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San Sebastiano con i boxer

Lo street artist toscano Ozmo ha realizzato a Racale, in Salento, un controverso murale che ritrae il celebre martire cristiano

Ozmo è uno street artist italiano che realizza le sue opere in spazi pubblici dal 2001. In questi giorni, commissionato dal Via Vai Project – una rassegna che coinvolge diversi artisti della scena italiana ed internazionale della street art per produrre opere nella zona del basso Salento – Ozmo ha realizzato a Racale, in provincia di Lecce, una particolare rivisitazione dell’icona di San Sebastiano, l’alto ufficiale dell’esercito romano convertitosi alla fede cristiana e venerato come santo dai cattolici e dagli ortodossi. Il suo martirio – secondo la tradizione venne legato al tronco di un albero e trafitto dalle frecce – è un’immagine molto frequente nella pittura europea.

L’idea dell’artista era proporre alla città un simbolo molto conosciuto, rileggendo in chiave moderna un tema classico dell’arte (il quadro a cui si ispira il murale è un celebre San Sebastiano di Andrea Mantegna, oggi al Louvre). Ozmo ha scelto di inserire il logo di Dolce & Gabbana sui boxer che ha aggiunto alla figura del santo, e disegnare numeri iscritti in cerchi che ricordano le fiches del gioco d’azzardo. Alcuni cittadini hanno protestato e chiesto a Ozmo di rivedere la sua opera: le fiches, che facevano riferimento alla “fortuna” e all’idea di gioco, sono state già cancellate. Ozmo ha spiegato così la sua interpretazione del San Sebastiano:

L’intento della mia ricerca pittorica è quello di realizzare ‘esperimenti immaginifici’ utilizzando immagini preesistenti dal significato fortemente simbolico che l’osservatore decodifica a secondo del proprio specifico orientamento, sia esso culturale, religioso, politico eccetera. Possiamo definirli più tecnicamente come ‘degli esperimenti di rappresentazione immaginifica’ più che dei dipinti, disegni o graffiti.

Il Simbolo, forte della propria ambiguità aspetta solamente uno sguardo per delinearsi nell’osservatore, come un castello di carte fragile ed in bilico che aspetta un soffio per crollare in una direzione o nell’altra. Essendo interessato al potere intrinseco delle immagini e dei simboli, volevo un’immagine che fosse comprensibile e condivisa sia dai giovani del paese (che vestono alla moda e che possono vedere nell’immagine anche una pubblicità patinata e fashion) che dalle persone più anziane e lontane dall’arte contemporanea o dalla cosiddetta Street Art.

La storia del murale – e le polemiche – è stata ripresa da diversi quotidiani anche internazionali, tra cui El Paìs. La decisione finale sulla sua eventuale rimozione verrà presa dall’amministrazione comunale.

Ozmo sceglie spesso soggetti che rimandano alla sfera della religiosità e del sacro. Già nel 2008 un suo grande murale che ritraeva una Madonna con bambino ad Ancona venne definito dalla Diocesi di Ancona-Osimo “impropria” ma non blasfema, mettendo fine a una serie di polemiche.

Il vero nome di Ozmo è Gionata Gesi, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze e ha cominciato disegnando fumetti. Ozmo ha iniziato a sperimentare la street art a Milano, riuscendo a farsi apprezzare anche in ambienti più istituzionali, spesso preclusi ad altri street artist. Negli ultimi anni ha infatti collaborato con alcuni importanti musei italiani, tra cui il Museo del Novecento di Milano con la mostra PreGIUDIZIO UNIVERSALE, dove sono state raccolte alcune delle opere più rappresentative, e il MACRO di Roma.

  • duddolo

    La spiegazione dell’autore è una supercazzola di rara bellezza.