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Renzi farà un sacco di cose, dice

Il governo si è impegnato a ridurre di 10 miliardi di euro le tasse per i redditi sotto i 25 mila euro, a diminuire l'IRAP del 10 per cento e a fare le riforme costituzionali

Mercoledì 12 marzo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha tenuto un’attesa conferenza stampa in cui ha presentato alcune misure principalmente di carattere economico. Come ha specificato lo stesso Renzi, dal punto di vista formale il Consiglio dei ministri ha approvato oggi una relazione del presidente del Consiglio che stabilisce la cifra di 10 miliardi di euro da destinare alla riduzione delle tasse per i redditi inferiori ai 25 mila euro e le relative coperture.

Renzi ha aggiunto che gli «atti tecnici», dal DEF ai decreti attuativi, saranno però realizzati da qui al 30 aprile. Renzi ha sottolineato che oggi sono stati presi alcuni «atti irreversibili» per arrivare alla riduzione delle tasse per 10 miliardi di euro, ma nella pratica, di quelle misure, non sono stati decisi né sono già operativi tutti i dettagli.

Renzi ha cominciato con il riferimento alla prossima presidenza italiana del semestre europeo. Poi ha elencato le riforme che non sono state annunciate oggi, tra cui quelle della pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia, rinnovando la promessa di occuparsene nei prossimi mesi (entro giugno). Infine ha fatto un riferimento all’approvazione della nuova legge elettorale, avvenuta questa mattina alla Camera (e che Renzi ha difeso in diverse risposte ai giornalisti al termine della conferenza stampa). Gran parte della conferenza stampa di Renzi è stata supportata da alcune slide.

Le slide del Governo sui provvedimenti annunciati da Matteo Renzi

Renzi ha parlato anche delle riforme costituzionali. Per quanto riguarda la riforma del Senato, Renzi ha detto che un disegno di legge costituzionale elaborato dal ministro per le riforme e i rapporti con il Parlamento Elena Boschi verrà consegnato a tutti i leader politici. Un’altra riforma costituzionale riguarderà il Titolo V, che regola le competenze dello Stato e delle regioni. C’è stato anche un accenno all’abolizione delle province e del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Il testo della legge, ha aggiunto Renzi, sarà dato in visione alle forze politiche, all’ANCI e ad altri responsabili istituzionali nelle prossime due settimane.

Il magistrato Raffaele Cantone, ha annunciato Renzi, sarà il capo della nuova autorità contro la corruzione, prevista dal governo Monti ma non ancora attuata. Dal 26 marzo al 16 aprile ci sarà un’asta online per la vendita di cento auto blu. Renzi è passato poi ad annunciare le misure di carattere economico.

Misure economiche
Entro luglio, ha detto Renzi, avverrà lo sblocco del pagamento di tutti i debiti rimanenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese creditrici, stimato – con qualche incertezza da parte del Ministero dell’Economia, ha ammesso lo stesso Renzi – in 68 miliardi di euro.

Renzi ha annunciato che 3,5 miliardi di euro andranno all’edilizia scolastica: verrà istituita dal primo aprile una «unità di missione» sulle scuole che lavorerà insieme al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un’altra unità di missione con la stessa tempistica riguarderà l’utilizzo di 1,5 miliardi di euro per la tutela del territorio. Un altro annuncio ha riguardato lo sblocco di 3 miliardi di euro dai fondi europei. Cinquecento milioni di euro, infine, saranno destinati a rafforzare il fondo di garanzia per il credito alle piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda le questioni fiscali, Renzi ha annunciato alcune misure che entreranno in vigore dal primo maggio; la prima è stata una riduzione delle tasse sul reddito – in forme che non sono state precisate – per un totale di 10 miliardi di euro. Renzi ha stimato che chi guadagna meno di 1500 euro al mese e ha un contratto di lavoro dipendente o assimilato (per «un totale di 10 milioni di italiani», ha detto Renzi) otterrà “1000 euro netti all’anno” in più.

La copertura di questi 10 miliardi «è totalmente fatta dal governo sulla base del risparmio di spesa [...] e senza l’aumento di tassazione». Le fonti di finanziamento principali «vedranno lo Stato stringere un po’ la cinghia», ha detto Renzi. Le principali elencate durante la conferenza stampa sono state:

- una cifra compresa tra i 3 e i 7 miliardi di euro dalla revisione della spesa pubblica, la cosiddetta spending review del commissario Carlo Cottarelli;
- i margini che ancora restano per arrivare alla soglia del 3 per cento del rapporto deficit/PIL, che Renzi ha detto essere oggi arrivato al 2,6 per cento: ci sarebbero quindi fino a 6,4 miliardi di euro di spesa (massimi) disponibili;
- le tasse pagate dal settore pubblico e dalle imprese private, dopo i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione e l’avvio dei piani sulla scuola e per la tutela del territorio.

