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Quanto costa fare il parlamentare
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Quanto costa fare il parlamentare

di Davide Maria De Luca – @DM_Deluca

Parecchio, soprattutto in certi partiti: alcuni chiedono versamenti mensili, altri un sostanzioso contributo una tantum per la candidatura, fino a 50 mila euro

8 marzo 2013

In Italia fare il Parlamentare è un mestiere ben pagato: secondo la commissione Giovannini, che ha concluso i suoi lavori poco più di un anno fa, in tutto un parlamentare percepisce mensilmente 16 mila euro lordi, circa 11 mila euro netti. Secondo alcuni è una retribuzione troppo alta, molti partiti nei loro programmi hanno detto di volerla abbassare, il Movimento 5 Stelle ha costruito buona parte della sua campagna elettorale sui privilegi dei parlamentari. C’è una parte della storia che si conosce meno, però: quella dei costi che devono affrontare i parlamentari. Non i costi di rappresentanza, quelli che servono per organizzare iniziative, farsi conoscere, eccetera: i costi da pagare per farsi candidare, da quando in Italia vige una legge elettorale con le liste bloccate.

Per essere candidati in Parlamento con i principali partiti, in Italia – da almeno due elezioni – bisogna pagare ai partiti un “contributo alla campagna elettorale”: cifre che vanno dai 50 mila ai 20 mila euro per il PD e il PdL. A questa spesa una tantum vanno aggiunte le donazioni obbligatorie che ogni mese i parlamentari di alcuni partiti devono versare. Per PD e Lega Nord sono cifre che possono arrivare a diverse migliaia di euro al mese. A conti fatti, fare il parlamentare può essere un mestiere pagato bene ma piuttosto costoso.

I contributi alla campagna elettorale
Il contributo richiesto ai parlamentari è piuttosto recente: è stato introdotto nei principali partiti a partire dalle elezioni politiche del 2008. La giustificazione di questo contributo obbligatorio è nel cosiddetto “Porcellum”, l’attuale legge elettorale approvata nelle ultime settimane del 2006 dal governo Berlusconi. Con questa legge le liste dei candidati sono “bloccate”, cioè i candidati non vengono eletti in base al numero di preferenze che ottengono, ma soltanto in base alla loro posizione nella lista e al numero di voti che prende il partito in quella circoscrizione. Di conseguenza i candidati non investono più nella campagna elettorale e quindi i partiti richiedono il versamento di un contributo per sostituire quell’impegno.

Il tesoriere nazionale del parito Democratico, Antonio Misiani, ci ha spiegato così la motivazione di questo contributo elettorale: «Lo hanno fatto anche altre forze politiche. Il tema è che con l’attuale legge elettorale, che noi non condividiamo, non ci sono preferenze, la campagna elettorale è stata fatta esclusivamente dal partito e non dai singoli candidati: noi abbiamo chiesto ai singoli candidati, che non dovevano sostenere sforzi economici per la loro campagna elettorale, di contribuire alla campagna elettorale del partito». Bisogna tenere conto però che i partiti politici ricevono già ogni anno circa 200 milioni di euro in “rimborsi elettorali”, a titolo di finanziamento dell’attività politica e anche delle campagne elettorali (tant’è che spesso i rimborsi vengono stabiliti sulla base dei voti presi da ciascun partito).

Come funziona nel PdL
Nel PdL la cifra richiesta ai candidati in posizione eleggibile è fissa: 25 mila euro, ma a differenza del PD – ci arriveremo: lì le cose sono complicate – deve essere versata immediatamente all’atto della candidatura. Vale il principio che a pagare sono soltanto i candidati ritenuti in posizione eleggibile. La possibilità di richiedere un contributo agli eletti è presente nello statuto del PdL all’articolo 36 – dove è scritto che: «L’ammontare delle quote associative, delle quote di affiliazione e dei contributi dovuti dagli eletti nelle Assemblee rappresentative è stabilito dall’Ufficio di Presidenza sentito il Segretario amministrativo nazionale». Ai parlamentari del PdL però, non viene chiesto di contribuire con il loro stipendio mensile alle casse del partito.

