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Un po' di canzoni di Lucio Battisti

Un po’ di canzoni di Lucio Battisti

Coetaneo quasi perfetto dell'altro Lucio, oggi avrebbe compiuto 70 anni

5 marzo 2013

Oggi, 5 marzo 2013, Lucio Battisti avrebbe compiuto 70 anni. Coetaneo quasi perfetto dell’altro Lucio (erano nati nello stesso anno, a distanza di un giorno) è morto molti anni prima, in un giorno di settembre a Milano, nel 1998. Di Battisti ognuno ha le sue canzoni preferite, noi vi proponiamo quelle scelte da Luca Sofri, il peraltro direttore del Post, per il suo libro Playlist.

Lucio Battisti
(1943, Poggio Bustone, Rieti – 1998, Milano)
Lucio Battisti è stato ed è il più grande di tutti nella musica pop italiana: nella musica “leggera”. Le ha provate tutte, e gli sono riuscite tutte. Si potrebbe riempire un juke-box solo con le sue canzoni migliori. Ed era così bravo da averci resi familiari e tollerabili anche dei versi che sarebbero stati imbarazzanti in bocca a chiunque altro. Adesso non c’è più.

Per una lira
(Lucio Battisti, 1969)
Fu il primo 45 giri del nostro, di grande richiesta nel giro dei collezionisti (fu stampato in poche copie per dargli un contentino quando era ritenuto solo un buon autore per altre voci: i maggiori investimenti vennero spesi, per esempio, nell’esecuzione della stessa canzone da parte dei Ribelli). Ci sono già quelle trovate soul che avrebbe usato spesso negli anni a venire.

I giardini di marzo
(Umanamente uomo: il sogno, 1972)
In fondo all’anima c’è l’immensi, avevo sempre capito io da bambino, ligio agli schemi scolastici soggetto-verbo-complemento (o viceversa, in questo caso). Invece dice “cieli immensi”, come avevate capito benissimo voialtri saputoni.

E penso a te
(Umanamente uomo: il sogno, 1972)
Tra i molti talenti della coppia Mogol-Battisti, c’era una rara passione per la scrittura dei dialoghi. Pensate a “Fiori rosa, fiori di pesco”, a “Innocenti evasioni”, ad “Anche per te”, ad “Ami ancora Elisa” e a “Perché no”. “E penso a te” fu prima un trascurato b-side di Bruno Lauzi, e poi una trascurabile cover di Tanita Tikaram: in mezzo, questa straordinaria canzone d’amore, spiazzata dal leggendario “para-para-parappa-pa”, frutto dell’arrangiamento di Gian Piero Reverberi.

La luce dell’est
(Il mio canto libero, 1972)
Malgrado il titolo evochi il sol dell’avvenire (anche nel “sole rosso acceso”), lei resta al suo posto oltre cortina – con tanto di “colpo di fucile” – e anche questa canzone divenne un indizio a carico delle presunte ispirazioni di destra di Battisti (insieme al “bosco di braccia tese” in “La collina dei ciliegi”).

Vento nel vento
(Il mio canto libero, 1972)
Con quell’inusuale attacco di pianoforte, è una delle canzoni più amate dai fans di Battisti. Il passaggio orchestrale è stato poi ripreso da De Gregori in “La leva calcistica della classe ’68”. Alla prima puntata di ogni anno, certi conduttori radiofonici sono soliti dedicare ai tecnici il verso “e la stagione nuova, dietro al vetro…”.

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Altre News

  • Emanuela Damiani

    Ma siamo pazzi? Nemmeno un Lucio Panella… Capisco che E già non è per tutti, ma i veri capolavori sono i dischi bianchi

  • http://www.facebook.com/roberto.ruffoni.7 Roberto Ruffoni

    solo un pezzo del periodo Panella? beh il Post si conferma avanguardia pura….

  • davipedri

    come non mettere ‘la collina dei ciliegi’???

  • VincenZ

    la produzione migliore di Battisti , il suo culmine e’ “Anima Latina”

  • fp57

    vento nel vento nel vento nel vento

  • lorenzo restelli

    C’è l’immensi! Tutto vero. Flic floc

  • Lorenzo

    I veri fan di Lucio Battisti hanno solo i dischi fino a Una giornata uggiosa.
    Beh io ho anche i successivi, ma nascosti.