Renzi ha comunque detto che maggiori dettagli sono contenuti nel DEF, il documento di programmazione economica che viene presentato annualmente dal governo, e ha aggiunto che il totale dei soldi recuperabili da queste coperture è anche maggiore ai 10 miliardi di euro.

Imprese
A partire dal 16 maggio saranno operativi alcuni provvedimenti che riguardano i costi delle imprese: la prima misura annunciata è la diminuzione di un miliardo di costi INAIL, in base all’attuazione di provvedimenti dei precedenti governi. L’altra misura annunciata è stata, sempre dal 1 maggio, la diminuzione del 10 per cento dell’IRAP, la tassa che riguarda le imprese, da finanziare tramite un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie – dal 20 al 26 per cento – per un valore complessivo previsto di 2,6 miliardi di euro (l’aumento non riguarda i titoli di stato). Il costo dell’energia per le imprese sarà ridotto del 10 per cento per le piccole e medie imprese.

Lavoro
Per il lavoro, dal primo di giugno sarà istituito un fondo di 500 milioni di euro per le imprese sociali. Renzi ha detto che l’obbiettivo è che da qui al 2018 vengano creati «100 mila posti di lavoro nel settore della ricerca».

Due decreti legge di cui si è discusso nel Consiglio dei Ministri riguardano la semplificazione del contratto a termine, che potrà valere al massimo tre anni e sarà applicabile senza causale, e una semplificazione del contratto di apprendistato.

Verrà presentato in Parlamento un disegno di legge delega per riorganizzare «l’intero sistema del lavoro», che sta venendo preparato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Secondo quanto ha detto Renzi, riguarderà quasi tutti gli aspetti legislativi ed economici del mercato del lavoro: nuovo codice del lavoro, sussidi di disoccupazione e di maternità, modalità di assunzione e così via.

  • Daniele Spagli

    Non è nervosismo, ne sostenevo che le cose andranno diversamente… era solo una constatazione. :-) Una delle critiche che sono sempre state mosse alla sinistra è proprio l’incapacità di pubblicizzare ciò che di buono faceva. Ed in effetti comparando Letta a Renzi in questo senso, non c’è storia.

  • Giangio

    Un sacco di economisti sostengono che aumentare la tassazione sulle rendite fa scappare gli investitori, infatti il nostro se ne guarda bene da aumentarla sui bot

    • 1789

      attualmente a livello europeo tutte le tassazioni sulle rendite finanziarie (fatto salvo un caso specifico in Spagna) si basano sulla tipologia del prodotto finanziario e sulla residenza dell’investitore. Quindi se intendevi che qualche italiano si trasferirà all’estero potresti avere ragione ma l’impatto sarà marginale; se invece pensavi che per un tedesco cambierebbe qualcosa ti sbagliavi.

      • Giangio

        pensavo semplicemente che chi ha bisogno di finanziarsi dovrà remunerare di più gli investitori, pena lo spostamento di risorse verso i titoli del debito pubblico. Credo che legalmente per un italiano spostarsi all’estero non sia facilissimo, e se lo fa legalmente mi pare di capire che le tasse le pagherebbe in Italia, ma non sono preparatissimo sull’argomento.

  • giorgiod

    Vabbé cari ammettete almeno che ci sta provando, poi vediamo se le promesse diventano realtà. Non manca molto. Due mesi e 15 giorni. Sono vent’anni che aspettiamo. Due mesi non cambia nulla.

    • Caboto

      Penso che la maggior parte di quelli che lo stanno criticando di mesi ne avrebbero aspettati anche di più, fosse stato per andare al voto e ottenere quella legittimazione su cui egli stesso aveva basato la propria campagna elettorale. Ad oggi, con molta amarezza, possiamo constatare che quello che sembrava un pasticciaccio brutto si è rivelato (fisiologicamente) proprio un pasticciaccio brutto. Quelle di oggi non sono le prime promesse fatte. Quelle passate sono state in gran parte disattese. Un poco di sano ottimismo non fa male, un minimo di fiducia nemmeno, ma allo spirito critico non dovremmo proprio rinunciare.

      • michele

        Abbiamo votato l’anno scorso, c’era un certo Letta, ricordi? Ricordi un governo che facesse… un governo? Io NO. Questo governo è il risultato parlamentare delle elezioni precedenti, a Renzi non si ppuò recriminare nulla, questre critiche vanno rivolte a Bersani e Letta, il primo per aver perso clamorosamente le elezioni, il secondo per esser stato il peggior primo ministro che la storia ricordi… abbiamo perso un anno!

