La storia della Sydney Opera House

Che oggi compie 40 anni ed è diventata un'architettura incredibile e unica, ma non è stato per niente facile

Il teatro dell’opera di Sydney (Sydney Opera House) è probabilmente l’edificio australiano più famoso e riconoscibile del mondo: è stato inaugurato quasi quarant’anni fa – il 20 ottobre 1973 – dalla regina d’Inghilterra Elisabetta II, ed è stato costruito sulla base di un progetto dell’allora sconosciuto architetto danese Jørn Utzon. Ospita ogni anno più di tremila eventi diversi, la maggior parte dei quali legati alla musica e al teatro. Per l’intero progetto sono stati spesi circa 102 milioni di dollari. La struttura possiede più di mille fra sale da concerti e stanze per altre attività: quella principale, la Concert Hall, ospita 2679 posti a sedere. Negli anni è anche diventata una delle maggiori attrazioni turistiche della città, e dal 2007 fa parte dei patrimoni dell’umanità scelti dall’UNESCO.

Il teatro si trova in una piccola penisola al centro della città di Sydney, che si sviluppa attorno a una lunga e stretta baia che prende il nome dalla città. Più precisamente, si trova a nord del Giardino Botanico Reale, a 800 metri dalla stazione ferroviaria di Circular Quay.

Sydney Opera House

La sua struttura esterna a “gusci” bianchi (che secondo molti richiamano le vele di una nave), ricavata dal taglio di spicchi irregolari da una sfera, è stata da molti definita un capolavoro dell’architettura moderna. L’edificio non ha un lato principale, ed è stato realizzato per risultare gradevole da qualsiasi parte venga guardato: secondo Richard Johnson, uno degli architetti che ha collaborato al progetto di costruzione, uno dei pregi più grandi del teatro è quello di «sembrare che emerga naturalmente dal fondo della penisola, senza che appaia come un oggetto estraneo atterrato sul posto. È perfetto.»

Com’è fatta
L’intera costruzione poggia su una grande piattaforma in granito lunga 185 metri e larga 120: fu finita nel febbraio del 1963. I gusci sono stati progettati da Utzon con la collaborazione della società di ingegneria inglese Arup. Sono composti da “costole” di calcestruzzo ricoperto da piastelle bianche, e formano a coppie una specie di volta: le più grandi sono chiuse dal lato principale da vetrate molto alte. È stato stimato che sono stati utilizzate circa 2400 costole prefabbricate, costruite nel cantiere e poi montate sull’edificio.

Le sala principale è la Concert Hall, dagli interni in legno e ispirata, nella sua altezza, a una cattedrale: contiene uno degli organi a canne più grandi del mondo: costò 1,2 milioni di dollari e fu inaugurato dalla “Toccata e Fuga in Re minore” di J.S. Bach nel 1979. Il vero teatro dell’Opera è la seconda sala più grande: ospita circa 1500 persone e i sedili sono interamente in legno di betulla. Ci sono poi altre due sale adatte per rappresentazioni teatrali rispettivamente da 544 e 398 posti e il cosiddetto Studio, «uno spazio dedicato alla pura creatività» usato per DJ Set e feste. La Utzon Room, progettata interamente dall’architetto dopo il suo ritorno nel 1999, è una piccola sala utilizzata per concerti particolari o conferenze stampa.

Chi l’ha costruita e i guai dei lavori di costruzione
Jørn Utzon nacque il 9 aprile 1918 a Copenhagen, in Danimarca. Suo padre lavorava come ingegnere navale, e per un po’ di tempo Utzon provò a fare il marinaio: cambiò idea, e si iscrisse ad Architettura all’Accademia Reale delle Arti di Copenhagen. Si laureò nel 1942, e lavorò in Svezia fino alla fine della Seconda guerra mondiale. In seguito viaggiò molto, e conobbe noti architetti come l’americano Frank Lloyd Wright e il francese Le Corbusier. Nel 1956 il governatore del New South Wales, uno stato a sud est dell’Australia con capitale Sydney, indisse un concorso internazionale di architettura per la costruzione di un teatro dell’opera a Sydney: Utzon decise di partecipare, e inviò il proprio progetto assieme a quelli di alcune case che aveva costruito a Helsingør, in Danimarca – uno dei suoi primi lavori da architetto.

Arrivarono a Sydney più di 200 progetti, e fu scelta una giuria di famosi architetti che selezionasse il migliore fra di essi. Secondo quanto si racconta, uno dei giudici era il noto architetto finno-americano Eero Saarinen, che però arrivò a Sydney diversi giorni dopo l’inizio dei lavori della giuria, quando questa aveva già scartato diversi progetti. Saarinen si occupò di esaminare il plico dei progetti scartati, e trovò le bozze di Utzon: da quel momento in poi fece pressione sugli altri giudici affinché Utzon fosse dichiarato vincitore e venisse realizzato il suo progetto. Il 30 gennaio 1957 il Sidney Morning Herald, uno dei più importanti quotidiani australiani, annunciò la vittoria di Utzon pubblicando al contempo una foto a quattro colonne del progetto: il titolo principale di quell’edizione era «Il controverso progetto di un danese vince il concorso del teatro dell’opera».

I lavori iniziarono nel 1958; proseguirono con parecchi ritardi dovuti a problemi di progettazione e realizzazione fino al 1965, quando Robert Askin del Partito Liberale (di orientamento conservatore) divenne il nuovo governatore del New South Wales. Askin nominò ministro delle Infrastrutture Davis Hughes, un uomo che secondo un critico di architettura australiano dell’epoca «non aveva nessun interesse per l’arte, l’architettura o l’estetica». Hughes cominciò ad esercitare un severo controllo sul lavoro di Utzon, e a richiedere che architetti, costruttori e ingegneri redigessero costantemente dei rapporti sulle fasi di realizzazione dell’opera e sui suoi costi: il governo pretese inoltre che Utzon si servisse di specifiche società di costruzioni per realizzare parti dell’edificio, mentre l’architetto pretendeva di sceglierle da solo. A quel tempo, Utzon stava lavorando sugli interni del teatro con Ralph Symonds, il capo di un’azienda che si occupava di produrre materiali in legno compensato: Hughes rifiutò il progetto elaborato da Symonds e Utzon e sospese i fondi assegnati a Utzon, che nel febbraio del 1966 non fu più in grado di pagare il suo staff e presentò le proprie dimissioni. I lavori furono completati dagli architetti Peter Hall, Lionel Todd, David Littlemore e dall’architetto ufficiale dello Stato Ted Farmer, e si conclusero nel 1973.

Dopo ventisei anni, nel 1999, Utzon accettò di tornare a essere coinvolto nei progetti futuri del teatro dell’opera. Nel frattempo era diventato un famoso architetto, e aveva lavorato a moltissimi progetti in tutto il mondo: realizzò, fra le altre cose, la sede del Parlamento del Kuwait e il Museo Naturale della città di Skagen, in Danimarca. Nel 2003 Utzon vinse il Premio Pritzker, il riconoscimento più importante per un architetto: la giuria del premio scrisse che «il teatro dell’opera di Sydney è uno degli edifici simbolo del 20esimo secolo, un’immagine di grande bellezza conosciuta in tutto il mondo – oltre che un simbolo della propria città, della nazione e dell’intero continente». Utzen morì il 29 novembre 2008.