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I guai dello streaming di Apple

La diretta online della presentazione degli attesi Apple Watch e dei nuovi iPhone 6 è stata un mezzo disastro, tra video a scatti e traduzioni in mandarino

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Martedì 9 settembre alcune migliaia di persone hanno potuto assistere dal vivo alla presentazione dei nuovi iPhone 6 e degli Apple Watch, invitate da Apple a Cupertino (California) per il suo evento speciale. A tutti gli altri la società aveva promesso uno streaming in diretta della presentazione, visibile semplicemente collegandosi al sito apple.com, sulla cui prima pagina lunedì era stato inserito un contatore con il conto alla rovescia dell’inizio dell’evento per fare aumentare ulteriormente l’attesa. Lo streaming doveva essere l’occasione per Apple di mostrare a mezzo mondo i suoi nuovi prodotti, sui quali aveva mantenuto una certa segretezza fino all’ultimo, ma le cose sono andate diversamente: la trasmissione online non ha funzionato per la maggior parte del tempo, diventando un fallimento.

I problemi sono iniziati poco dopo le 19, ora italiana, a pochi minuti dall’arrivo sul palco dell’amministratore delegato di Apple Tim Cook: il video andava a scatti e si interrompeva dopo pochi secondi, mentre l’audio era riprodotto con due tracce che si sovrapponevano con due diverse musiche di attesa. Le cose sono peggiorate nei minuti seguenti, prima con l’interruzione dello streaming, poi con la comparsa di una schermata da tv d’altri tempi con bande colorate e informazioni di servizio.

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Mentre la presentazione era ormai iniziata con l’annuncio dei nuovi iPhone 6 e iPhone 6 Plus, milioni di persone erano alle prese con il sito di Apple, aggiornandolo e riavviando i loro browser, nel tentativo di vedere lo streaming. La trasmissione si è ripresa ad annuncio dei nuovi iPhone ormai inoltrato, ma con un altro malfunzionamento dovuto all’impostazione sbagliata delle tracce audio da parte di chi gestiva lo streaming: oltre all’audio dal teatro in cui si stava tenendo l’evento, si sentiva la voce di una simultaneista che traduceva in mandarino ciò che veniva detto sul palco. Il doppio audio con il video a scatti è andato avanti per circa mezz’ora, mentre alcuni utenti hanno segnalato che di colpo la trasmissione ripartiva dal primo minuto o si bloccava dopo pochi secondi. Il sito apple.com è risultato irraggiungibile per diversi minuti e solo a un’ora dall’inizio dell’evento le cose sono migliorate in parte, anche se lo streaming continuava a bloccarsi dopo pochi minuti.

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Apple non ha commentato né risposto alle domande sulla resa deludente del suo streaming, sul quale aveva puntato molto per fare conoscere direttamente i suoi nuovi e attesi prodotti. Non è quindi del tutto chiaro che cosa abbia determinato i disservizi e fatto bloccare di continuo la trasmissione. Inizialmente alcuni siti di tecnologia hanno ipotizzato che la causa potesse essere un semplice problema di capacità, dovuto all’altissimo numero di persone che si sono collegate al sito di Apple per vedere l’evento. Secondo questa ipotesi, i sistemi non avrebbero retto al traffico più alto del previsto e di conseguenza sarebbero crollati, causando errori a catena che infine hanno determinato il crollo dello stesso apple.com.

Dan Rayburn di StreamingMedia, un sito specializzato che si occupa delle tecnologie per gli streaming online (più dal lato business che da quello tecnico), ha fatto qualche verifica concludendo che la responsabilità per lo streaming fallimentare sia soprattutto di Apple e non di Akamai, il servizio cui la società si è appoggiata per gestire la grande mole di traffico dell’evento. A differenza delle volte precedenti in cui aveva offerto uno streaming, Apple ha inserito sul proprio sito una nuova sezione nella quale comparivano aggiornamenti in automatico, con immagini, tweet e altri contenuti man mano che procedeva la presentazione. Per mostrarli, la pagina doveva aggiornarsi di continuo, cosa che secondo Rayburn ha impedito ad Akamai di crearne un copia “fissa” (il processo si chiama “caching”) e stabile da trasmettere ai milioni di contatti online, alleggerendo il carico di lavoro per i sistemi di Apple.

L’ipotesi di Dan Rayburn è stata ripresa da diversi altri siti di tecnologia, che per ora non hanno avuto una versione ufficiale da parte di Apple, ma in molti hanno però espresso perplessità sulla sua ricostruzione. Rayburn fa un po’ confusione tra le tecnologie di programmazione web e ci sono cose poche chiare sulla sua teoria del mancato “caching” della pagina del sito di Apple su cui era mostrato lo streaming. In passato la società aveva trasmesso altre sue presentazioni in streaming, senza avere particolari problemi. La presentazione è stata comunque pubblicata sul sito di Apple per essere vista in differita, ma forse fate prima a leggere e vedere tutte le novità presentate qui.

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