Come funziona nella Lega Nord
Nella Lega Nord tutti gli eletti sono già tenuti a versare poco più del 40 per cento del loro stipendio al partito: a quello nazionale se sono stati eletti al Parlamento o in altri enti “nazionali”, a quello regionale se sono stati eletti alle assemblee regionali, e così via. I parlamentari versano tra i 2.000 e i 2.400 euro. Non si paga invece il contributo una tantum per la campagna elettorale.

Come funziona in Scelta Civica
Nel caso di Scelta Civica, la lista del presidente del Consiglio uscente Mario Monti, la contribuzione alla campagna elettorale ha funzionato diversamente: non c’è stato un mandato dall’alto ma i candidati si sono accordati tra di loro per decidere come contribuire. Stefano Quintarelli, eletto alla Camera nella circoscrizione del Veneto, ci ha spiegato che gli eletti hanno deciso autonomamente quanto pagare, secondo la propria disponibilità: «Non abbiamo avuto alcuna indicazione di comportamento dell’alto. Ci siamo riuniti tra i candidati e abbiamo deciso una linea comune in modo autonomo». Andrea Romano, eletto in Lazio alla Camera, ha spiegato che la questione dei contributi dovrebbe comunque essere ridiscussa in questi giorni.

Nella prossima pagina: come funziona nel Movimento 5 Stelle e nel Partito Democratico.

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Altre News

  • Davide

    “Nel PD le cose funzionano in maniera più complessa” …guarda, ci avrei giurato…

  • Rand

    ci sono cose che proprio non capisco.

    i cosiddetti rimborsi elettorali di fatto sono un finanziamento ai partiti (già aboliti da referendum), allora a che pro chiedere un contributo alla campagna elettorale?

    il PD ha detto che avrebbe speso, se non erro, 6 milioni di euro per la campagna e riceverà 48 milioni di euro di contributi (se i dati che circolano sono corretti) con un avanzo di 42 milioni di euro.

    e a questo aggiungeranno i soldi dei candidati? considerando una media di 25.000 euro, sarebbero altri 8 milioni di euro per la sola camera.

  • Filippo_Zuliani

    Bel Post. Ma e’ possibile fare una somma dei versamenti “volontari” ai partiti da parte degli eletti comparati coi rimborsi elettorali? Per capire se i soldini arrivano due volte.

  • http://twitter.com/IncredibleTide Shinji Ikari

    “Quanto costa comperare un seggio al parlamento” sarebbe un titolo più onesto.

  • ulisse85

    Quello che non è ancora chiaro è che diavolo ci facciano con i rimborsi elettorali. Da quello che mi risulta ogni attivista o eletto a livello locale di tutti i partiti lamenta carenze di fondi per sedi, strutture e attività. Le campagne elettorali nazionali non sono tutti gli anni, ma i rimborsi sì. A parte il Partito Democratico che si tira dietro la tradizione del vecchio PCI non mi pare nemmeno che abbiano parecchi dipendenti. In America, potrei sbagliarmi, molti dei soldi vanno via in spot elettorali, ma noi non ne facciamo. Giornali di partito, intendo grossi, non ce ne sono più e quelli che ci sono hanno anche altri meccanismi di finanziamento oltre ad essere costantemente in rosso. Possibile che per qualche manifesto, due palchi in piazza e quattro teatri si possano spendere centinaia di milioni di euro ogni anno? Io non sono pregiudizialmente contrario ai finanziamenti pubblici ai partiti, però bisogna capire che diavolo ne facciano di questi soldi. E non penso vadano tutti in smart o nutella. In ogni caso, faccio i complimenti per l’interessante articolo.

