Come sarà il memoriale delle stragi in Norvegia

Prevede un taglio in un promontorio largo tre metri, una "ferita" per ricordare le 77 persone uccise a Olso e Utøya da Anders Breivik

Il memoriale degli attentati a Oslo e sull’isola di Utøya, in Norvegia, del 22 luglio 2011 verrà realizzato dall’artista svedese Jonas Dahlberg. Il suo progetto è stato scelto all’unanimità da una giuria apposita, composta da rappresentanti del partito laburista e da associazioni dei familiari delle persone 77 persone morte negli attentati: 8 a causa di un’autobomba a Oslo, e 69 nella sparatoria sull’isola di Utøya realizzata da Anders Breivik. Breivik, un estremista di destra, è stato condannato a 21 anni di carcere, il massimo previsto dalla legge norvegese. Il progetto costerà circa tre milioni di euro, sarà finanziato dal governo norvegese, e verrà inaugurato il 22 luglio 2015, per il quarto anniversario della strage.

Dahlberg, che ha 43 anni e vive a Stoccolma, ha spiegato che la visita nel distretto governativo di Oslo in cui era scoppiata la bomba lo aveva intristito moltissimo: le stanze vuote e i segni delle violenza erano ancora visibili e trasmettevano un senso di perdita. La natura però «si stava già rigenerando», cancellando i segni di quello che era accaduto e trasmettendo un sentimento di indifferenza. Per questo pensò di realizzare il memoriale principale intervenendo direttamente e per sempre sulla natura: Memory Wound consiste infatti in un taglio largo tre metri e mezzo nella roccia della penisola di Sørbråten, che si trova di fronte all’isola di Utøya. Il taglio è una sorta di ferita che attraversa il paesaggio da cima a fondo: «riproduce l’esperienza fisica di qualcosa di sottratto, riflette la perdita improvvisa e definitiva di quelli che sono morti».

Dahlberg ha spiegato che «i visitatori inizieranno la visita guidata lungo un percorso di legno nella foresta, che permetterà una riflessione di cinque-dieci minuti prima di arrivare al taglio. A quel punto il percorso entrerà rapidamente in un tunnel, che condurrà i visitatori all’interno del paesaggio e poi sul bordo spettacolare della ferita. Le persone si troveranno su un lato del canale d’acqua creato dal taglio. Sulla superficie dritta e verticale del lato opposto saranno visibili i nomi delle persone morte, scolpiti nella roccia. I nomi saranno abbastanza vicini da poterli leggere chiaramente, ma del tutto impossibili da raggiungere. Il taglio è il riconoscimento di qualcosa che non potrà essere mai sostituito».

L’altro memoriale si troverà nel distretto governativo di Oslo, nel punto in cui esplose la bomba. Si tratta di un percorso costruito con la roccia scavata a Sørbråten: da un lato verranno incisi i nomi delle persone uccise, dall’altro ci saranno gradini su cui sedersi o osservare il memoriale da una posizione più elevata. Verranno anche piantati gli alberi rimossi per la realizzazione di Memory Wound: il loro rigenerarsi e crescere affiancato ai nomi scolpiti per sempre darà il senso del tempo che passa. Nello stesso posto verrà costruito anche un anfiteatro all’aria aperta fiancheggiato da piante, e anche in questo caso le rocce e gli alberi proverranno da Sørbråten. L’anfiteatro è pensato come un luogo di dialogo e tolleranza, e farà sì che il quartiere governativo resti accessibile il più possibile a tutti.

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