Il passato di Georges Perec

Una selezione dal creativo classico Mi ricordo, appena ristampato, dai sette nani a Claudia Cardinale ai crauti

Bollati Boringhieri ha ripubblicato da poco il libro di Georges Perec Mi ricordo, nella traduzione di Dianella Selvatico Estense. Perec è stato uno dei membri più importanti dell’OuLiPo, un gruppo di scrittori francesi che studiava tecniche di scrittura con vincoli e regole formali e grammaticali, ma un grande e inventivo sperimentatore di meccanismi narrativi e di esposizione. Mi ricordo, uscito nel 1978, è costituito da un elenco di ricordi dell’autore di episodi comuni alla sua generazione, attraverso i quali riesce a ricreare atmosfere e memorie dimenticate da chi legge. Il concetto di Anima Mia di Fabio Fazio – e di gran parte delle conversazioni “social” contemporanee –  prima di Anima Mia di Fabio Fazio. Questa è una selezione di voci da Mi ricordo.

***

10
Mi ricordo che un amico di mio cugino Henri se ne stava tutto il giorno in vestaglia quando preparava gli esami.
15
Mi ricordo i primi «flipper»: per l’appunto, non avevano flipper.
40
Mi ricordo il giorno in cui il Giappone capitolò.
45
Mi ricordo la contentezza che provavo quando, dovendo fare una versione latina, ritrovavo nel Gaffiot una frase bell’e tradotta.
51
Mi ricordo gli autobus con la piattaforma: quando si voleva scendere alla prossima, bisognava suonare un campanello, ma non troppo vicino alla fermata precedente, né troppo vicino alla fermata in questione.
52
Mi ricordo l’epoca in cui un palazzo (di dieci piani), appena finito in fondo all’avenue de la Sœur-Rosalie, era il più alto di Parigi e passava per un grattacielo.
64
Mi ricordo com’era piacevole, in collegio, essere malato e andare all’infermeria.
87
Mi ricordo che Caravan, di Duke Ellington, era una rarità discografica e che, per anni, seppi che esisteva senza averlo mai udito.
94
Mi ricordo le ore di punizione.
99
Mi ricordo che un negozio di alimentari di lusso, in avenue Mozart, vendeva, a caro prezzo, in dicembre, dei cestini di frutta contenenti, in particolare, grappoli di «uva di Natale» molto apprezzata in quanto rara, ovoidale, molto grossa e traslucida, e insapore.
109
Mi ricordo la moda dei montgomery.
115
Mi ricordo la terza classe nelle ferrovie.
117
Mi ricordo che Jean Gabin, prima della guerra, doveva, per contratto, morire alla fine di ogni film.
125
Mi ricordo che Kruscev ha sbattuto una scarpa sulla tribuna dell’O.N.U.
133
Mi ricordo che la mia prima bicicletta aveva le gomme piene.
136
Mi ricordo quando si tornava dalle vacanze, il 1° settembre, e che c’era ancora tutto un mese senza scuola.
144
Mi ricordo che non mi piacevano i crauti.
145
Mi ricordo che adoravo Bellezze al bagno con Esther Williams e Red Skelton, ma che sono rimasto terribilmente deluso quando l’ho rivisto.
146
Mi ricordo la strizza che avevo – quando ero in collegio – che mi lustrassero l’uccello col lucido da scarpe.
153
Mi ricordo che in quarta ginnasio ho passato più di quindici giorni a disegnare una grande pianta della Roma antica.
161
Mi ricordo che Claudia Cardinale è nata a Tunisi (o comunque in Tunisia).
179
Mi ricordo che all’indomani della morte di Gide, Mauriac ricevette questo telegramma: «Inferno non esiste. Impazza pure. Stop. Gide.»
181
Mi ricordo che Johnny Halliday si è esibito come star americana al Bobino prima di Raymond Devos (credo anche di aver detto qualcosa tipo: «ch’io sia impiccato se quello fa carriera…»).
224
Mi ricordo che il primo film in cinemascope si chiamava La tunica (e non valeva niente).
225
Mi ricordo che Boris Vian è morto subito dopo aver visto un film tratto dal suo libro J’irai cracher sur vos tombes.
234
Mi ricordo che verso la metà degli anni cinquanta, fu chic, per un po’, portare come cravatta certe stringhette talvolta estremamente sottili.
244
Mi ricordo che a Stendhal piacevano gli spinaci.
246
Mi ricordo che Citroën utilizzò la Tour Eiffel per una gigantesca pubblicità luminosa.
255
Mi ricordo l’assassinio di Sharon Tate.

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