  • ro55ma

    Articolo (con l’ariaccia che tira..) bello e intelligente – grazie – ma vorrei capire meglio alcune cose:
    - tutto il ragionamento esclude gli eletti nelle Regioni e nei Comuni che, anche al netto delle Province (…), è un’enormità di soldini e credo influenzi pesantemente l’assetto complessivo dei “costi della politica” (lo so che l’articolo si riferisce solo ai Parlamentari ma se ho ragione l’analisi diventa veramente molto parziale);
    - Al di là delle varie ricette per il finanziamento del partito al meccanismo di elezione dei suoi rappresentanti, il funzionamento della macchina a cui i Parlamentari partecipano è gigantesca e penso vada ben oltre l’eleggibilità: le sezioni, le attività settimanali, giornaliere in tanti casi, interne al partito ed esterne (verso i Consigli e i comitati direttivi di almeno una decina di altri livelli istituzionali, ecc.) e sono queste cose che costano un botto e che utilizzano soldi pubblici di tutt’altra fonte rispetto alla politica/partito/eletto, derivano da decine di voci di bilancio (regionale, ecc.) dicamo “indirette”.
    In sostanza, la questione del costo dell’eleggibilità e del mandato di Parlamentare è si importante ma di sicuro non va oltre la classica punta dell’iceberg..
    Il sugo (e le modifiche anche costituzionali che servono per cambiare le cose..) è di altro genere.

  • http://twitter.com/Lapid1 Lapid

    You just made my day. Applausi.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=696299560 Enrico Boi

    Domanda:
    in caso la legislatura termini prima il parlamentare deve comunque versare l’intera somma?
    Mettiamo caso che questa legislatura duri solo 1 anno, come si comporteranno i partiti?

  • http://www.facebook.com/emilio.ceroni Emilio Ceroni

    Quanto servirebbe, oggi, che il PD tirasse fuori qualche bel numero di bilancio.

    Quanto cosa quel canale televisivo che in pochi (forse nessuno) guarda?

    Quanto si spende in manifesti tutto l’anno?

    Quanto in logistica (dagli affitti delle sedi alla cancelleria di ogni sede)?

    Quanto in manifestazioni?

    Quanto costa la manutenzione e gestione del sito?

    Quanto in stipendi per i non eletti, in consulenze di comunicazione (soldi spesi male ma che ci sono sicuro)

    Io non credo che alla fine rimangano chissà quali cifre, la macchina politica costa più di quanto non sembri. Ma allora perchè non fare chiarezza?

  • marce

    Sottoscrivo in toto.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    E questa è un’ottima domanda che mi frulla da un po’… non avevo considerato che quel gruzzolo è anche un modo per la dirigenza di tutelarsi. 500 euro al mese con lo stipendio di un parlamentare non sono tantissimi, ma se la legislatura dura meno di un anno, quelli diventano bei soldoni…

  • fbet

    Ma nel PD non fa differenza essere stati scelti con le primarie o calati dall’alto? E poi mi chiedo, ma questo giro di soldi.. è tracciato? Il partito fa una ricevuta?

  • TheDarkSide

    A tutto questo si aggiungano i 2 pidocchiosi euro per le primarie :(

  • http://www.facebook.com/ivan.tagliaferri.5 Ivan Tagliaferri

    E’ tipico del pd. In questo caso, però, è un bene.

  • Oph

    Cosa ci facciano non lo so, Lusi Fiorito ecc lo sapranno meglio di noi. Per quanto riguarda il PD, a livello locale i soldi certo non rimangono, ma salgono su su su. Il bilancio PD è in attivo, e che attivo secondo i revisori contabili intervistati in questa puntata di Report (quella delle famose “case” di Di Pietro)

    dal minuto 30 in poi si entra nel vivo, bilancio del PD e degli altri dal minuto 38:

    http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-35259be1-d161-443e-b23e-0b92e07f0dce.html

  • http://www.facebook.com/ivan.tagliaferri.5 Ivan Tagliaferri

    Immagino che siano soldi usati al di fuori della campagna elettorale.

  • Oph

    sempre perspicaci, quelli del PD.

  • Giordano

    Lungi dall’arrivare agli eccessi di populismo di chi sappiamo noi in effetti questi numeri gridano vendetta.

