice di videogiochi come Clash of Clans ed Hay Day e che ha saputo sfruttare meglio – e in anticipo rispetto a Rovio – il sistema dei download gratuiti con opzioni da acquistare in seguito all’interno delle sue applicazioni per giocare.

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