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La polizia a Kerdasah, in Egitto

Le forze di sicurezza sono entrate in una delle città dove i Fratelli Musulmani sono più forti, per arrestare "criminali e terroristi": un agente è morto negli scontri

Giovedì mattina, alle 5.30 ora dell’Egitto, le forze di sicurezza egiziane sono entrate nel quartiere di Kerdasah, città a 14 chilometri a ovest del Cairo, per arrestare “elementi criminali e terroristi”, come ha riferito l’agenzia statale Mena. Secondo i residenti della zona gli agenti erano stati incaricati di arrestare diversi membri dei Fratelli Musulmani, il movimento politico-religioso che appoggia il presidente deposto Mohamed Morsi.

All’operazione di polizia sono seguiti degli scontri tra agenti e gruppi di persone armate che si stavano preparando per manifestare contro al-Sisi, il generale che ha guidato il colpo di stato contro Morsi e che oggi è di fatto il leader del paese: un agente è rimasto ucciso negli scontri e la polizia ha fermato 28 sospetti. Diversi giornali internazionali hanno aggiunto che negli ultimi due mesi operazioni di questo tipo sono state fatte dalle forze di sicurezza egiziane allo scopo di riportare sotto controllo governativo alcuni quartieri o città che non lo erano più.

A Kerdasah, zona considerata una roccaforte degli islamisti, c’erano già stati episodi di violenza tra islamisti e forze di sicurezza: il più grave si era verificato il mese scorso, quando 11 agenti di polizia erano stati uccisi alla caserma cittadina durante le grandi manifestazioni dei Fratelli Musulmani contro il colpo di stato guidato dall’esercito.

In un episodio separato dall’operazione di Kerdasah, giovedì le forze di sicurezza egiziane hanno scoperto due bombe, rimaste inesplose, alla stazione della metropolitana del Cairo di Hilmiyat al-Zaytun. Le bombe sono state disinnescate, ha scritto Reuters, e dopo la chiusura temporanea di una linea di metro il traffico è stato riaperto.

In un’operazione simile a quella condotta a Kerdasah, lunedì scorso gli agenti avevano preso d’assalto la città di Delga – nella provincia di Minya, a circa 300 chilometri a sud del Cairo – e avevano arrestato 56 residenti. Dall’inizio del colpo di stato del 3 luglio scorso, e dal conseguente inizio delle violenze, in Egitto sono state uccise più di 1000 persone, la maggior parte delle quali durante il massacro del 14 agosto, compiuto dalle forze di sicurezza nei due sit-in permanenti al Cairo messi in piedi dai sostenitori di Morsi.

Foto: (AP Photo/Hiro Komae)