        Renzi in un mesetto ha fatto approvare la legge elettorale alla camera, il resto sono chiacchere al vento.

        • Stefano Enrico Ferrari

          Beh, Letta è stato il peggior Primo Ministro della stessa Storia che ha decretato Berlusconi come il migliore, mi sa eh…

        • Caboto

          L’immobilismo patologico di Letta e l’incapacità comunicativa di Bersani non rappresentano una scusante alle mancate promesse fatte in tempi relativamente recenti da Renzi. Basta prendersi le sue dichiarazioni per capire che ha venduto la pelle dell’orso prima di averlo fatto fuori. Se ti mostro la foto di una Jaguar (pun intendend) fiammante, dicendoti “Ho dovuto rinunciare al tettuccio apribile, ma il resto è full optional e sarà tua in una settimana”, e quando te la consegno due settimane dopo manca metà carrozzeria, il volante, è verniciata rosa shocking e col leaper di plastica attaccato col nastro adesivo, potrai recriminare qualcosa oppure “ti ho consegnato una Jaguar, il resto sono chiacchiere al vento”?

    • zioluc

      la speranza c’è, e la prova è il fatto che (finora) nessuno ti ha messo downvote

  • beverly tozier

    Un’informativa è un’informativa è un’informativa. Anzi, un comizio. Senza coperture (dove sono i 68mld del pagamento delle PA?) è fuffa pura.

  • Aghi di Pino

    basta che però il “te l’avevo detto” non sia ancora una volta bandito dai commenti del Post….

  • Giangio

    Modo di ragionare statalista, fa bene a non aumentarla sui bot se no salta per aria lo stato, invece se saltano per aria le aziende o le banche chi se ne frega.

  • RoughRick

    Renzi: “ghe pensi mi” (cit.)

  • Stefano Enrico Ferrari

    E’ maledettamente abile: la chiave sta se nel gli fan passare l’utilizzo della CDP per rimborsare i debiti della PA, nel qual caso 18 miliardi e rotti saltan fuori subito da lì (la partita di giro già sperimentata con l’incasso dell’Iva per coprire il taglio Imu), poi arrivano gli altri piccioli della spending review e balle varie, e allora man mano potrà finanziar le altre varie necessità di scarico dalle Imprese… maledettamente abile: Letta aveva pure i suoi motivi per andarsene così ingrugnito…

    • M@

      Leggendo l’ultima riga nella mia mente ho visualizzato la scena di Totò truffa, in cui Totò conclude l’affare della fontana, e Nino Taranto fa finta di andar via scornacchiato.

    • Giangio

      Ma la cassa depositi e prestiti, che ultimamente sembra la soluzione a tutti i mali, dove va a prenderli i soldi? e sopratutto sarà mai in grado di restituirli?

  • 1789

    è semplice, per capire basta confrontare il costo medio nominale del debito dello stato italiano ad oggi vs quello di uno qualsiasi degli ultimi 30 anni; l’Italia ha un avanzo primario significativo da molto tempo e finalmente (grazie al QE della FED) ha trovato l’occasione di sfruttarlo

  • jamesnach3

    C’è poco da fare LOL, visto che va ad aumentare la tassazione sui risparmi, che è già alta di suo.

    Lo sbilanciamento con il trattamento riservato ai BOT, e alla tassazione per gli investitori qualificati (ex. fondi di private equity), è poi imbarazzante.

    Leggiti Seminerio, piuttosto:

    “Prendiamo atto che, per Renzi, se una persona percepisce l’interesse su alcuni milioni di euro di titoli di stato, questa non è una “rendita finanziaria”. Diciamo che è “impura”, e come tale verrà meritoriamente tassata al 12,5% (“No Bot, tranquilli!”). Mentre, se un risparmiatore possiede alcune decine di migliaia di euro in fondi comuni, azioni od obbligazioni private, avremo di fronte un caso da manuale di una esecrabile “rendita finanziaria pura”, e come tale da tassare al 26%. Domanda scontata e retorica: prevale l’ignoranza o la furbizia, in questo modo di ragionare?

    Domanda per Renzi, e non solo lui: quanti risparmiatori si sposteranno verso il possesso di titoli di stato o di buoni postali, inaridendo il collocamento di strumenti finanziari da parte di privati? Anche questo è “in media con quanto accade in Europa”?

