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  • Lunedì 22 aprile 2013

Boston, una settimana dopo

Che cosa sappiamo sui due fratelli Tsarnaev, sospettati degli attacchi esplosivi alla maratona: il più piccolo è stato accusato formalmente e non sarà trattato da "nemico combattente"

Aggiornamento delle 19.50 – Dzhokhar Tsarnaev, il ragazzo di 19 anni sospettato di avere organizzato insieme con il fratello maggiore Tamerlan gli attacchi esplosivi alla maratona di Boston, è stato accusato formalmente dalla corte distrettuale del Massachusetts di diversi reati, tra cui l’uso di armi di distruzione di massa. Le accuse gli sono state lette alla presenza di un magistrato nell’ospedale in cui Tsarnaev è ricoverato per alcune ferite riportate durante la sua fuga a Watertown. Il portavoce della Casa Bianca ha specificato che Tsarnaev non sarà trattato da “nemico combattente”, come era stato suggerito da alcuni repubblicani del Congresso.

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Da due giorni Dzhokhar Tsarnaev, il ragazzo di 19 anni sospettato di avere organizzato insieme con il fratello maggiore Tamerlan gli attacchi esplosivi alla maratona di Boston, è ricoverato presso l’ospedale Beth Israel Deaconess Medical Center in gravi condizioni. Sfuggito venerdì 19 aprile a una sparatoria in cui è morto il fratello, Dzhokhar è stato trovato sabato dopo quasi 24 ore di ricerche da parte della polizia e dell’FBI: si era nascosto all’interno di una barca sistemata in un giardino di una casa di Watertown, poco distante da Boston. Gravemente ferito, è stato trasportato all’ospedale, ma da allora sembra non ci sia stata ancora la possibilità di interrogarlo.

La sparatoria
Il capo della polizia di Watertown, Ed Deveau, ha raccontato al Boston Globe come sono andate le cose a partire dal tardo pomeriggio di giovedì 18, giorno in cui l’FBI ha diffuso una serie di fotografie dei due sospettati, ottenute dalle telecamere di sorveglianza che si trovavano nelle vicinanze dei punti in cui furono fatte esplodere le due bombe alla maratona. La sera stessa di giovedì, i due fratelli hanno fermato un SUV Mercedes nella zona universitaria di Cambridge, a pochi chilometri dal centro di Boston. Hanno ordinato al conducente di scendere dal veicolo e l’hanno rubato.

Il proprietario dell’automobile ha avvisato la polizia, che è riuscita a rilevare la posizione del SUV grazie al suo cellulare, rimasto in auto. Le autorità hanno scoperto che l’auto rubata si stava dirigendo verso Watertown. Un poliziotto di pattuglia ha visto passare i due fratelli rispettivamente alla guida del SUV rubato e di una Honda di colore verde. Avvistata l’auto della polizia, i due sono scesi dalle loro automobili e hanno iniziato a sparare. Pochi minuti dopo sulla scena sono arrivati altri poliziotti, che si sono confrontati a lungo con i Tsarnaev. Secondo Deveau in quella fase sono stati esplosi tra i 200 e i 300 colpi di pistola.

Alcuni testimoni, svegliati dal rumore degli spari intorno all’una di notte, hanno raccontato di avere visto l’Honda ferma per strada con le luci accese e i finestrini frantumati. Al riparo dell’auto c’era Tamerlan, intento a sparare contro la polizia, che aveva ricevuto altri rinforzi. Oltre agli spari di pistola, sono state avvertite anche alcune esplosioni, a quanto pare realizzate con una serie di ordigni simili a quelli utilizzati durante gli attacchi alla maratona.

La fuga
Per creare un diversivo, un agente di polizia ha messo in moto la propria auto in direzione del punto da cui provenivano gli spari, ed è saltato fuori dal veicolo. In pochi istanti la macchina è stata crivellata di colpi. Pochi minuti dopo, Tamerlan ha lasciato il proprio riparo e si è messo a camminare verso i poliziotti, sparando colpi fino a quando non li ha finiti. Gli agenti sono intervenuti e lo hanno fermato, ma mentre stavano cercando di mettergli le manette hanno visto arrivare a tutta velocità il SUV guidato da Dzhokhar. Si sono spostati appena in tempo, ha raccontato Deveau, ma senza avere la possibilità di spostare Tamerlan, a terra ferito. L’auto gli è passata sopra e lo ha trascinato per alcuni metri, procurandogli ulteriori ferite che ne avrebbero causato la morte pochi minuti dopo.

