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L'incendio alla Città della Scienza
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L’incendio alla Città della Scienza

A Napoli le fiamme hanno danneggiato almeno quattro capannoni del museo interattivo, nella notte tra lunedì e martedì: le foto e i video

5 marzo 2013

Nella notte tra lunedì 4 marzo e martedì 5 marzo, un ampio incendio ha distrutto buona parte della Città della Scienza, il museo interattivo che si trova nel quartiere di Bagnoli a Napoli. Le fiamme si sono rapidamente estese lungo un centinaio di metri e hanno prodotto un’alta colonna di fumo, visibile da buona parte della città. Nei lunedì dei mesi invernali la zona è chiusa al pubblico, cosa che fa ipotizzare ai soccorritori che non vi fossero persone nell’area museale e che non vi siano quindi feriti.

Non è ancora chiaro quali siano state le cause dell’incendio. Nelle prime ore del mattino, la Procura di Napoli ha messo sotto sequestro tutta la zona della Città della Scienza. La Polizia ha avviato una serie di indagini e verifiche per capire se si sia tratto di un incidente o di un incendio doloso.

I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per contenere l’incendio e per evitare che si estendesse ad altre parti della struttura. Le fiamme hanno incenerito almeno quattro capannoni della Città della Scienza, distruggendo buona parte dei materiali divulgativi che contenevano, da sistemi per fare esperimenti a pannelli illustrativi, computer e libri. Secondo diversi testimoni, l’incendio si sarebbe diffuso molto rapidamente grazie alla presenza di numerosi materiali infiammabili. Il custode ha riferito di avere dato l’allarme rapidamente, ma prima dell’arrivo dei vigili del fuoco buona parte della struttura era già stata avvolta dalle fiamme.

Si stima che l’area distrutta dall’incendio sia di circa 10mila metri quadrati, cioè buona parte della Città della Scienza. Pare si sia salvato solamente il Teatro delle Nuvole, una struttura utilizzata per rappresentazioni e incontri, che si trova in una zona separata dai capannoni che ospitavano il museo interattivo.

La Città della Scienza di Napoli esiste dal 1996 ed è il frutto di alcune precedenti iniziative legate alle esposizioni scientifiche e alle mostre didattiche in città. Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila le strutture del museo sono state ampliate e arricchite con nuove strumentazioni, proseguendo l’opera di riconversione dell’area di Bagnoli, storico quartiere operaio di Napoli. La Città della Scienza è considerata una delle più importanti strutture museali e culturali della città, una risorsa importante per la divulgazione scientifica e per avvicinare soprattutto i ragazzi alla ricerca e ai temi della scienza in generale.

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  • Ciro

    Una tragedia per l’intera città.

  • pippo

    ci sono andato da bambino in gita-studio facendo quell’esperimento che ti fa alzare i capelli, ci sono andato da ragazzo agli happening di sera, ci sono andato da adulto per partecipare alle conferenze.

    e mò non ci andrò più, perché non ci sono i soldi per ricostruirla.

  • http://www.facebook.com/ziopippi Giuseppe Clemente

    senza parole….

  • macs

    ci sono stato un paio di volte. Ne sono uscito sempre ammirato. Ho parlato con gli organizzatori e i fondatori (allora lavoravo per il museo della scienza di milano) e ne ammiravo il coraggio e l’entusiasmo. E’ drammatico vedere le scene delle fiamme che mangiano la struttura. Spero, spero, che non sia doloso e spero, spero, che rinasca in fretta con tutti i suoi gioielli, dagli exhibit al falconiere.

  • Dales

    Chiaramente non si può essere sicuri, ma dalle immagini è difficile pensare che non sia doloso. Se ho capito bene sono state coinvolte le due strutture “museali”, quella vecchia e quella nuova, mai finita, che è vicina ma non adiacente, e quindi le fiamme non si potevano propagare. CdS riempiva la ferita lasciata dalla vecchia acciaieria, ed era diventato il simbolo del rilancio di Bagnoli e di tutta Napoli. L’ironia ha voluto che nel decretare la sua fine, CdS è stata ancora una volta protagonista di un esperimento; un grande fuoco che invece di accendere ha spento le speranze.

  • http://twitter.com/FioriLara Lara Fiori

    una tristezza, io l’ho visitata nel 2010, stupenda davvero all’avanguardia. Un abbraccio a Napoli

  • Capitan Farlock

    Quel gran genio di De Magistris, forte del suo passato di magistrato probabilmente, dice che dietro potrebbe esserci la mano della criminalità, fugando definitivamente l’ipotesi che siano stati i boy scouts, come qualcuno avrebbe potuto pensare.

  • DD

    Purtroppo è improbabile che un incendio di queste dimensioni, non doloso, divampi in una metropoli in così poco tempo. Proviamo ad indovinare chi può esserci dietro..

  • Dales

    Ha pure detto che estenderà la ztl fino a Bagnoli, così nessuno può più avvicinarsi a Bagnoli con delle taniche di benzina senza permesso.

  • http://twitter.com/ColemanMrSilk coleman silk

    sono l’unico che non ne ha mai sentito parlare prima di oggi?

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    No, neanche io ne avevo mai sentito parlare e, in tutta sincerità, mi vergogno un po’ della mia ignoranza…

  • Marzio

    La norma tecnica statunitense NFPA 921 indica, come primo criterio per dirimere tra dolosità ed accidentalità di un incendio, la presenza di più inneschi. In questo caso i VV.F. quando sono arrivati hanno trovato TUTTI i capannoni contemporaneamente in fiamme.
    Se fosse accidentale, l’incendio si sarebbe probabilmente sviluppato in una zona circoscritta del sito.
    Chi ha agito così non si rende conto di quanto male ha fatto alla città di Napoli e a tutti i cittadini italiani.
    Anzi, se ne rende conto benissimo.

  • Dales

    Non c’è niente da vergognarsi (se non si vive nella regione). Anche perché il centro era prevalentemente destinato ai ragazzi in età scolastica. Col tempo e con molta fatica si è esteso fino a diventare anche un centro congressi, un piccolo ristorante (credo del Gambero rosso) dove si tengono anche lezioni di cucina. Ma soprattutto è diventato un punto di riferimento per la riqualificazione di Bagnoli. Da qui l’incendio, chiaramente doloso, da parte di chi ha interesse commerciali in quei suoli. Un atto di guerra. Bisogna rispondere. Ma Napoli non dev’essere lasciata sola, come al solito.

  • MarcoBo

    un vero peccato ..
    se DeM fosse più anziano saprebbe di una delle torri del palazzo di giustizia
    a causa di un incendio che ne deformò le colonne in ferro
    (ma senza crolli, solo spanciamenti, mica siamo a NY, dopo di che
    protessero quelle delle altre 2 con vernice che aumentava il REI)
    ne venne sospesa la costruzione ma, guardando delle foto d’oggi, vedo che
    però sono su tutte 3 (ci avranno ripensato e trovato i fondi).
    non so come andarono le indagini ma si disse che erano state delle maestranze
    che volevano prolungare il periodo lavorativo.
    chissà forse qui sperano nella ricostruzione.
    sarebbe anche rispuntato Bassolino a dire la sua, ottimo..

  • pj72

    ” (…) Ma la verità è che il rogo sta durando da troppi anni.”(cit.)

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/rogo-citta-scienza#ixzz2MkO2ucf4