Photograph © Beowulf Sheehan/PEN American Center

Piccole biblioteche libere

Foto di posti notevoli in cui poter prendere e lasciare dei libri: a New York le hanno progettate giovani artisti, ce ne sono anche in Italia

Lungo il mese di maggio sono apparse in vari punti di New York dieci piccole biblioteche progettate da alcuni giovani artisti americani, dove chiunque può lasciare dei libri e prenderne altri in cambio, senza registrarsi o pagare una quota d’iscrizione. Sono state realizzate da Little free library, un movimento culturale creato nel 2009 da Todd Bol, un consulente per aziende, e da Rick Brooks, docente alla University of Winsconsin, che prevede la costruzione di piccole librerie pubbliche in legno, a forma di cassette postali.

Per quanto riguarda New York, dietro al progetto ci sono anche un’associazione locale di architetti e il comitato organizzatore del PEN World Voices, un festival di letteratura internazionale che si svolge ogni anno in città: insieme hanno indetto un bando per giovani artisti, e dopo avere preselezionato 80 progetti ne hanno scelti dieci che sono stati effettivamente realizzati. «È un’idea così profonda, così romantica, che ti fa tornare fiducia nelle persone, nel modo in cui viene riscoperta l’importanza e la bellezza dei libri», ha detto Jakab Orsos, il direttore del PEN World Voices. Orsos spera che i newyorkesi apprezzino l’idea, anche se dice di temere che alcune di queste strutture siano rubate o danneggiate.

La storia
Todd Bol, uno dei due fondatori dell’associazione, ha raccontato che per commemorare la morte della madre, che faceva la maestra, all’inizio del 2009 costruì la replica di un’aula scolastica in miniatura e la mise nel suo giardino: accanto c’era un cartello che invitava chiunque volesse a lasciarci dentro un libro e a prenderne un altro in cambio. Presto lo imitarono anche i suoi vicini e Bol decise in seguito di fondare l’associazione, che oggi si è molto ingrandita e collabora con scuole e istituti culturali.

Chiunque può scegliere di costruire la propria libreria oppure farsela spedire, e l’associazione a questo scopo ha assunto uno staff di falegnami e artisti. La più economica costa 250 dollari, ma sul sito ci sono le istruzioni per costruirne una da sé (e ci sono consigli come “usa il plexiglass, è più solido e longevo del vetro”, oppure “sii creativo, non costruirne una uguale a un’altra”), e farla successivamente registrare dall’associazione per 25 dollari.

Per ora ci sono più di 5.000 strutture registrate nel mondo, sebbene Bol ipotizza che ne esistano circa un migliaio non censite. Il 90 per cento di queste si trova negli Stati Uniti, ma ce n’è almeno una in ogni continente. Recentemente Little Free Library ha collaborato anche con Books for Africa, un’organizzazione culturale no profit americana, per la quale ha costruito alcune strutture che saranno gestite in varie nazioni africane da Books for Africa. In Italia ce ne sono otto: quattro nella provincia di Milano, due in quella di Roma e due vicino Trento.


La mappa delle librerie di Little Free Library nel mondo

Il trailer di un documentario riguardo l’associazione che ha girato la Refuge Film, una casa di produzione indipendente del Wisconsin: