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  • Giovedì 18 settembre 2014

Il video di John Cantlie diffuso dall’IS

Un giornalista britannico prigioniero dello Stato Islamico annuncia una specie di "rubrica" per raccontare "la verità" all'opinione pubblica occidentale

Lo Stato Islamico (IS), l’organizzazione estremista sunnita che controlla un pezzo di Siria e un pezzo di Iraq, ha diffuso un video che sembra mostrare il giornalista britannico John Cantlie rivolgere una specie di appello all’opinione pubblica occidentale. Il video è stato pubblicato su un account di YouTube usato spesso dall’IS per diffondere materiale di propaganda, e dopo circa un’ora è stato rimosso da YouTube (anche se nel frattempo ne sono arrivati online degli altri).

Nel video – accuratamente girato e montato, come tutti quelli dello Stato Islamico – Cantlie dice di essere prigioniero dell’IS da due anni e di non sapere se morirà o vivrà, e di fatto introduce una specie di “rubrica” che terrà per informare l’opinione pubblica occidentale della “verità” sul tema della guerra all’IS. «So cosa state pensando: lo fa solo perché è prigioniero, ha una pistola puntata alla testa ed è stato costretto. È vero, sono prigioniero, non posso negarlo: ma dato che sono stato abbandonato dal mio governo e la mia sorte è nelle mani dello Stato Islamico, non ho niente da perdere». Cantlie accusa i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito perché non trattano con gli estremisti islamici, al contrario di altri governi che hanno avuto indietro i loro connazionali rapiti; dice che «ci sono due facce in ogni storia» e che l’opinione pubblica occidentale è stata «manipolata dai media».

Daniele Raineri, giornalista del Foglio esperto di Medio Oriente e più volte inviato in Siria, ha scritto su Twitter che «la strategia comunicativa dello Stato Islamico è cambiata: le verità del Califfato verranno adesso diffuse da un ostaggio. Lo Stato Islamico sta costringendo un ostaggio britannico condannato a morte a fare da suo portavoce per il mondo occidentale».

Cantlie è un giornalista britannico che si è occupato a lungo di Medio Oriente e ha seguito la guerra civile in Siria: nel 2012 proprio in Siria era stato rapito da un gruppo di estremisti islamici ed era stato liberato poche settimane dopo da un altro gruppo di ribelli. Le accuse contro un accusato del sequestro furono ritirate dopo che lo stesso Cantlie e un altro sequestrato non si presentarono a testimoniare contro di lui. Una corrispondente del New York Times dice che fu rapito di nuovo il 22 novembre, insieme a James Foley. Gli articoli di Cantlie dalla Siria furono pubblicati dal Times e dal Sunday Times. Quello che viene dopo non è chiarissimo: sembra che di Cantlie si fossero perse di nuovo le tracce durante un suo nuovo viaggio in Siria, qualche mese dopo.