Come sarà l’auto che si guida da sola

Google ha presentato il primo prototipo del suo ambizioso progetto per cambiare il modo in cui ci muoviamo per strada: non ha volante né pedali

Google ha presentato il suo primo prototipo di automobile che si guida da sola. Il prototipo è stato realizzato interamente dai suoi progettisti, senza utilizzare auto già in commercio come base per il suo sistema come era avvenuto fino a ora. Esteticamente la nuova automobile è una via di mezzo tra una Smart e un trabiccolo dei cartoni animati, con linee molto arrotondate e la parte frontale che ricorda il muso di un koala. È stata realizzata da Google X, la divisione della società che si occupa di realizzare e sperimentare nuove tecnologie, che potrebbero poi finire nei prodotti che usiamo tutti i giorni, non solo online.

La nuova versione di auto che si guida da sola di Google non ha volante, pedali per accelerare o frenare, né buona parte degli altri comandi che di solito si trovano a bordo di un veicolo. Non servono: i sensori e il software di bordo fanno tutte le cose necessarie per far muovere il veicolo, facendolo viaggiare al sicuro. I sensori sono in grado di rilevare i punti ciechi per noi classici guidatori, ostacoli improvvisi e oggetti fino a una distanza di 200 metri in tutte le direzioni.

Il prototipo presentato da Google ha un motore elettrico e, per ulteriori motivi di sicurezza, per ora viaggia a una velocità massima di 40 chilometri orari. Le prime versioni dell’automobile che si guida da sola potrebbero essere utilizzate soprattutto su percorso misto, da chi deve spostarsi ogni giorno da casa fuori città al lavoro. A fine aprile Google aveva mostrato come i sensori e le applicazioni di bordo fossero in grado di interpretare l’andamento del traffico e di muoversi tra diverse corsie delle strade ad alto scorrimento, riconoscendo e distinguendo oggetti come semafori, segnaletica, alberi, pedoni e naturalmente le altre automobili in movimento.

Gli interni del primo prototipo di auto che si guida da sola sono molto essenziali. L’obiettivo è realizzare veicoli pratici e confortevoli, non di lusso, poco pesanti in modo da sfruttare meglio il motore elettrico e non incidere troppo sulla sua autonomia. Oltre alla versione di prova già testata su strada con alcuni passeggeri, Google ha pubblicato un’elaborazione grafica di come potrebbe essere la sua automobile che si guida da sola tra qualche anno.

Google ha annunciato che saranno prodotti un centinaio di prototipi, con caratteristiche diverse per testare le varie funzionalità e opzioni disponibili. Entro la fine dell’estate, i collaudatori della società proveranno alcune versioni con volante e comandi tradizionali, per assicurarsi che l’abitacolo e gli altri dispositivi di sicurezza siano affidabili. Google confida di potere avviare un primo progetto pilota in California entro i prossimi due anni.

Per ora non sono stati annunciati accordi o collaborazioni con i produttori di automobili, ma Google ha accennato alla possibilità di condividere alcune delle sue tecnologie con altri partner. Intanto, a livello legislativo, negli Stati Uniti alcune città hanno iniziato a dare i primi permessi per consentire la circolazione di automobili che si guidano da sole come quella di Google, anche se con qualche restrizione per motivi di sicurezza.

Il progetto di Google è ancora più ambizioso di quanto sembrasse all’inizio, perché prevede la costruzione di automobili fatte appositamente per i suoi sistemi e non il semplice adattamento di veicoli già in commercio, come era stato fino a ora per i suoi primi test. Le nuove auto dovranno dimostrare di essere sicure per i passeggeri e per gli altri automobilisti e dovranno superare ancora numerosi inconvenienti, a partire dal problema dell’autonomia che non è molto alta nelle attuali automobili elettriche.

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