    A proposito: Renzi sa che la ritenuta al 26% sulla raccolta diretta bancaria da privati (depositi) aumenta il costo della raccolta medesima, con immancabile riflesso sul costo del credito?

    Siamo di fronte ad un caso di repressione finanziaria senza precedenti al mondo, con questa doppia aliquota sui redditi da capitale e con questo differenziale. Per la serie “premiamo le imprese private che cercano capitali”, giusto? Visto che la Cassa Depositi e Prestiti sarà tra i maggiori beneficiari di questa distorsione fiscale (anche il risparmio postale resta tassato al 12,5%), c’è da sperare che l’erogazione di credito alle imprese aumenti di conseguenza (è una battuta, ma anche no)”

    • Daniele Spagli

      I Bot li puoi pure tassare, ma poi li devi piazzare sul mercato eh… Per dire. E siccome i tassi che paghi di interesse li fa il mercato….

    • Daniele Spagli

      Che poi non ho capito…. Ci stiamo lamentando che meno soldi saranno nei conti correnti e più nei BOT? Con chiare conseguenze sui tassi di interesse ottenibili?

  • Luca Pareschi
  • Zio Dave

    L’educazione e’ un concetto arcaico, figlio di una sinistra intellettualoide radical-chic conservatrice e inconcludente.

  • Zio Dave

    L’educazione e’ un concetto arcaico, figlio di una sinistra intellettualoide radical-chic conservatrice e inconcludente.

  • Res

    in che senso “s’ammazza per fare qualcosa di buono”?

  • Res

    in che senso “s’ammazza per fare qualcosa di buono”?

  • angelochiello

    Vende 100 auto blu e da a tutti un posto di lavoro e abbassa le tasse…. MAGIA!

  • michele

    Dove sono quelli che dicevano che Renzi è di destra??? TOC TOC ci siete? Commenti?!?

  • michele

    in Italia c’è un regime fiscale su rendite finanziarie di favore, il credit crunk centra poco. Questa è politica di sinistra, piaccia o no…

    http://www.lavoce.info/rendite-finanziarie-tasse-tassazione-disuguaglianza/

    • Lemkin

      Il credit crunch c’entra eccome, sia perchè diminuisce ulteriormente la convenienza a prestare soldi alle imprese, sia perchè aumenti l’onerosità del loro accesso al credito. Se mi tassano più del doppio a prestare soldi a un’impresa piuttosto che allo Stato, a chi credi che deciderò di prestarli? E se l’impresa vuole compensare questo svantaggio non dovrà decidere di pagare rendimenti più alti? E a questo punto il vantaggio ottenuto dal taglio dell’IRAP non rischia di andare in fumo?
      Fa poi sinceramente ridere definire di sinistra una roba che mette in atto una discriminazione tra patrimoni in base non alla loro entità ma al fatto che si investa in un tipo o in un altro di strumento finanziario (quindi 50000 euro in obbligazioni fiat sono tassati di più di, per dire, 100000 in BTP…quanta equità!). Almeno mettano una franchigia per i piccoli risparmiatori, ma non mi sembra che la cosa sia all’ordine del giorno.
      Peraltro a quanto leggo, e tenuto conto che c’è anche la patrimoniale del due per mille sui depositi bancari, mi sembra che la pressione fiscale su questi tipi di strumenti sia a livelli abbondantemente europei.
      Insomma, è un’operazione che a me desta più di qualche perplessità. Spero che Renzi sappia quello che sta facendo in termini di efficacia, l’iniquità mi sembra evidente e conclamata.

    • Lemkin

      Il credit crunch c’entra eccome, sia perchè diminuisce ulteriormente la convenienza a prestare soldi alle imprese, sia perchè aumenti l’onerosità del loro accesso al credito. Se mi tassano più del doppio a prestare soldi a un’impresa piuttosto che allo Stato, a chi credi che deciderò di prestarli? E se l’impresa vuole compensare questo svantaggio non dovrà decidere di pagare rendimenti più alti? E a questo punto il vantaggio ottenuto dal taglio dell’IRAP non rischia di andare in fumo?
      Fa poi sinceramente ridere definire di sinistra una roba che mette in atto una discriminazione tra patrimoni in base non alla loro entità ma al fatto che si investa in un tipo o in un altro di strumento finanziario (quindi 50000 euro in obbligazioni fiat sono tassati di più di, per dire, 100000 in BTP…quanta equità!). Almeno mettano una franchigia per i piccoli risparmiatori, ma non mi sembra che la cosa sia all’ordine del giorno.
      Peraltro a quanto leggo, e tenuto conto che c’è anche la patrimoniale del due per mille sui depositi bancari, mi sembra che la pressione fiscale su questi tipi di strumenti sia a livelli abbondantemente europei.
      Insomma, è un’operazione che a me desta più di qualche perplessità. Spero che Renzi sappia quello che sta facendo in termini di efficacia, l’iniquità mi sembra evidente e conclamata.

