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  • venerdì 20 settembre 2013

La “guerra dei sessi”, 40 anni fa

di Arianna Cavallo – @ariannacavallo

La storia di una delle partite di tennis più famose della storia - giocata da un uomo e una donna - e di quello che successe dopo

Il 20 settembre del 1973, esattamente 40 anni fa, si giocò una partita di tennis che venne chiamata “la battaglia dei sessi”. È una delle partite di tennis più famose della storia, per la sua rarità e soprattutto per le conseguenze che ebbe nella società e nella cultura prima ancora che nel tennis. Fu giocata a Houston, in Texas, da un uomo e da una donna, entrambi statunitensi: Bobby Riggs e Billie Jean King. Vinse Billie Jean King.

Come in molti sport basati sulla prestanza fisica, oltre che sulla tecnica, donne e uomini non possono competere alla pari: nel 1998, per fare un esempio, il tennista uomo numero 203 al mondo sconfisse con grande facilità entrambe le sorelle Williams, che nel tennis femminile giocavano già ad altissimi livelli. Nel 1973 Bobby Riggs aveva 55 anni, si era ritirato dal tennis professionistico da 14 anni dopo aver vinto un torneo di Wimbledon e due US Open e sperava di riacquistare un po’ di popolarità. Nel febbraio del 1973 organizzò una conferenza stampa a San Diego in cui sostenne che il tennis maschile era superiore a quello femminile, e che nonostante l’età e il ritiro avrebbe potuto battere senza fatica le migliori tenniste dell’epoca, l’australiana Margaret Court e la californiana Billie Jean King.

Riggs, che aveva messo in palio un assegno di cinquemila dollari per il vincitore, puntava soprattutto a King, e cercò di convincerla più volte sfidandola in pubblico. King aveva 29 anni, aveva già vinto un Australian Open, cinque Wimbledon, un Roland Garros e tre US Open, ed era al secondo posto della classifica delle tenniste professioniste. Era anche considerata una paladina dei diritti delle donne: si batteva per ottenere che le tenniste fossero pagate quanto i colleghi maschi e di lì a poco avrebbe fondato la WTA, l’associazione internazionale delle tenniste professioniste. King rifiutò: «qui c’è un vecchio sfigato che perde capelli, ondeggia come un’anatra e ci vede poco. Non abbiamo niente da guadagnarci».

A quel punto Court, che aveva 30 anni ed era al primo posto della classifica, decise di accettare, convinta che Riggs «fosse solo un tizio dalla bocca larga» e piuttosto certa di vincere, dato che in allenamento aveva battuto uomini più forti di lui. Riggs fece di tutto per attirare l’attenzione della stampa e presentare la partita come «l’incontro del secolo». I due si affrontarono il 13 maggio del 1973 a Ramona, in California, davanti a tremila persone: vinse Riggs in soli 57 minuti e due set, 6–2, 6–1. Gli appassionati di tennis ricordano l’episodio come il Mother’s Day Massacre (era infatti il giorno della Festa della mamma). Court aveva sottovalutato Riggs e soprattutto non aveva previsto il valore simbolico dell’incontro. King, che aveva assistito alla partita, capì allora di dover sfidare a sua volta Riggs per rimediare alla sconfitta. Telefonò al marito e gli disse: «Ora abbiamo qualcosa da dimostrare». Dal canto suo Riggs era intenzionato ad approfittare del momento di popolarità e disse subito ai giornalisti di voler giocare contro King.

Si giocò il 20 settembre 1973 all’Astrodomo di Houston in Texas, con un premio di 100 mila dollari per il vincitore. Nel frattempo si era creata un’enorme aspettativa attorno al match, alimentata dagli stessi protagonisti: Riggs disse che il posto delle donne era «a letto e in cucina, in quest’ordine» e si definì «un maiale sciovinista». Il 20 settembre all’Astrodomo si riunirono più di 30 mila persone – negli Stati Uniti detiene ancora il record di pubblico per una partita di tennis – e più 90 milioni di spettatori (50 milioni negli Stati Uniti) seguirono l’incontro in tv.

Il fatto che la partita non fosse valida per alcun torneo permise vari strappi alla consueta sobrietà solenne delle partite di tennis. King entrò in campo simile a una moderna Cleopatra, circondata di piume rosa, trasportata su una lettiga dorata da quattro ragazzi a petto nudo e vestiti da schiavi antichi. Riggs arrivò su un carro trainato da modelle. Al contrario di Court, che aveva preso il match sottogamba, King si era preparata accuratamente, sia dal punto di vista fisico che tattico: abbandonò il suo stile particolarmente offensivo e giocò soprattutto da fondo campo, demolendo la difesa di Riggs e obbligandolo a rincorrere la palla da una parte e dall’altra. Alla fine King vinse per 6–4, 6–3, 6–3, senza concedere neanche un set.

Nella prossima pagina: cosa successe dopo la partita.

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