“American Hustle”, la storia vera

di Arianna Cavallo – @ariannacavallo

È ispirato a una vera operazione dell'FBI, che è quasi più divertente e strana di quella del film di David Russell: cosa c'è di vero e cosa di inventato, nella storia e nei personaggi

Venerdì 3 gennaio è uscito in Italia American Hustle – L’apparenza inganna, il nuovo film di David O. Russell (Three Kings, The Fighter, Il lato positivo – Silver Linings Playbook), con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner e Jennifer Lawrence. Il film è stato recensito benissimo, è considerato uno dei migliori del 2013 e si prevede raccolga molti premi: racconta a grandi linee la storia di un’operazione condotta dall’FBI alla fine degli anni Settanta per indagare sulla corruzione nel Congresso negli Stati Uniti. Il film è ricostruito partendo da articoli di giornale dell’epoca, interviste televisive ai protagonisti, filmati dall’FBI, e grazie alla consulenza di alcuni agenti. Molti aneddoti sono ripresi da un libro del giornalista di Newsday Robert W. Greene – è uscito in Italia per Sperling & Kupfer, si intitola “Il re della truffa” – che racconta l’operazione dal punto di vista di Melvin Weinberg, il truffatore interpretato da Christian Bale.

Molti siti e giornali hanno ricostruito cosa c’è di vero e cosa di inventato nei fatti e nei personaggi del film, che si apre con un’avvertenza piuttosto cauta: anziché il comune «tratto da una storia vera», si avverte che «alcuni di questi fatti sono realmente accaduti». Di seguito cerchiamo di ricostruire quali. Per chi non avesse visto il film: attenzione, ci sono SPOILER.

Il trailer del film

L’operazione Abscam
Fu un’operazione condotta dall’FBI dal luglio del 1978 al 1980, che si concluse con la condanna di 19 persone per corruzione e associazione a delinquere: sei deputati e un senatore del Congresso, il democratico Harrison Williams del New Jersey, il sindaco di Camden Angelo Errichetti, diversi membri del consiglio comunale di Philadelphia e un ispettore federale per l’Immigrazione. Fu uno dei più grandi scandali per corruzione della storia del Congresso: fino al 1970 soltanto 10 parlamentari erano stati arrestati per corruzione. Inizialmente l’obiettivo dell’inchiesta era colpire trafficanti d’arte, come si vede anche nel film, e successivamente – anche grazie all’aiuto di Weinberg – si allargò fino a indagare sulla corruzione di politici e funzionari pubblici. L’operazione costò 600 mila dollari.

Abscam fu supervisionata dall’agente John Good, che propose a Melvin Weinberg – un truffatore professionista del Bronx che rischiava tre anni di carcere – di commutare la pena in tre anni di libertà vigilata in cambio di altri quattro arresti. Weinberg accettò l’accordo e poi decise di continuare a lavorare per l’FBI in cambio di soldi. Si spacciò come rappresentante di un ricco e inesistente sceicco arabo e offriva tangenti a politici e altri amministratori pubblici per ottenere in cambio la cittadinanza americana, licenze per investire nei casinò del New Jersey, e comprare opere d’arte rubate. L’FBI creò la “Abdul Enterprises”, una società che serviva da copertura per lo sceicco e che diede il nome all’operazione. Weinberg e gli agenti sotto copertura incontravano i politici in appartamenti e camere di hotel, dove erano posizionate telecamere nascoste che registravano gli incontri. Le persone prese di mira, su suggerimento di Weinberg, furono in tutto 31.

La stampa parlò per la prima volta di Abscam il 2 febbraio 1980 con un servizio su NBC Nightly News: da allora se ne discusse moltissimo, tanto che si trasformò in breve in un’operazione controversa. Molti criticarono la lunghezza dell’operazione, gli scarsi controlli dei superiori e le libertà che si prendevano gli agenti sotto copertura; altri si dissero preoccupati per l’intensiva violazione della privacy, altri ancora sostennero che i politici erano stati messi in trappola e raggirati, con gli agenti sotto copertura che li incalzavano o li inseguivano per fargli accettare le bustarelle. D’altra parte la storia contribuì a minare la fiducia dei cittadini nei politici, che si stava da poco riprendendo dopo lo scandalo del Watergate.

La Corte d’appello confermò tutte le condanne per corruzione e associazione a delinquere del primo grado, ma criticò anche i metodi dell’FBI. Il 5 gennaio del 1981 il procuratore generale approvò linee guida piuttosto restrittive per le operazioni sotto copertura dell’FBI, tanto che ora realizzare qualcosa di simile ad Abscam sarebbe impossibile. Secondo alcuni commentatori Abscam aumentò la consapevolezza nelle persone della corruzione diffusa tra i politici, ma allo stesso tempo portò alla limitazione dei mezzi per scoprirla e arrestarla.

Melvin Weinberg – Irving Rosenfeld (Christian Bale)
Il personaggio di American Hustle ispirato a Weinberg si chiama Irving Rosenfeld ed è interpretato da Christian Bale. Weinberg era nato nel Bronx nel 1924 da padre ebreo e madre svizzera. Come racconta il film, possedeva davvero una serie di lavanderie – arrivò ad averne fino a 26 nel Queens – e un’azienda che vendeva vetri e finestre insieme al padre. È anche vero che spaccava le vetrine dei negozi: non per far andare meglio l’azienda di famiglia, ma perché un sindacalista gli aveva chiesto di rompere quelle dei negozianti che si rifornivano da aziende non iscritte al sindacato.

Ma Weinberg non faceva solo l’imprenditore. Vendeva ai clienti italoamericani vetro di scarsa qualità a cui appiccicava etichette con scritto “Made in Italy” e verso i trent’anni iniziò una truffa sulla vendita di giacche. All’epoca era sposato con una donna di nome Mary con cui aveva tre figli, e si era momentaneamente trasferito nella costa ovest degli Stati Uniti.

Come racconta Greene nel suo libro, Weinberg aveva un debole per le donne. In particolare iniziò una relazione stabile con la sua segretaria Marie; divorziò dalla moglie, sposò l’amante – che nel film è Rosalyn, interpretata da Jennifer Lawrence – ma dopo cinque anni trovò un’altra amante, una donna inglese di nome Evelyn Knight, che nel film corrisponde a Sydney Prosser, interpretata da Amy Adams. Weinberg aveva una casa sia per Marie che per Evelyn ma riuscì a nascondere a lungo la relazione alla moglie, tanto che quando uscì il libro di Greene, Weinberg le spiegò che la relazione era stata inventata per aggiungere gusto alla storia.

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