  • Pep

    James, mi sei pure arrivato a citare un über liberista pur di dar contro al Matteuccio nostro…

  • opencoz

    Renzi per ora mi piace e mi convince, speriamo che chi dovrebbe sostenerlo in parlamento non faccia brutti scherzi, al PD piace perdere facile…

  • butred77

    non ce la faccio a resistere, questo qui potrebbe convincere anche i NOTAV a quadruplicare il binari in valle. Hanno tagliato un pezzo della conferenza stampa, sono riuscito a recuperarla da youtube, ve la linko…

    http://www.youtube.com/watch?v=2dLhfb8ufdA

  • Oscar Colombo

    La conferenza stampa a suon di slides è stata fighissima, ma non era una novità assoluta, anzi per come è stata divulgata dai media sembra molto simile ad una presentazione fatta 3 anni fa da un’altra persona…

    http://bonacina.files.wordpress.com/2014/03/obamarenzislide.jpg

    • Alessio Breviglieri

      Quelle di Obama si intonano perfettamente anche con l’abbigliamento. Quelle di Renzi sembrano i cartelloni stradali “svendita materassi”.

      • massimiliano marsico

        E’ perche’ la politica negli ultimi trent’anni e’ ossesionata con colori politicamente neutri per cui daje di verde e arancione ovunque. Ogni volta che un politico sceglie l’arancione si sente originalissimo!

  • http://batman-news.com m_ago

    a me fa solo specie che una conferenza stampa declinata al futuro per Il Post è una notizia, viceversa un’ordine giudiziale di sequestro di una Centrale a Carbone in Liguria non è una notizia, sul Post neanche una parola. è un complotto

  • http://batman-news.com m_ago

    a me fa solo specie che una conferenza stampa declinata al futuro per Il Post è una notizia, viceversa un’ordine giudiziale di sequestro di una Centrale a Carbone in Liguria non è una notizia, sul Post neanche una parola. è un complotto

  • Rovi

    Anche berlusconi e bossi ne hanno fatte di cose, eppure (mannaggia!) sempre qualcuno che stroncasse la loro azione politica. Il problema di questi personaggi è che la loro strategia consiste nel promettere un sacco di cose (specchietti per le allodole) per portarne a termine (anche solo parzialmente) le più facili e vistose, trofei da mettere in bella mostra per farsi belli alle seguenti elezioni. Ieri per me è stato disgustoso: che senso ha tirare fuori tutta sta roba in pochi minuti? manco fossimo al mercato. E per adesso che ha fatto renzi per l’italia? O allora che ha fatto a firenze come sindaco dopo aver promesso mari e monti? se lo chiedi alla gente ti risponde: centro storico pedonalizzato (sai che fatica), qualche inaugurazione di asilo nido (e sottolineo inaugurazione) l’inversione di tanti sensi unici del centro (tanto per far capire che qualcuno stava lavorando per “cambiare verso”). Secondo me bisogna andarci molto cauti perché renzi si muove sul filo del rasoio e lo fa con un atteggiamento che molti descrivono come sicuro e trasparente, per me si avvicina piuttosto alla faciloneria e al pressappochismo.

    • M@

      Tra l’altro è lui che si è voluto ficcare in questa situescion, a questo punto o è un sadico oppure un masochista.

  • Rovi

    Anche berlusconi e bossi ne hanno fatte di cose, eppure (mannaggia!) sempre qualcuno che stroncasse la loro azione politica. Il problema di questi personaggi è che la loro strategia consiste nel promettere un sacco di cose (specchietti per le allodole) per portarne a termine (anche solo parzialmente) le più facili e vistose, trofei da mettere in bella mostra per farsi belli alle seguenti elezioni. Ieri per me è stato disgustoso: che senso ha tirare fuori tutta sta roba in pochi minuti? manco fossimo al mercato. E per adesso che ha fatto renzi per l’italia? O allora che ha fatto a firenze come sindaco dopo aver promesso mari e monti? se lo chiedi alla gente ti risponde: centro storico pedonalizzato (sai che fatica), qualche inaugurazione di asilo nido (e sottolineo inaugurazione) l’inversione di tanti sensi unici del centro (tanto per far capire che qualcuno stava lavorando per “cambiare verso”). Secondo me bisogna andarci molto cauti perché renzi si muove sul filo del rasoio e lo fa con un atteggiamento che molti descrivono come sicuro e trasparente, per me si avvicina piuttosto alla faciloneria e al pressappochismo.