La cattura
Dopo alcuni isolati di fuga sul SUV, Dzhokhar ha lasciato il veicolo e ha iniziato la propria fuga nascondendosi per ore nel quartiere residenziale a Watertown. Per trovarlo, polizia ed FBI hanno avviato un’operazione di ricerca su grande scala, che tra le altre cose ha portato alla paralisi dell’intera area di Boston, con uffici, scuole, negozi e servizi di trasporto pubblici fermi per quasi un’intera giornata. Quando infine è stato trovato nel suo improvvisato nascondiglio in una barca, Dzhokhar aveva perso molto sangue a causa di una brutta ferita al collo. L’ipotesi che circola, ma ancora da verificare, è che il ragazzo si sia procurato la ferita a causa di un colpo di pistola ravvicinato, forse sparato da lui stesso nel tentativo di suicidarsi.

Il ricovero
Domenica 21 aprile diverse autorità hanno partecipato ai talk show domenicali delle principali emittenti statunitensi per informare e raccontare i fatti di Watertown. Il sindaco di Boston, Thomas M. Menino, ha spiegato alla ABC che per quanto se ne sa ora i due fratelli hanno agito da soli, senza la collaborazione di particolari organizzazioni. Facendo riferimento alle condizioni di Dzhokhar, ha spiegato che “non sappiamo ancora se saremo mai in grado di interrogarlo”. Non sono stati diffusi molti dettagli sulle ferite che ha il sospettato, ma anche altre fonti hanno spiegato alla ABC che Dzhokhar ha riportato una profonda ferita al collo, in prossimità della gola, e non si sa quando e se potrà tornare a parlare.

Questo naturalmente non significa che non possa comunicare in altro modo, ma per ora le autorità non hanno ottenuto informazioni. Domenica alcune emittenti televisive hanno invece sostenuto che Dzhokhar abbia già comunicato, rispondendo per iscritto ad alcune domande. La notizia non è stata confermata e potrebbe essere circolata in seguito a un fraintendimento sul fatto che il ragazzo possa comunque comunicare, anche senza parlare.

Alla CBS, il capo della polizia di Boston, Edward F. Davis, ha spiegato che i fratelli Tsarnaev erano probabilmente pronti a condurre una nuova serie di attacchi dopo quelli del 15 aprile alla maratona, che hanno causato la morte di 3 persone e il ferimento di altre 180. Nell’ultimo confronto con la polizia, nella notte tra giovedì e venerdì, hanno dimostrato di avere ancora diversi ordigni rudimentali, che hanno fatto esplodere in direzione degli agenti di polizia. L’FBI ora dovrà capire dove e come i due fratelli abbiano ottenuto un simile arsenale e il materiale per costruire i loro ordigni esplosivi.

I fratelli Tsarnaev
Ci sono ancora molti punti da chiarire sulle motivazioni che hanno spinto i due fratelli Tsarnaev a organizzare gli attacchi, così come sono necessari ulteriori approfondimenti e ricerche sulle loro origini. Tamerlan, il fratello maggiore, era nato nel Daghestan, la più grande repubblica russa del Caucaso settentrionale, nel 1986, mentre Dzhokhar è nato nel Kirghizistan nel 1993, da una famiglia musulmana con padre ceceno e madre daghestana. Dopo avere trascorso parte dell’infanzia nel Kirghizistan, i due fratelli si trasferirono nel Daghestan insieme con il resto della famiglia.

Nel 2002 l’intera famiglia Tsarnaev (genitori e quattro figli, i due fratelli e due sorelle) si trasferì negli Stati Uniti. Il padre fece richiesta di asilo per i propri familiari, dicendo di temere per la propria incolumità dovuta ai suoi legami con la Cecenia. Negli anni seguenti i Tsarnaev fecero richiesta per il riconoscimento dello stato di rifugiati e nel 2007 ottennero la Green Card, cioè il permesso di residenza negli Stati Uniti a tempo illimitato. La famiglia si stabilì nel Massachusetts.

Dzhokhar
Dzhokhar ottenne la cittadinanza degli Stati Uniti nel settembre del 2012. L’anno prima si era diplomato alle superiori e aveva ottenuto una borsa di studio di 2.500 dollari. Studiava da due anni alla University of Massachusetts Dartmouth con scarso profitto, e viveva in uno dei dormitori del campus. Aveva diversi amici, che oggi lo descrivono come un ragazzo tranquillo, che non parlava di politica e cui piacevano l’hip hop e fumare marijuana. Sul suo profilo personale del social network russo VK, nel corso del tempo aveva postato link e messaggi sulla situazione in Siria e sulla necessità di dare l’indipendenza alla Cecenia.

