I 70 anni di Joni Mitchell

Tanti auguri e 12 canzoni, per quelli che non ne sanno neanche una e quelli che le sanno tutte

Giovedì 7 novembre la cantautrice canadese Joni Mitchell compie 70 anni: molti siti e giornali in tutto il mondo lo stanno ricordando, e si organizzano spettacoli e concerti di auguri (lei stessa ha cantato straordinariamente a Toronto, il giugno scorso), o addirittura suggerimenti su come vestirsi adeguatamente.
Luca Sofri, peraltro direttore del Post, ha messo insieme una lista delle sue dodici canzoni migliori, tratta dal suo libro Playlist, per chi la conosce bene e per quelli più giovani, che invece conoscono gli Strokes.

Joni Mitchell
(1943, Alberta, Canada)
Gran signora canadese, amata e ammirata da tutti i cantautori nordamericani, e capace ancora oggi di fare grandi cose con una voce tutta sua. Ha lavorato tantissimo con la chitarra, con percussioni e sonorità pellirosse, con il jazz. In Europa non ha mai svoltato, perché i critici scrivono mirabilie di Joni Mitchell ma poi pompano gli Strokes (gli chi? Appunto).

Both sides now

(Clouds, 1969)
“Avrei fatto molte cose, ma si sono messe in mezzo le nuvole”.
 C’è quella striscia dei Peanuts, dove giocano a baseball e Lucy manca uno spiovente facilissimo. Charlie Brown perde la pazienza e lei risponde «avevo il sole negli occhi». E lui: «ma se è nuvoloso!».
«Avevo le nuvole negli occhi».

Chelsea morning

(Clouds, 1969)
Non è Chelsea a Londra, ma l’hotel Chelsea di New York. Lei l’aveva scritta molto prima di metterla in un suo disco, ed era diventata famosa per la versione del 1969 di Judy Collins. Che è la ragione per cui la figlia di Bill e Hillary Clinton si chiama Chelsea.

Big yellow taxi

(Ladies of the canyon, 1970)
La più famosa canzone di Joni Mitchell per chi non conosce Joni Mitchell. Grazie al campionamento di Janet Jackson nella sua notevole “Got ‘til it’s gone” e alla cover dei Counting Crows. Il taxi lo vide dalla finestra di un albergo alle Hawaii, e capì che “va sempre a finire che non sai quello che possiedi fino a che non lo hai perso: hanno asfaltato il paradiso e ci hanno messo un parcheggio”.

Woodstock
(Ladies of the canyon, 1970)
Secondo alcuni Joni Mitchell doveva suonare a Woodstock, quella volta là, ma fece tardi per via del traffico. Secondo altri aveva un impegno televisivo. Comunque ci rimase male assai. Vide il concerto in televisione e scrisse la canzone, che fu cantata anche da Crosby, Stills, Nash & Young in Déja vu. “Quando arrivammo a Woodstock c’era già mezzo milione di persone, ed era tutto canzoni e gioia. E sognai un cielo di bombardieri che sganciavano farfalle sulla nostra nazione”.

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