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  • venerdì 6 giugno 2014

Lo sciopero della metro a San Paolo

A una settimana dall'inizio dei Mondiali: ha causato una coda di macchine lunga 209 chilometri e moltissimi disagi

Giovedì 5 giugno i lavoratori della metropolitana di San Paolo – che con 20 milioni di abitanti è la città più grande del Brasile – hanno indetto uno sciopero causando molti disordini, disagi e preoccupazione: tra una settimana, infatti, proprio a San Paolo si giocherà la prima partita dei Mondiali di calcio. Nella giornata di ieri, la metà delle stazioni della metro presenti in città sono rimaste chiuse ed è stato interrotto il servizio in tre delle cinque linee. Per far fronte allo sciopero le autorità di San Paolo hanno sospeso la regola che stabilisce, in circostanze di normalità, un limite per le automobili ammesse nella parte centrale della città. Questo ha causato un ingorgo lungo 209 chilometri: il più grande del 2014 e il terzo peggiore mai verificatosi in città.

Lo sciopero ha coinvolto gli oltre 4 milioni di persone che in media ogni giorno utilizzano i sistemi di trasporto pubblico di San Paolo e fa seguito a quello degli autisti di autobus organizzato gli scorsi giorni. Diversi pendolari che non hanno potuto andare al lavoro hanno reagito con rabbia, danneggiando i cancelli chiusi delle stazioni della metro; altri sono scesi sui binari per protestare a loro volta, ma non ci sono notizie di scontri con la polizia o di feriti.

I lavoratori della metro di San Paolo chiedono un aumento salariale di almeno il 10 per cento. Il giorno prima dello sciopero un giudice aveva ordinato ai dipendenti di lavorare a pieno regime almeno nelle ore di punta. Il sindacato ha però votato per proseguire con lo sciopero nonostante la multa che dovranno pagare per ogni giorno di violazione della sentenza. Hanno anzi fatto sapere che la protesta potrebbe replicarsi anche nelle prossime settimane, fino a quando non verrà soddisfatta la loro richiesta.

Il ministro dei Trasporti Jurandir Fernandes ha detto che «non cederà alle richieste» e che le proteste non hanno a che fare direttamente con i Mondiali. Diversi analisti sostengono che invece il governo sarà costretto ad accogliere le richieste proprio per non compromettere l’esito della manifestazione. Quella dei dipendenti della metro è solo l’ultima delle proteste che dall’anno scorso sono state organizzate in Brasile. Le principali sono dovute all’enorme quantità di denaro speso per l’occasione, che secondo molti sarebbe stato più utile per migliorare i servizi e affrontare la povertà e la corruzione diffuse nel paese. Le manifestazioni più grosse si sono tenute l’anno scorso e hanno visto la presenza di oltre un milione di persone. Sono continuate nei mesi successivi, anche se con minore partecipazione: quelle recenti più importanti si sono tenute lo scorso 15 maggio.

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