    Se non sbaglio solo per le ultime elezioni i 3 pesci grossi (PD,M5S, e PDL) si prendono un po’ più di 40 milioni a gruppo.

    Ora che il concetto di rimborso sia giusto non ci piove, altrimenti solo chi ha i soldi potrebbe affrontare una campagna elettorale.

    Ma come si giustificano rimborsi di 42 milioni per partiti che ne hanno spesi 6?

    Potrei arrivare a capire che ci fosse un rimborso per le spese di gestione (gli servirà una stampante o di rimborsare un taxi, di tanto in tanto) anche dopo le elezioni. Ma se hai speso 6 milioni te ne do 6!

    Da 6 a 42 c’è un abisso! Un abisso che non ci possiamo più permettere…

    Poi hai voglia a dire che Grillo è un popolista! Come lo spieghi a un lavoratore normale che quei soldi non li vede in 10 vite cosa ci si fa con 42 milioni?

    Cosa se ne fa un partito di 42 milioni!?! E se fra due mesi si rivota? Altri 42 milioni?!?

  • Rand

    mi sembra comunque che in caso di elezioni anticipate non prendano tutto il rimborso (una delle modifiche sull’onda degli scandali margherita e lega dell’anno scorso).

    senza essere populista, ritengo che una posizione più estrema del finanziamento pubblico al momento sia necessaria. quindi zero finanziamenti, i partiti li chiedano direttamente agli iscritti, ai simpatizzanti e ai cittadini in genere (come in America).
    d’altra parte la presenza di un finanziamento pubblico non ha evitato che la vita politica italiana sia stata dominata per vent’anni dall’uomo più ricco d’Italia.
    In America, a differenza di quanto si dice, la politica non la fanno solo i miliardari. Obama, pur non essendo un miliardario, ha raccolto sia nel 2008 che nel 2012 più fondi per la campagna elettorale dei candidati Repubblicani, quindi quando si è organizzati e si hanno idee si possono superare anche i preconcetti che i repubblicani vincono perchè hanno milardari e multinazionali che gli danno molti soldi.

  • http://twitter.com/simoneb Simone Bravo

    infatti stavo facendo due conti a spanne: solo di affitto delle sedi quanto spenderanno? ci sono 1000 parlamentari più o meno, almeno una sede per circoscrizione il partito la avrà, quanto sarà grande, due vetrine? ci saranno differenze enormi tra milano e messina, centro e periferia, ma almeno un 1000€/mese mediamente le pagheranno no? 1000*12*1000=12’000’000/anno. più le spese di funzionamento. anche se fossero la metà sarebbero un sacco di soldi.

  • http://twitter.com/simoneb Simone Bravo

    beh, non so se hai mai cercato materiali in merito, ma mi sembra che il PD ne tiri fuori un bel po’. tipo tutto il bilancio
    http://www.partitodemocratico.it/trasparenza2012/home.htm
    http://www.partitodemocratico.it/doc/239052/bilancio2011.htm

    nella nota integrativa poi c’è una mole di dati di dettaglio che mi sembra notevole.
    mi sembra come per altre cose che il PD abbia il solito problema a comunicare le cose che fa, e alla fine sembra che non le faccia.

  • http://twitter.com/simoneb Simone Bravo

    ma in che senso due volte? comunque il PD disaggrega il dato in bilancio, per il 2011 danno 57 milioni di rimborso e 5 milioni di contributi da parlamentari

  • Filippo_Zuliani

    Ok, grazie. Dicono anche quanto spendono e per cosa?

  • http://twitter.com/simoneb Simone Bravo

    Ho messo i link in un commento sopra, guarda nella nota integrativa, c’è molto dettaglio

  • http://www.facebook.com/emilio.ceroni Emilio Ceroni

    Grazie Simone, qualcosa avevo visto ma non tutto.

    Sicuramente centri il punto sul problema comunicativo, e aggiungo che anche una semplificazione per far si che tutti possano comprendere (insomma leggere un bilancio non è roba da tutti, leggere una rendicontazione schematica è più facile) sarebbe il massimo.

    Ma rinnovo il grazie per le info.