Bela Guttmann
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  • giovedì 16 maggio 2013

La “maledizione” di Béla Guttmann

di Francesco Marinelli – @frankmarinelli

Con la finale di mercoledì il Benfica ne ha perse sette consecutive, e ogni volta tutti pensano a quello che disse uno scorbutico allenatore negli anni Sessanta

Bela Guttmann

Mercoledì sera ad Amsterdam il Chelsea ha vinto la sua prima Europa League (la vecchia Coppa UEFA) battendo la squadra portoghese del Benfica per 2 a 1, con un gol segnato nell’ultimo minuto di recupero. È stata una bella partita, soprattutto nel finale, anche se non certo per il Benfica e i suoi tifosi, che probabilmente hanno pensato subito alla cosiddetta “maledizione di Béla Guttmann”.

Quella di ieri, per il Benfica, è la settima finale consecutiva persa nelle coppe europee: è la squadra di club, in Europa, ad aver perso più finali. L’ultima vittoria a livello europeo è stata quella nella Coppa dei Campioni del 1962, per 5 a 3 contro il Real Madrid. Si trattò della seconda consecutiva, dopo il successo dell’anno precedente nella partita vinta per 3 a 2 contro il Barcellona.

La carriera di Guttmann al Benfica
Béla Guttmann, morto nel 1981 a 82 anni, è stato uno degli allenatori più bravi e vincenti degli anni Sessanta. Prima di trasferirsi in Portogallo, dove allenò prima il Porto e poi il Benfica, Guttmann allenò anche in Italia – al Padova, al Milan, al Vicenza – e la nazionale ungherese.

Guttmann era bravo tatticamente ed era considerato un fine psicologo, ma era anche un tipo un po’ strano: quando allenava il Servette, in Svizzera, durante una conferenza si inventò di aver vinto il campionato italiano, ed era famoso perché chiedeva stipendi molto alti. Nel 1961 vinse la Coppa dei Campioni con il Benfica e l’anno successivo si ripeté: prima del suo arrivo non era mai successo. Nella seconda stagione in campionato arrivò terzo. Quando gli chiesero come mai il campionato non era andato bene, rispose: «Il Benfica non ha il culo per sedersi su due sedie», una frase che diventò famosa tanto quanto la maledizione che lanciò poco dopo ai dirigenti.

La “maledizione”
Alla fine della stagione 1961-1962 Guttmann chiese ai dirigenti del Benfica un premio per la vittoria della Coppa dei Campioni, la seconda in due anni, e la società si rifiutò. Guttmann decise così di andarsene – da tempo circolavano voci, da lui alimentate, su un suo trasferimento in Inghilterra – e disse ai dirigenti: «Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d’Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni». La prima affermazione non si rivelò vera: il Porto ha vinto due volte la Coppa dei campioni, nel 1987 e nel 2004. La seconda per il momento si è avverata, e i tifosi del Benfica temono che possa andare avanti fino al 2062.

Le finali perse dal Benfica
Da stagione 1961-1962 il Benfica ha giocato sette finali europee e una di Coppa Intercontinentale: vinse il Santos, che batté il Benfica sia all’andata, sia al ritorno. Le finali perse a livello europeo negli anni successivi furono:

1962/1963 – finale di Coppa Campioni persa, in rimonta, contro il Milan.

1964/1965 – finale di Coppa Campioni persa per 1 a 0 contro l’Inter.

1967/1968 – finale di Coppa Campioni contro il Manchester United: gli inglesi vinsero dopo i tempi supplementari.

1982/1983 – finale di Coppa Uefa, che all’epoca si giocava in due partite, tra andata e ritorno, persa contro la squadra belga dell’Anderlecht.

1987/1988 – finale di Coppa Campioni, persa ai rigori contro gli olandesi del PSV Eindhoven.

1989/1990 – finale di Coppa Campioni persa contro il Milan.

2012/2013 – finale di Europa League di ieri, persa contro il Chelsea all’ultimo minuto.

Le preghiere sulla tomba di Guttmann
Prima della finale di Coppa dei Campioni del 1990 giocata a Vienna contro il Milan, l’ex giocatore e simbolo del Benfica, Eusebio, andò sulla tomba di Béla Guttmann per chiedere di cancellare la maledizione. Andò male anche quella volta. Questa pratica è andata avanti per anni: «ogni volta che il Benfica gioca in Europa, in zone vicine a dove si trova la tomba di Guttmann i tifosi portano dei fiori, sperando di liberare la squadra dalla maledizione», ha raccontato alla CNN Jose Carlos Soares, un giornalista portoghese. Al 2062 mancano 49 anni.

Foto: Béla Guttmann (Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

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