I russi e Al Bano

E Toto Cutugno, e Riccardo Fogli: la Stampa racconta i successi in Russia di molti cantanti italiani un po' demodé, alla vigilia del concerto "della reunion"

Al Bano e Romina Power a Zurigo nel 1987 (LaPresse)

Al Bano e Romina Power a Zurigo nel 1987 (LaPresse)

Con l’occasione dei due concerti che il cantante italiano Al Bano terrà a Mosca giovedì e venerdì – e di cui si è molto parlato per l’intervento annunciato di molti ospiti tra cui l’ex moglie ed ex partner musicale di Al Bano, Romina Power – la corrispondente della Stampa da Mosca, Anna Zafesova, racconta l’esteso successo russo di molti cantanti italiani considerati da noi un po’ demodé.

Sono tornati, anzi, non se ne sono mai andati. Il tutto esaurito per le tre serate dedicate ai 70 anni di Al Bano – biglietti da 45 a mille euro nella gigantesca sala di Krokus City di Mosca che si prepara oggi ad accogliere migliaia di fan – è solo l’ultimo dei trionfi che le star della canzone italiana, gli «italianzy» come vengono definiti in blocco, mietono immancabilmente nell’ex Urss.

Dagli stadi della Siberia alle sale del Cremlino che ricordano ancora i congressi del Pcus, alle feste lussuose degli oligarchi, annunciati da cartelloni giganteschi, Toto Cutugno e Pupo vengono accolti da fan estasiati/e, e non c’è casa dove non ci siano incisioni (nel Paese della pirateria è impossibile quantificare le vendite, ma si parla di decine di milioni) di Celentano e di Al Bano e Romina. In Russia i Ricchi e Poveri sono più popolari del Rolling Stones, e un italiano rischia sempre – spesso senza coglierla – con gli amici russi la battuta «Italiano? Un italiano vero?».

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