Il rapimento di Paul Getty

Il rapimento di Paul Getty

Era il nipote dell'uomo più ricco del mondo e venne rapito dalla 'ndrangheta a Roma nel 1973, con un episodio macabro che si ricordano tutti

Anche la polizia ormai credeva alla storia del rapimento. I rapitori chiamarono ancora molte volte la madre di Paul, abbassando continuamente la cifra richiesta. In qualche modo vennero identificati come un gruppo di calabresi e si sospettò che fossero legati alla ‘ndrangheta. Vennero organizzate massicce operazioni di polizia sui monti della Sila, in Calabria, per cercare di localizzare il nascondiglio.

Dopo tre mesi al Messaggero arrivò una busta piena di sangue che conteneva l’orecchio destro di Paul Getty. Ad accompagnare la busta, i rapitori avevano scritto una lettera in un italiano sgrammaticato:

Signore direttore,

questa è la promessa che vi abbiamo fatto. Da oggi in avanti tutto quello che vi diciamo sarà fatto cioè questo è il primo orecchio di Paul fate gli accertamenti se è suo e se entro dieci giorni la famiglia pensa ancora che è una burla fatta da lui gli arriva anche l’altro in poche parole gli arriva tutto a pezzettini perché la famiglia di Paul da tre mesi ci prende in giro dicendo che non già soldi per pagare

Dopo l’orecchio arrivarono al quotidiano Il Tempo di Roma quattro fotografie che mostravano Paul Getty con l’orecchio amputato, ma ancora vivo: le immagini e la storia fecero un’impressione fortissima sull’opinione pubblica di allora e sull’immaginario collettivo. Divenne forse l’episodio più memorabile del periodo dei sequestri a fini di riscatto in Italia. Nel frattempo la richiesta di riscatto era stata abbassata a 3 milioni dollari. Il nonno decise di pagare. A quanto si è detto, John Paul Getty pagò personalmente 2,2 milioni di dollari, mentre il padre di Paul pagò il resto, 800 mila dollari, ottenendoli in in prestito dal nonno che gli chiese un’interesse del 4 per cento.

Dopo il rapimento
Paul Getty venne liberato il 15 dicembre del 1973, dopo 5 mesi di prigionia. Fu ritrovato in una stazione di servizio a Lauria, in provincia di Potenza. Poco tempo dopo il suo rilascio, la madre gli disse di chiamare il nonno per ringraziarlo di aver pagato il riscatto. John Paul Getty I rifiutò di parlargli al telefono.

Dopo la liberazione, Paul raccontò che i rapitori si erano preparati con molta cura all’operazione del taglio dell’orecchio e che non sembravano entusiasti di doverlo fare. Avevano comprato diverse medicine e gli avevano preparato una cena a base di bistecche: «Ero pietrificato. La cosa peggiore fu il rumore, come di un foglio di carta che si strappa. Non ci fu dolore, né tanto sangue. Tutti dicevano: “Sei coraggioso”».

Nove persone vennero arrestate per il suo rapimento. Due furono condannate, ma le altre sette, tra cui alcuni boss della ‘ndrangheta che sarebbero stati condannati per altri reati anni dopo, furono rilasciate per mancanza di prove.

Paul Getty lasciò quasi subito l’Italia, si sposò con una fotografa tedesca e andò a vivere a New York, dove per qualche tempo frequentò il gruppo di Andy Warhol. Nel 1981 un’overdose di valium e metadone gli procurò un infarto che lo lasciò paralizzato e quasi cieco. Paul Getty morì nel 2011 nel Regno Unito, a 54 anni, dopo una lunga malattia.

 Foto: Graham Morris/Evening Standard/Getty Images

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