  • Giovanni Di Gregorio

    “i margini che ancora restano per arrivare alla soglia del 3 per cento del rapporto deficit/PIL, che Renzi ha detto essere oggi arrivato al 2,6 per cento: ci sarebbero quindi fino a 6,4 miliardi di euro di spesa (massimi) disponibili;”

    Ma come, non ho capito:

    http://www.corriere.it/economia/14_marzo_13/bce-critica-italia-nessun-progresso-riduzione-deficit-e6fcbb1c-aa91-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml

  • miche fax

    Secondo me le parole da scrivere in maiuscolo erano PROPOSTO e FATTO. ma io all’elementari ero fortissimo in quell’esercizio di trovare le parole chiave

  • Giovanni Di Gregorio

    ah, ecco

  • Gabriel

    Matteo Renzi: “La politica è tentare di essere orgogliosi del futuro. Noi in Italia siamo orgogliosi solo del passato. Faccio politica perché vorrei che i miei figli fossero orgogliosi di come gli abbiamo lasciato il futuro.”
    Ah, pardon ! Tarapio tapioco come se fosse antani, la supercazzola prematurata con dominus vobiscum blinda? Come prego ? Tarapio sulla supercazzola con scappellamento a destra o sinistra ?No, la cappella sinistra è a destra. Antipodi !

  • M@

    Esiste anche un populismo di sinistra attenziò.

  • akappa

    Scusami, ma il piano dov’è? Un piano deve includere anche il come (in questo caso specifico: dove prendiamo tutti quei soldi), altrimenti è una wishlist (non molto diversa da quella di B., devo dire).

  • il_guru

    Tante belle promesse, ma le uniche cose pratiche di cui si è parlato sono i decreti legge per rendere ancora più precari i precari.

    Decisamente di sinistra, come no…

  • abc

    no guarda, non so se c’eri nel durante la prima campagna elettorale e successiva vittoria di berlusconi, ma praticamente tutti quelli che non lo avevano votato consideravano i suoi elettori o in malafede o perfetti fessi (l’hai visto nanni moretti che quarda emilio fede in tv con la madre in “Aprile”, no?). Questo sin dal principio, sin dal ’94. E’ un fatto che gli altri, quelli dalla parte giusta, considerassero “antropologicamente diverso” chi pensasse di votare quello lì. Dopo di che, l’ultimo grande fenomeno politico (prima di renzi) è stato grillo, e la storia si è ripetuta pressoché identica, nella vulgata (seppur i due avessero storie personali e politiche diversissime): chi pensa anche solo per un momento che grillo possa fare qualcosa di buono per questo Paese è un minus habens (qui è facile dai, sei sul Post, basta leggere i commenti in fondo agli articoli con tag “grillo”, “m5s”, “1!1!”, ecc). Eppure grillo non ha mai governato questo Paese, ad oggi. Sulla parte finale del tuo ragionamento neanche ti seguo, l’equazione imprenditore = bassa credibilità, politico = alta credibilità mi sembra quantomeno azzardata nell’italia del 2014, e il discorso del “datemi una maggioranza schiacciante” berlusconiano mi sembra fuorviante, tra l’altro proprio difendendo renzi non te lo puoi molto permettere perché la sua legge elettorale va proprio in quel senso (e in generale protagonismo e decisionismo sono stati sempre due tratti distintivi dell’azione politica di renzi), e va proprio in quel senso perché si è accordato con berlusconi…la differenza sarebbe che renzi è convinto che così potrebbe fare del bene al Paese? Suvvia, ma che argomentazione è? Il processo alle intenzioni? Silvio è invece convinto che il suo governare non faccia del bene al Paese, secondo te?

    • Hendioke

      L’equazione imprenditore=bassa credibilità, politico=maggiore (l’alta dipende dal politico) credibilità è invece più che fattibile.
      Ormai, complice anche la bassa discussione politica degli ultimi 20 anni, ci siamo dimenticati che per governare non basta sapere cosa va risolto e come e saper scrivere la legge o il provvedimento giusto per attuare il problema. La politica è comporre molteplici e a volte contrapposti interessi per trovare una sintesi che accontenti la maggior parte possibile.
      Questo passaggio è necessario perché o trovi la sintesi o devi sperare di avere i numeri per poter imporre la tua soluzione senza contraddittorio.
      Saper comporre gli interessi e trovare la sintesi è il succo dell’arte politica e le conoscenze, le tecniche, le sensibilità per far ciò costituiscono il nucleo delle competenze d’ogni politico di professione.
      L’imprenditore ha conoscenze, tecniche e sensibilità nettamente diverse perché condurre una impresa non richiede comporre interessi e trovare una sintesi condivisa, vuol dire saper trovare i capitali, organizzare il lavoro e i mezzi di produzione e saper vendere sul mercato il proprio prodotto o servizio. Qualsiasi composizione di interessi che un imprenditore può doversi ritrovare a fare è una sotto attività della sua attività principale (mi viene da pensare alla trattativa con le rappresentanze sindacali per i contratti) e si svolge secondo regole diverse da quelle vigenti in politica.

