Tutte le migrazioni degli ultimi 20 anni

Le mostra Science con un'infografica, e ci sono diverse sorprese (ad esempio: l'Europa non è la prima destinazione dei migranti)

In un articolo pubblicato venerdì 28 marzo sulla rivista Science, un gruppo di studiosi di geografia ha raccolto centinaia di dati per realizzare un grafico interattivo in cui sono rappresentate tutte le migrazioni tra stati e macroregioni del mondo negli ultimi vent’anni. Gli autori hanno creato anche un sito con una versione interattiva del grafico, dove si può selezionare un periodo particolare, oppure osservare i flussi in entrata e in uscita da un singolo paese o da un’area geografica.

global-migration.info

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Lo studio è stato fatto da tre ricercatori del Wittgenstein Centre for Demography and Global Human Capital, un centro di studi che ha sede a Vienna, in Austria. I risultati della ricerca non sono del tutto sconosciuti agli scienziati, ma nonostante questo ci sono alcuni elementi che emergono in particolare chiarezza, come scrive l’Atlantic.

Contrariamente a quanto si pensa di solito, il numero di migranti dal 1995 ad oggi, ad esempio, è rimasto sostanzialmente costante in rapporto al totale della popolazione, mentre è cresciuto tra il 1990 e il 1995. Ma ancora più interessanti sono alcune dinamiche dell’emigrazione emerse dalla ricerca. A quanto pare i paesi da cui proviene la maggior parte dei migranti non sono quelli più poveri, ma quelli in via di sviluppo. I principali candidati all’emigrazione sono persone che vivono in paesi dove è diffuso un certo grado di istruzione e una certa possibilità di muoversi (paesi poverissimi come Afghanistan, Somalia o Haiti producono molti meno migranti di paesi relativamente molto più ricchi come Egitto o Indonesia).

Un ricercatore di geografia dell’università del Colorado, Fernando Riosmena, che ha collaborato con alcuni degli autori della ricerca, ha spiegato che una delle conclusioni a cui permette di arrivare la ricerca è che «mano a mano che i paesi si sviluppano continuano a mandare all’estero migranti, fino a che – a un certo punto nel loro sviluppo – divengono a loro volta paesi che ricevono migranti».

La ricerca prova anche che altri luoghi comuni sono sbagliati. Ad esempio, se dovessimo valutare il fenomeno della migrazione guardando le agende politiche dei principali paesi europei, verrebbe da dire che il principale flusso migratorio è quello tra i paesi del Nordafrica e Medio Oriente verso l’Europa (qualcuno potrebbe dire addirittura: verso l’Italia). Non è così: la più grande migrazione tra diverse regioni è quella tra sud-est asiatico e Medio Oriente, e in particolare verso i paese del Golfo Persico. Una migrazione dovuta principalmente alla crescita del settore edilizio dei paesi della penisola araba. Un aspetto di questa crescita lo si può vedere in Qatar in queste ultime settimane, dove si parla molto delle condizioni dei lavoratori emigrati impiegati nella costruzione delle infrastrutture per i campionati mondiali di calcio.

Guardando il flusso principale tra nazione e nazione, gli europei non sono – di nuovo – il centro del mondo. Il record di flusso tra singoli paesi è quello tra Messico e Stati Uniti e questi ultimi sono anche il paese che riceve più migranti ogni anno. Infine, a proposito dell’Africa, un fatto interessante è che l’emigrazione tra Africa ed Europa è quasi la metà di quella che avviene tra i singoli paesi africani, un fatto di cui media e politica si sono fino ad ora occupati molto poco.

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