Dzhokhar aveva anche un account su Twitter, che ha continuato a utilizzare anche dopo gli attacchi esplosivi alla maratona di Boston. Come se nulla fosse successo, nei giorni successivi ha continuato a frequentare l’Università e a vivere nel dormitorio. Le cose sono cambiate il 18 aprile, quando l’FBI ha diffuso le sue fotografie e quelle del fratello.

Tamerlan
Come il fratello, Tamerlan arrivò negli Stati Uniti nel 2002 e dopo alcuni insuccessi scolastici, decise di dedicarsi a tempo pieno al pugilato, la sua più grande passione. Tra il 2009 e il 2010 vinse alcune competizioni e in una intervista spiegò di volere diventare cittadino statunitense in tempo per le selezioni delle Olimpiadi. I suoi piani erano di gareggiare per gli Stati Uniti, non per la Russia, anche se ammetteva di non avere amici e di non riuscire a capire gli statunitensi. Non riuscì a qualificarsi e a quanto risulta non divenne nemmeno cittadino americano.

Divenne molto devoto e osservante dei precetti islamici intorno al 2009. Chiese alla sua ragazza di convertirsi all’Islam e di andare in giro con il capo coperto. Nell’estate dello stesso anno fu arrestato con l’accusa di violenze domestiche nella sua abitazione di Cambridge. Successivamente si sposò con una ragazza statunitense, con cui ebbe un figlio che ora ha tre anni.

A differenza di Dzhokhar, Tamerlan aveva attirato in passato le attenzioni dell’intelligence statunitense. Nei primi mesi del 2011, i servizi segreti russi (FSB) segnalarono all’FBI che Tamerlan era un islamista radicale e che questo cambiamento era avvenuto l’anno prima in preparazione di un suo viaggio in Russia. Gli agenti dell’FBI incontrarono i suoi genitori e altri suoi conoscenti, ma senza trovare particolari indizi su possibili intenzioni criminali legate al terrorismo. Secondo la madre di Tamerlan, il ragazzo fu tenuto sotto sorveglianza dall’FBI per almeno tre anni.

Nel gennaio del 2012, Tamerlan si spostò in Russia per sei mesi e fece alcuni viaggi nel Caucaso settentrionale, andando nel Daghestan e in Cecenia. Le autorità statunitensi sospettano che in questo periodo Tamerlan fosse entrato in contatto con gruppi estremisti locali, che si battono per l’indipendenza della Cecenia attraverso l’organizzazione di attacchi terroristici. Che cosa sia davvero accaduto nel corso di quei sei mesi non è però ancora chiaro, e forse solo Dzhokhar potrà dare qualche dettaglio in merito. Secondo alcuni parenti intervistati in questi giorni dai media statunitensi, Tamerlan divenne un estremista qualche anno prima del proprio viaggio in Russia.

Chi lo ha conosciuto lo ha descritto come una persona sicura di sé e molto arrogante. Lo scorso gennaio interruppe un sermone sul Martin Luther King Day in una moschea di Cambridge, contestando la scelta dell’Imam di mettere a confronto Maometto con la figura del pastore statunitense. Gli altri partecipanti gli intimarono di calmarsi e di lasciare la moschea, chiedendogli di non tornare più nel caso in cui pensasse di interrompere altri sermoni. Cosa che sembra fosse già avvenuta almeno una volta in passato.

Perché
Da quando sono note le origini di Dzhokhar e Tamerlan, sono circolate molte ipotesi, alcune fantasiose, sulle motivazioni dei due fratelli forse legate alla questione dell’indipendenza cecena. I Tsarnaev non hanno rivendicato gli attacchi a Boston e non ci sono quindi spiegazioni chiare sulle esplosioni. Secondo diversi conoscenti dei due fratelli, sembra che Dzhokhar fosse molto influenzato dal fratello maggiore e che lo frequentasse con assiduità. Un’ipotesi, ancora da verificare, è che quindi possa essere stato influenzato e abbia agito sotto la spinta di Tamerlan. Chi conduce le indagini confida di ottenere maggiori informazioni studiando il passato dei due fratelli, ottenendo informazioni sull’origine dell’arsenale che hanno utilizzato e, naturalmente, ottenendo una confessione da Dzhokhar, quando sarà in grado di essere interrogato.