      Quindi, da una parte, Berlusconi non è mai stato, di per sé, credibile come politico. Certo, avrebbe potuto seguire la strada di farsi consigliare bene dai suoi assistenti ma non l’ha mai fatto (non fino in fondo quanto meno) oppure di giocarsela da imprenditore facendo valere le sue specificità. Lui ha scelto la seconda via e abbiamo visto come è andata a finire.

      Ha creato un partito che è una azienda patronale, ha sempre puntato sull’accumulare abbastanza consenso (paragonabili a quote azionare) da poter decidere al parlamento (CDA) da solo il bello e il cattivo tempo, si è alleato secondo logiche di compravendita ancora più smaccate di quelle che già la politica classica possiede e il giorno che gli sarebbe servito davvero avere sotto di sé un partito e non una azienda i suoi stessi yes men l’hanno costretto a rimangiarsi il voto di sfiducia contro un governo che non stava impedendo al Parlamento di approvare la sua decadenza.

      Adesso, sinceramente, è più credibile una persona che agisce con questo metodo (che neanche gliene faccio una colpa eh? Si è mosso come sapeva muoversi) o un politico di professione che sa creare il consenso attorno alle sue idee e farle passare anche quando non ha personalmente in mano il potere per imporsi? Tipo Renzi che da quando ha cominciato la sua avventura nazionale non ha ancora avuto, come invece Berlu, il vantaggio di avere un partito di uomini suoi, un Parlamento di uomini suoi (alla fine ha giusto avuto i voti di conferma degli iscritti e degli elettori PD ma prima si è mosso in un ambiente ostile e anche adesso l’ambiente gli è parzialmente ostile) ed è arrivato comunque alla presidenza ed ha comunque già ottenuto i risultato che ha ottenuto?

      Oh, poi magari domani fallirà malissimo, ma a livello di credibilità nel metodo e nelle speranze che ce la faccia credo proprio batta Berlusconi game, set, match.

      Ultimo commento sulla legge elettorale ;)

    • Hendioke

      Sto scrivendo dei papiri, perdonami ^^ ma almeno così sono il più chiaro possibile e posso evitare di fare più commenti ;)

      La differenza (non grande in verità) fra le ambizioni maggioritarie di Berlusconi e quelle di Renzi, a mio avviso, sta nel fatto che, pur provando tutti e due una innegabile simpatia per l’idea che chi vince governa senza troppe pastoie e se poi avrà fatto male semplicemente gli elettori lo casseranno alle elezioni successive, per Berlusconi il maggioritario è l’unica via che gli avrebbe permesso di attuare le sue idee, Renzi invece prende atto delle circostanze. ipotizzando i due nell’agone durante la prima Repubblica mi immagino che Berlusconi avrebbe comunque cercato di uccidere il proporzionale per il maggioritario (sarebbe stata una lotta titanica allora), Renzi avrebbe accettato le logiche del proporzionale e avrebbe portato avanti le sue politiche lo stesso senza buttarsi nell’impresa.
      Però ormai l’epoca dei governi di coalizione è finito, il pentapartito è dietro di noi e difficilmente tornerà a breve perché ormai i protagonismi e i particolarismi si sono divorati la politica e tutti o quasi preferirebbero rischiare di affossare il Paese che mostrarsi a fianco di quello che ormai è diventato il nemico inavvicinabile, facendo incazzare la base.
      E, difatti, il Paese hanno rischiato di affossarlo visto che le larghe intese, che sarebbero servite a mettere da parte gli interessi dei partiti per risolvere i problemi del Paese invece hanno condotto a un tirare a campare indegno dove nessuno osa muoversi per non farsi vedere intento a “inciuciare” o, peggio, muove solo per ricattare.
      Renzi ha preso atto della cosa e del fatto che una legge che costringa anche solo il partito di maggioranza e un partito piccolo a unirsi per governare insieme sistematicamente si creerebbero attriti incredibili dagli effetti devastanti.

