• Media
  • mercoledì 4 giugno 2014

Com’è fatta “Undici”

Un po' di pagine di una nuova rivista di calcio, trimestrale, che uscirà il 6 giugno con articoli di Giuseppe De Bellis, Federico Buffa e Pierluigi Pardo, tra gli altri

Il 6 giugno uscirà il primo numero di Undici, una nuova rivista trimestrale di calcio e cultura che aspira a portare in Italia uno stile narrativo e letterario del racconto sportivo che negli ultimi anni ha ottenuto nuovo successo e popolarità all’estero, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

La copertina del primo numero di Undici è dedicata a Daniele De Rossi, centrocampista della Roma e della nazionale italiana, raccontato dal direttore Giuseppe De Bellis. Tra le altre cose, poi, il primo numero di Undici contiene un’analisi di Daniele Manusia sulla nazionale del Belgio, un reportage di Francesco Costa da Sky, su come l’unico network italiano che trasmetterà tutte le partite dei Mondiali si prepara al torneo e un articolo di Pierluigi Pardo sull’Inghilterra. E poi altri articoli e racconti di Federico Buffa, James Montague, Fulvio Paglialunga, Malcom Pagani e Davide Coppo, e non solo sui Mondiali di calcio (c’è anche una conversazione con il regista Paolo Sorrentino).

Ogni numero di Undici avrà poi una sezione dedicata a uno sport diverso dal calcio, trattato approfonditamente: in questo si parla di tennis, con gli articoli di Francesco Longo, Fabio Severo e Federico Ferri.

Undici è diretto da Giuseppe De Bellis, che è anche collaboratore di Studio e del Foglio (alcuni lo conosceranno con lo pseudonimo Beppe Di Corrado) nonché vice direttore del Giornale, ed è realizzato in collaborazione con Studio: uscirà ogni tre mesi in edicola e in libreria, ogni numero costerà 7 euro e sarà anche un sito Internet (che non è ancora online, ma intanto si può essere aggiornati via Facebook e Twitter). La grafica è curata da Tommaso Garner, già art director di Studio, e Marco Fasolini, grafico di Mousse Magazine e socio di Studio Temp.

Dal comunicato che presenta Undici:

Undici nasce da una considerazione: l’Italia è il Paese che ha sublimato il racconto dello sport e del calcio in particolare, ma è l’unico Paese europeo che oggi non ha una rivista che parli di sport e di calcio con un linguaggio diverso. Alto. Undici nasce per questo. È l’ambizione di unire due mondi che oggi non si parlano: quello dell’epica e quello della scienza dello sport. Perché il racconto dello sport, dei suoi personaggi, delle sue storie non può prescindere da ciò che sta alla base di quei personaggi e di quelle storie: il lavoro sulla scienza che poi si declina in vari aspetti e varie forme come la statistica, la tattica, la tecnologia che sta alla base della performance sportiva. Ovviamente vale anche il contrario: non esiste statistica, la tattica, la tecnologia, senza i personaggi, le storie, i racconti. Undici mescolerà questi mondi, riunendoli in un’unica identità.

Mostra commenti ( )