Berlusconi è stato condannato in appello nel processo Mediaset

Confermata la sentenza di primo grado per frode fiscale: 4 anni di carcere, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
30-04-2013 Roma
Politica
Senato - Fiducia Governo Letta 
Nella foto: Silvio Berlusconi PD
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30-04-2013 Roma
Politics
Senate - vote of confidence Letta Government
In the picture: Silvio Berlusconi PD
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La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a Silvio Berlusconi a 4 anni di carcere e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale – nel processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset – in base a quanto era stato stabilito nella sentenza di primo grado. La condanna prevede inoltre 3 anni di interdizione dagli uffici direttivi e il pagamento di 10 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate. I giudici, che hanno respinto la richiesta della difesa di sospendere il processo in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato – in riferimento al legittimo impedimento sollevato dalla presidenza del Consiglio – hanno invece confermato l’assoluzione per Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset.

I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano hanno confermato la condanna a Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale nell’ambito del processo sui diritti tv per le reti Mediaset. Confermata anche la condanna per Berlusconi a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e di 3 anni dagli uffici direttivi. Se il verdetto dovesse essere ribadito anche dalla Corte di cassazione allora Berlusconi, dopo il via libera della giunta autorizzazioni del Senato, potrebbe dover fare un passo indietro dalla politica. I giudici d’Appello di Milano hanno confermato l’assoluzione per Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, tra gli imputati del processo sull’acquisizione dei diritti tv Mediaset. Confermata anche la condanna a tre anni di reclusione per il produttore statunitense Frank Agrama. Confermata anche la provvisionale di 10 milioni di euro a favore dell’Agenzia delle Entrate che dovrà versare Silvio Berlusconi in solido con le altre tre persone condannate.

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