      Vi è poi la differenza che Renzi sta spingendo per questa legge pur sapendo che non è sicura la vittoria del PD al prossimo giro, Berlusconi non si muoverebbe se non fosse convinto che la sinistra si schiaccerà i maroni nel cassetto da sola un’altra volta. Ma qui si va sul versante delle mie opinioni personali. Come spero di aver dimostrato non credo la differenza fra i due, riguardo alla legge elettorale, sia che B. non vuole fare gli interessi del Paese e R. sì.
      Però in generale, sì, credo che B. sia interessato prima ai suoi interessi e dopo a quelli del Paese e credo che per Renzi sia il contrario. Però, è una opinione mia personale, può essere benissimo che sbagli e che invece B. ci creda davvero :)

      Ed è tutto, scusa la lungaggine ^^

    • Hendioke

      Sto scrivendo dei papiri, perdonami ^^ ma almeno così sono il più chiaro possibile e posso evitare di fare più commenti ;)

      La differenza (non grande in verità) fra le ambizioni maggioritarie di Berlusconi e quelle di Renzi, a mio avviso, sta nel fatto che, pur provando tutti e due una innegabile simpatia per l’idea che chi vince governa senza troppe pastoie e se poi avrà fatto male semplicemente gli elettori lo casseranno alle elezioni successive, per Berlusconi il maggioritario è l’unica via che gli avrebbe permesso di attuare le sue idee, Renzi invece prende atto delle circostanze. ipotizzando i due nell’agone durante la prima Repubblica mi immagino che Berlusconi avrebbe comunque cercato di uccidere il proporzionale per il maggioritario (sarebbe stata una lotta titanica allora), Renzi avrebbe accettato le logiche del proporzionale e avrebbe portato avanti le sue politiche lo stesso senza buttarsi nell’impresa.
      Però ormai l’epoca dei governi di coalizione è finito, il pentapartito è dietro di noi e difficilmente tornerà a breve perché ormai i protagonismi e i particolarismi si sono divorati la politica e tutti o quasi preferirebbero rischiare di affossare il Paese che mostrarsi a fianco di quello che ormai è diventato il nemico inavvicinabile, facendo incazzare la base.
      E, difatti, il Paese hanno rischiato di affossarlo visto che le larghe intese, che sarebbero servite a mettere da parte gli interessi dei partiti per risolvere i problemi del Paese invece hanno condotto a un tirare a campare indegno dove nessuno osa muoversi per non farsi vedere intento a “inciuciare” o, peggio, muove solo per ricattare.
      Renzi ha preso atto della cosa e del fatto che una legge che costringa anche solo il partito di maggioranza e un partito piccolo a unirsi per governare insieme sistematicamente si creerebbero attriti incredibili dagli effetti devastanti.

      Vi è poi la differenza che Renzi sta spingendo per questa legge pur sapendo che non è sicura la vittoria del PD al prossimo giro, Berlusconi non si muoverebbe se non fosse convinto che la sinistra si schiaccerà i maroni nel cassetto da sola un’altra volta. Ma qui si va sul versante delle mie opinioni personali. Come spero di aver dimostrato non credo la differenza fra i due, riguardo alla legge elettorale, sia che B. non vuole fare gli interessi del Paese e R. sì.
      Però in generale, sì, credo che B. sia interessato prima ai suoi interessi e dopo a quelli del Paese e credo che per Renzi sia il contrario. Però, è una opinione mia personale, può essere benissimo che sbagli e che invece B. ci creda davvero :)

      Ed è tutto, scusa la lungaggine ^^

  • Ryoga007

    Perche’ scorretto? evidentemente ritiene che gli effetti positivi di una siano, per il sistema Italia, superiori ai negativi dell’altra manovra. Oltretutto alla luce del sole.

  • Ryoga007

    Perche’ bisogna fare tutti questi passaggi logici non giustificati?
    Posto che ci sono vincoli di bilancio interni ed esterni, mi sembra ovvio che una parte della riforma sara’ riduzione di tasse a fronte di una riduzione della spesa (si spera) e da una parte sostituzione di una tassa con un’altra.
    La sostituzione ha senso nel momento in cui la nuova tassazione si ritiene abbia effetti positivi sull’economia, incentivando comportamenti virtuosi.
    Poi, sia chiaro, si tratta di questioni molto complesse e io sono il primo a dire che NON SO se sia la cosa migliore o meno tra le due opzioni.
    Eviterei tuttavia di liquidare la cosa con due parole perche’ l’IRAP e’ effettivamente una tassa indecente, che colpisce aziende in perdita e disincentiva l’offerta di lavoro, quindi una sua riduzione e’ effettivamene un priorita’.