La confusa fine del comunismo

Martin Kollar ha fotografato scene tragicomiche, contraddittorie e surreali nell'Europa dell'Est dopo la caduta dell'Unione Sovietica

Nadlak, Romania 2001

Nothing Special è un progetto del fotografo slovacco Martin Kollar che racconta con immagini bizzarre, divertenti e spesso stranianti l’Europa dell’Est tra la fine del comunismo e la nascita di un nuovo sistema politico e culturale. Kollar ha iniziato il progetto nel 2000 e da allora ha percorso più di 14 mila chilometri con la sua macchina fotografica, dall’Ungheria alla Slovacchia alla Repubblica Ceca. Le sue immagini mostrano lo stridere della tradizione con l’arrivo della modernità, e la confusione di quegli anni. Kollar ha spiegato che «con la fine del comunismo nell’Europa dell’Est tutto diventò confuso. Se prendi una bottiglia col sedimento in fondo e la scuoti, all’inizio non puoi vederci attraverso. Poi le cose si iniziano a vedere meglio, il sedimento torna sul fondo: il periodo di sedimentazione è quello in cui ho lavorato al progetto».

Nessuna fotografia di Nothing Special – che nel 2008 è stato pubblicato in un libro – è stata composta artificialmente: sono tutte immagini in cui Kollar si è imbattuto e ha fotografato con prontezza.

Martin Kollar è nato nel 1971 a Zilina, che allora si trovava in Cecoslovacchia e ora in Slovacchia. Ha lavorato a progetti fotografici a lungo termine nell’Europa dell’Est, in Francia, Germania, Israele e ha pubblicato tre libri: oltre a Nothing Special (Actes sud 2008), Cahier (Diaphane 2011) e Field trip (Mack 2013). Sul suo sito si possono guardare altre fotografie di Nothing Special e altri suoi progetti fotografici.

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