  • Lorenzo

    Mi sento di consigliare Il veliero, la conoscono pochi ma è una delle mie preferite:
    http://www.youtube.com/watch?v=nGv2Ldkd4D8

  • Lemkin

    Ottime scelte, soprattutto per il rilievo dato a due pezzi del vero capolavoro battistiano (e IMO una delle vette della musica italiana tout court), Anima Latina (di cui però i pezzi migliori restano per me la title track, Anonimo e Macchina del tempo).
    Personalmente avrei aggiunto anche “Il mio canto brasileiro” e qualcosa in più del periodo bianco (almeno “Don Giovanni” e “Le cose che pensano”).
    Menzione d’onore anche per i quattro meravigliosi pezzi strumentali di “Amore e non amore”, con i loro titoli estremamente suggestivi e delle soluzioni vagamente preconizzanti il post rock.
    Molto bello anche, per chi non lo conoscesse, l’inedito “Il gabbianone”.

  • floris

    la prima cosa che ho fatto appena aperto l’ articolo è stata andare a pagina 3 per vedere che c’ era

  • ab

    “come puo’ uno scoglio arginare il mare?”

  • http://www.facebook.com/gaetano.martorano Gaetano Martorano

    neanche una sbagliata; ma anche molte altre.

  • Emanuela Damiani

    Semmai quelli sono i fan di Mogol. Occhio a non confondere, come si fa pure nell’articolo.

  • pendolare

    ma farvi un cappero di account su youtube e creare una playlist? sto chiedendo troppo?

  • fp57

    avendo versato fiumi di lacrime ringrazio IL POST per questo regalo.
    un po’ meglio o no del MONONOTA concettuale di Elio raffinato pensatore (di sinistra?)

  • fp57

    Battisti, non ti ho mai veramente dimenticato. sei nel cuore

  • gP

    Qui, oggi, non si celebrano Rapetti e neppure Panella, che per quanto illuminati non vivono di luce propria e devono tutto allo svavillante talento di Lucio Battisti.
    Dio quanto mi manca.

  • floris

    Ecco, lo dico: chissà davvero cosa ci siamo persi.
    Chissà cosa ci avrebbe regalato un artista di questo livello che aveva scelto la via della sperimentazione continua.
    Ogni volta che ci penso mi arrabbio un po’.

  • floris

    Ecco, lo dico: chissà davvero cosa ci siamo persi.
    Chissà cosa ci avrebbe regalato un artista di questo livello che aveva scelto la via della sperimentazione continua.
    Ogni volta che ci penso mi arrabbio un po’.

  • fp57

    la vedo esattamente al contrario

  • fp57

    l’altro lucio non mi e’ mai e poi mai piaciuto troppe cose insieme per essere un artista
    secondo me

  • Barlafuzzy

    “Anima latina” capolavoro indiscusso.

  • Barlafuzzy

    “Anima latina” capolavoro indiscusso.

  • Emanuela Damiani

    È proprio così, nel mia mente esiste il disco di Lucio Battisti senza Lucio Battisti, ed è capolavoro.

  • fp57

    grazie di cuore per LE COSE CHE PENSANO. Si entra talmente dentro le sue canzoni che il nome, il titolo, sfugge, e’ secondario. L’avevo in mente ma senza il tuo aiuto non l’avrei ritrovata.

  • fp57

    non e’ francesca piu’ bella di ami ancora elisa

  • fp57

    le parole universalmente significative al pari di quelle dei pochi grandi

  • fp57

    l’attacco di le cose che pensano ripreso da Dalla?

  • fp57

    il recupero del passato remoto e la ricchezza del lessico mi fanno sentire la bellezza della lingua italiana. M’estasiai

  • http://twitter.com/mariodp11 Mario De Persis

    “L’unico Battisti che conta…” non si può sentire. La traccia forte che ha lasciato è quella POP e leggera, come fare a negarlo?

  • fp57

    ho scritto in modo ambiguo: Dalla ha copiato l’attacco di Le cose che pensano?
    mi dici che ne pensi?

  • gP

    +1 (e ipazzisonoisaggieviceversaormai)

  • Lemkin

    A mio disdoro devo confessare che non conosco molto bene Dalla, solo i pezzi più famosi e “Come è profondo il mare”.

  • piti

    Io mi innamorai ragazzino di una compagna di classe sulle note del Mio canto libero. Dopo molte vicissitudini, colei ora è (ehm) mia. E tanto basti per dire cosa significhi Battisti per me.

  • fp57

    che bel pensiero TVB

  • fp57

    Di Dalla (che non mi piace) conosco poco . L’attacco di “Caruso” (credo sia il titolo) di Dalla e’ lo stesso di Le cose che pensano. se ti va di sentirla mi piacerebbe una tua opinione

  • http://twitter.com/mariodp11 Mario De Persis

    non sarò certo io a negarti l’espressione di un parere, figuriamoci.
    I’associazione popolare=superficiale però è presuntuosa, secondo me.