Il nuovo capo della Fed

Chi è Janet Yellen, la donna nominata da Obama per sostituire Ben Bernanke alla guida dell'importante banca centrale statunitense

Il nuovo presidente della Federal Reserve, l’organizzazione che fa da banca centrale degli Stati Uniti d’America e che è uno degli organismi economici più importanti al mondo, è per la prima volta una donna. Mercoledì 9 ottobre il presidente Barack Obama ha nominato ufficialmente la democratica Janet L. Yellen, vicepresidente della Fed dal 2010 e con una lunga storia all’interno dell’organizzazione. La notizia era già stata anticipata martedì da tutti i principali giornali statunitensi, a partire dal Wall Street Journal e dal New York Times. La nomina di Yellen chiude il periodo molto complicato della ricerca di un successore per Ben S. Bernanke, l’attuale presidente della Fed, il cui mandato scadrà a fine gennaio 2014.

Sembra che almeno inizialmente Obama non avesse intenzione di nominare Yellen. Per la presidenza della Fed aveva pensato a Lawrence H. Summers, già suo consigliere economico e considerato il candidato ideale per sostituire Bernanke. Dopo mesi di indiscrezioni sulla sua possibile nomina, a metà settembre Summers ha rinunciato in seguito all’opposizione di molti senatori democratici, per la sua vicinanza a Wall Street, per il suo ruolo nella deregulation degli anni Novanta nell’amministrazione Clinton e per alcune sue vecchie dichiarazioni sulle donne e sulla loro incapacità di raggiungere i massimi livelli nella ricerca scientifica.

Janet L. Yellen è nata il 13 agosto del 1946 a Brooklyn, nello stato di New York. Si è laureata in economia nel 1967 alla Brown University (Rhode Island) e nel 1971 ha conseguito un dottorato presso l’Università di Yale (Connecticut). Dopo avere lavorato come docente nel dipartimento di economia di Harvard, ha trascorso un breve periodo come consulente economista all’interno della Fed e successivamente ha insegnato all’Università di Berkeley (California). Da metà degli anni Novanta ha ripreso la sua collaborazione con la Fed, lavorando anche come consigliere economico della Casa Bianca durante la presidenza di Bill Clinton. È sposata con il premio Nobel per l’economia George Akerlof.

La nomina di Yellen dovrà essere confermata dal Senato e nelle votazioni non dovrebbero esserci particolari sorprese, considerato che la camera alta è controllata dai democratici. Yellen avrà comunque bisogno del voto di alcuni repubblicani, per raggiungere i 60 necessari per essere confermata. Alcuni senatori repubblicani hanno già detto di essere contrari alla sua nomina perché ritengono che Yellen abbia un approccio troppo “morbido” nei confronti delle politiche economiche da adottare. Il confronto parlamentare sarà complicato dalle forti tensioni sull’economia tra repubblicani e democratici delle ultime settimane, che hanno portato al cosiddetto “shutdown”, la chiusura parziale delle attività governative a causa della mancata approvazione di una nuova finanziaria. Salvo sorprese, il voto di conferma del Senato dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, in tempo per la sostituzione di Bernanke.

Il primo problema che Yellen dovrà affrontare sarà legato alla gestione delle politiche espansive portate fino a ora avanti da Bernanke. Per immettere liquidità (denaro) sul mercato e sostenere l’economia, la Fed adotta da tempo un costoso piano di aiuti, che prevede l’acquisto ogni mese di circa 85 miliardi di dollari in titoli di stato. Questa politica, rinnovata da Bernanke a settembre per la gioia degli investitori, ha consentito all’economia degli Stati Uniti di riprendersi più rapidamente dalla crisi economica, ma secondo i detrattori ha esposto il paese a maggiori rischi per quanto riguarda l’inflazione.

Almeno a giudicare dai suoi studi e dalle posizioni tenute in passato sulla materia, Yellen la pensa come Bernanke per quanto riguarda il piano di aiuti e secondo gli analisti economici la successione tra i due sarà all’insegna di una certa continuità. Yellen ha detto e scritto in più occasioni che sono necessarie politiche più incisive per stimolare la crescita e che spesso i rischi dell’inflazione sono sovrastimati. Chi la conosce la descrive come una persona mite, con modi di fare molto composti, ma comunque capace di far valere le proprie ragioni quando necessario, una descrizione che sotto molti punti di vista coincide con quella di Bernanke, a capo della Fed dal 2006 e alla fine del suo secondo mandato.

Yellen fu tra i primi economisti a segnalare il prezzo crescente degli immobili negli Stati Uniti, dicendo che si stava creando una bolla speculativa che si sarebbe rivelata dannosa per l’economia, cosa che in effetti poi avvenne. Secondo i suoi detrattori, all’epoca fece poco per contrastare il fenomeno, nonostante avesse già incarichi rilevanti all’interno della Fed. Negli ultimi anni Yellen ha previsto la lenta ripresa dell’economia statunitense e i dati hanno confermato la sua teoria sullo scarso aumento dell’inflazione, in seguito alle politiche espansive della Fed.

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