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50.000 chilometri senza pagare il biglietto
— Cultura

50.000 chilometri senza pagare il biglietto

14 fotografie da un progetto di Mike Brodie, che per cinque anni ha girato gli Stati Uniti saltando sui treni, in mostra a New York

5 marzo 2013

Sarà inaugurata il 7 marzo alla galleria Yossi Milo di New York una mostra di fotografia che raccoglie alcune immagini del fotografo statunitense Mike Brodie, dalla serie A Period of Juvenile Prosperity.

A Period of Juvenile Prosperity racconta la sottocultura giovanile punk e squatter in viaggio tra treni merci e stazioni: lo stile di vita basato sul movimento costante in treno,  in giro per tutta l’America, saltando sui vagoni senza farsi vedere. Nel 2004 a 19 anni Brodie ha iniziato un viaggio concluso nel 2009 e andato avanti per 50.000 chilometri attraverso 46 stati americani, senza una meta precisa, fotografando i suoi compagni di viaggio, gli incontri, le situazioni, i paesaggi, prima con una macchina Polaroid SX-70 (guadagnandosi quindi il soprannome di Polaroid Kid) e poi con una pellicola 35 mm.

In un’intervista di gennaio al New Yorker, alla domanda se la fotografia fosse o no “autorizzata” ad andare così vicino alle persone, in maniera così intima, Brodie ha spiegato:

«Sì, ma sarei stato ancora più vicino, senza la dannata macchina fotografica in faccia. Tre donne del libro sono ex-fidanzate e un paio di ragazzi sono i miei migliori amici, ho solo fatto delle foto della mia vita»

Le immagini sembrano appartenere a un diario di viaggio personale dove il mondo è rappresentato con tonalità calde, colori insaturi. Brodie non ha mai studiato fotografia ma la sua composizione sembra richiamarsi a fotografi come Robert Frank, William Eggleston e Nan Goldin. Le storie assomigliano a narrazioni moderne di Mark Twain o Jack Kerouac. Period of Juvenile Prosperity è poi diventato un libro edito da Twin Palms.

Mike Brodie ha vinto nel 2008 il premio per i fotografi emergenti Baum Award, ha esposto in diverse mostre e le sue opere sono entrate a far parte di collezioni importanti come quella del San Francisco Museum of Modern Art.

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  • http://twitter.com/ColemanMrSilk coleman silk

    +1

  • Lorenzo

    Boh. Vedo solo gente sporca (nel senso di non lavata).

  • Maikid

    E’ il bello dell’arte, ognuno ci vede quel che vuole.

    Per me sono bellissime, anzi mi sa che mi compro pure il libro.

  • Lorenzo

    Io le trovo tristissime.

  • http://twitter.com/KayfabeVoice Giovanni Cassanese

    Progetto con potenzialità illimitate… Ne adoro alcune, altre sono di una banalità ottenibile anche dal pagamento di un biglietto urbano… Parzialmente deluso, rimango dell’impressione che il progetto prevalga sul risultato (come il 99% dell’arte contemporanea) e quindi spero non venga risucchiato da galleristi e organizzatori di fiere…(Sarebbe interessante sapere quante foto ha scattato lungo tutti questi chilometri… Robert Frank ne scattò decine di migliaia per ridurre il tutto a 84 scatti… )

  • Jigen

    good vibrations

  • pepato

    Lorenzo, hai voglia di argomentare? Perché letto così il tuo commento può voler dire molte cose. Quali sono le tue sensazioni di preciso? (Non sono polemico, eh: sono davvero interessato a capire. E penso di poter condividere il tuo commento, ma per questo volevo capire bene il tuo pensiero, e ti ringrazio se hai voglia di svilupparlo)

  • uqbal

    L’hanno beccato senza biglietto, ed ha deciso di go big….ma proprio big!

  • Saudades

    Grazie mille per questo post. E mi compro il libro.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1414489065 Nicola Zita

    Infatti tristissime può essere letto in senso positivo e in senso negativo.

  • http://perfectlyreasonabledeviations.wordpress.com/ perfectlyreasonabledeviations

    Sporchi? Dopo soli 50.000 km?

  • Alyčka

    La foto nell’header mi ricorda tanto McGinley.