Tutto sul cerume

Che cos'è davvero, a cosa serve, di cosa è fatto e perché cambia a seconda delle popolazioni

Come dice il poeta, “sappiamo che il nostro organismo secerne svariate sostanze”. Alcune ci sono familiari e sappiamo a che cosa servono e perché ogni tanto saltano fuori dal nostro corpo, di altre abbiamo un’idea molto più approssimativa, spesso dovuta al fatto che se ne parla poco e la cosa comprensibilmente non costituisce un grande argomento di conversazione, né a tavola né per fare colpo su qualcuno. Il cerume, la sostanza giallastra che viene prodotta dalle nostre orecchie, è sicuramente una di queste: sappiamo che esiste, che è meglio rimuoverla e che da quando esistono i cotton fioc è alla base dei traumi infantili di intere generazioni. BBC ha provato a vincere la ritrosia a parlare di questo argomento, con una interessante raccolta di informazioni sul cerume.

Produzione
La produzione del cerume non varia molto tra maschi e femmine, né tra soggetti giovani e più anziani. Non è sempre costante e può quindi variare in periodi diversi dell’anno. Ci sono migliaia di ghiandole all’interno dell’orecchio che producono i vari componenti del cerume, che contiene anche le cellule morte della parte interna dell’orecchio. Serve a mantenere la superficie del condotto uditivo morbida e umida, favorendone la lubrificazione e la pulizia.

Il cerume è composto da grassi saturi e insaturi, un olio che si chiama squalene, alcoli, colesterolo e cheratina, una proteina ricca di zolfo che tra le altre cose è uno dei componenti delle unghie e dei peli. Nel cerume c’è anche il lisozima, un enzima che ha la capacità di uccidere diversi tipi di batteri, e che quindi contribuisce a tenere alla larga le infezioni dell’orecchio esterno. Almeno secondo alcuni ricercatori, altri sostengono che invece il cerume è il luogo ideale per consentire ad alcuni ceppi di batteri di prosperare.

Come si sposta
Il cerume esce dalle orecchie grazie a una particolare caratteristica delle cellule che costituiscono il condotto uditivo. Come ha spiegato a BBC Shakeel Saeed del “Royal National Throat, Nose and Ear Hospital” di Londra: “se si potesse disegnare un puntino di inchiostro nei pressi del timpano, lo si potrebbe osservare mentre nel corso di poche settimane viene spostato dal movimento delle cellule”. In pratica le cellule crescono dall’interno verso l’esterno del condotto uditivo, che del resto è un vicolo cieco: se non facessero così, tutte le cellule morte si accumulerebbero sul fondo tappando l’accesso al timpano.

Questo movimento fa sì che anche il cerume, prodotto da alcune ghiandole lungo il condotto uditivo, si sposti verso l’esterno. I movimenti della bocca quando mastichiamo e parliamo contribuiscono al processo, smuovendo più cerume. Con l’età le cose possono complicarsi, perché in molte persone aumenta la peluria all’interno dell’orecchio, che complica la fuoriuscita del cerume.

Origini
Le caratteristiche della sostanza dipendono molto dalla popolazione di appartenenza: quelle caucasiche e nere hanno un cerume umido, mentre quelle asiatiche ne hanno uno più secco e granuloso. I ricercatori hanno scoperto che la consistenza dipende dal cromosoma 16 e che la variante umida è dominante su quella asciutta (nei cromosomi è conservato il DNA, le istruzioni per formare le cellule). Uno studio condotto dagli scienziati del Monell Institute di Philadelphia ha dimostrato che i composti del cerume nelle popolazioni caucasiche sono in media più odorosi di quelli nelle popolazioni asiatiche. La ricerca è stata condotta perché si pensa che l’odore del cerume potrebbe essere un buon indicatore per identificare alcuni tipi di malattie, ricorrendo a test meno costosi e più facili da realizzare in zone disagiate.

Pulizia
Come abbiamo visto il cerume esce naturalmente dal condotto uditivo, attraverso un processo naturale che non richiede particolari attenzioni. Benché ci siano opinioni molto discordanti tra i medici, in generale se non ci sono problemi di eccessiva produzione è inutile, e talvolta dannoso, procedere alla rimozione della sostanza dall’interno dell’orecchio. Nel caso in cui il cerume si sia accumulato creando un tappo è invece necessario intervenire per fare una pulizia più approfondita, e di solito è meglio rivolgersi a uno specialista.

Di solito, tre-cinque giorni prima di procedere si avvia un trattamento per ammorbidire il cerume, attraverso l’utilizzo di composti oleosi o di particolari sostanze chimiche in soluzione. Il tappo viene poi rimosso con un getto di acqua tiepida iniettato all’interno dell’orecchio. Di solito la procedura viene fatta mantenendo la testa del paziente inclinata verso il basso, in modo che l’acqua fuoriesca velocemente insieme con il cerume disciolto. A questa tecnica, fastidiosa più che dolorosa, di recente ne è stata affiancata un’altra che si chiama microsuzione, e che prevede che il tappo sia aspirato con un tubicino, con un sistema simile a quello aspirasaliva usato dal dentista.

Inquinamento
Nel cerume può essere riscontrata la presenza di alcune tossine, indizio che qualcosa potrebbe non andare per il verso giusto. Il sangue è comunque un indicatore più affidabile e lo si può analizzare per ottenere molte informazioni in più, per questo non si fanno prelievi dalle orecchie.

Per lo studio di alcune specie animali, il cerume può invece essere un ottimo indicatore. Il meccanismo che porta alla sua espulsione funziona diversamente, per esempio, nelle balene: non viene propriamente espulso e continua ad accumularsi per anni nel condotto uditivo di questi animali. Analizzando un tappo di cerume lungo oltre 24 centimetri di una balena, i ricercatori hanno potuto registrare l’andamento dell’inquinamento dei mari in cui ha nuotato per circa dodici anni.

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