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  • giovedì 12 dicembre 2013

L’esecuzione del potente zio di Kim Jong-un

Dopo un processo militare che ha riconosciuto Chang Sung-taek colpevole di "tradimento", il regime della Corea del Nord lo ha ucciso

Giovedì 12 dicembre la Korean Central News Agency (KCNA), l’agenzia di stampa nordcoreana controllata dal regime di Pyongyang, ha diffuso la notizia dell’avvenuta esecuzione di Chang Sung-taek, il potente zio del dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un. Chang Sung-taek era stato allontanato dal potere lo scorso 3 dicembre, portato via da alcune guardie armate durante una riunione del Partito Comunista: era stato accusato di corruzione e di atti “depravati” come l’abuso di droga.

KCNA ha scritto che l’esecuzione di Chang Sung-taek è stata compiuta dopo un processo militare che si è tenuto giovedì e che ha confermato le accuse di “tradimento” e tentativo di rovesciare i vertici dello stato nordcoreano. Nella nota diffusa dall’agenzia di stampa si legge:

«Dopo avere ascoltato la relazione sulla riunione allargata dell’Ufficio politico del comitato centrale del Partito dei lavoratori di Corea, il personale di servizio e le persone di tutto il paese sono scoppiate in urla di rabbia per chiedere che un giudizio severo venga inflitto dalla rivoluzione alle fazioni anti-partito e controrivoluzionarie. Sullo sfondo delle urla che hanno scosso il paese, il 12 dicembre un tribunale speciale militare del ministero della Sicurezza della Corea del Nord ha tenuto un’udienza contro il traditore Chang Sung-taek.»

Nella nota diffusa da KCNA seguono alcuni giudizi molto duri nei confronti di Chang Sung-taek. Riguardo il presunto tradimento della fiducia di Kim Jong-un, la nota dice:

«C’è un obbligo elementare per ogni essere umano di ripagare la fiducia con il senso di riconoscenza, e la benevolenza con la lealtà.
Comunque, quella spregevole feccia umana di Chang, che era peggio di un cane, ha commesso tre volte dei maledetti atti di tradimento della fiducia profonda e del caldo amore paterno che il partito e il leader gli avevano dimostrato.»

Chang Song-thaek aveva 67 anni ed ebbe un grande potere negli anni passati, anche durante la dittatura di Kim Jong-il, grazie al suo ruolo di primo piano all’interno del partito. Diventò parente dei Kim in seguito al matrimonio con Kim Kyong-hee, sorella di Kim Jong-il e zia di Kim Jong-un. La coppia ebbe buona parte della responsabilità nella gestione della transizione al potere, occupandosi più intensamente della formazione di Kim Jong-un a partire dal 2008, anno in cui Kim Jong-il ebbe alcuni seri problemi di salute che fecero ipotizzare l’imminente cambio al vertice del regime.

Dopo la morte di Kim Jong-il alla fine del 2011, la coppia aiutò molto Kim Jong-un a mantenere il potere e a consolidare la propria leadership. Nei primi mesi della nuova dittatura si stima che fosse stata rimpiazzata quasi la metà dei dirigenti del partito, dei ministri e dei comandanti dell’esercito. Lo zio Chang fu descritto come il mentore del giovane dittatore e il principale responsabile della Corea del Nord per il mantenimento dei rapporti con l’estero, soprattutto con la Cina, storico alleato del paese.

In due anni Chang era evidentemente riuscito a ottenere grandi poteri e a diventare molto influente all’interno del Partito, cosa che può avere indotto Kim Jong-un a eliminarlo prima che sfidasse il suo potere. Qualcosa di analogo avvenne decenni fa, quando Kim Jong-il organizzò alcune manovre per togliere potere al proprio zio, che lo aveva aiutato nei primi tempi al comando del regime dopo la morte del padre Kim Il-sung.

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