Il Post
Come hanno votato atei e credenti

Come hanno votato atei e credenti

Un'indagine di IPSOS sui voti di ciascun partito in base alla fede religiosa: chi avrebbe vinto se fossimo un paese di atei (o un paese di fedeli fedeli fedeli)

4 marzo 2013

Ad alcuni giorni dai risultati elettorali delle politiche, l’istituto di ricerca e sondaggi IPSOS ha diffuso un’analisi del voto basata sulla vicinanza o meno degli elettori alla religione cattolica, cercando di capire quali variazioni possa causare la religione per quanto riguarda le elezioni. La società ha diviso il proprio campione statistico in base a tre dati raccolti durante i propri sondaggi: credo in una religione, partecipazione alle funzioni religiose e partecipazione alle attività delle parrocchie.

Sulla base di queste informazioni, IPSOS ha diviso il proprio campione statistico in sei diversi segmenti:

- praticanti impegnati: fedeli cattolici che vanno a messa ogni settimana e si impegnano nelle attività parrocchiali;

- assidui: fedeli cattolici che vanno tutte le settimane a messa ma si tengono lontani dalle attività parrocchiali, oppure che vanno non di frequente a messa, ma partecipano con più assiduità alle iniziative della parrocchia;

- saltuari: fedeli cattolici che vanno meno di due volte al mese a messa e non si impegnano in attività parrocchiali;

- non praticanti: cattolici che non vanno a messa né fanno attività parrocchiale;

- non credenti: dicono di non credere ad alcuna religione;

- altri: credenti in culti religiosi diverso da quello cattolico.

I sei segmenti del campione di IPSOS sono variati sensibilmente dal 2008, anno delle precedenti politiche, ai giorni nostri. Gli impegnati, per esempio, sono passati dall’11,4 al 13,5 per cento, mentre gli assidui sono diminuiti di quasi il 4 per cento arrivando al 18,8. I saltuari sono passati dal 40,6 per cento del 2008 al 37,2 per cento dei giorni nostri, mentre i non credenti sono aumentati del 5,4 per cento e sono oggi il 16,8 per cento.

IPSOS ha analizzato il voto e usato i propri sondaggi per ipotizzare come sarebbero andate le cose se avesse votato solo uno dei sei segmenti alle politiche. Se avessero votato solo gli impegnati il centrodestra avrebbe vinto, prendendo circa il 4 per cento in più rispetto al suo risultato effettivo, mentre il centrosinistra avrebbe perso un paio di punti. Il Movimento 5 Stelle avrebbe preso sette punti in meno, arrivando al 18,6 per cento. Monti avrebbe preso oltre il 4 per cento in più. Se avessero votato solo i non credenti, il Partito Democratico avrebbe preso il 30 per cento invece del 25,4 e il PDL si sarebbe fermato al 13,7 per cento, ben lontano dal 21,6 ottenuto domenica e lunedì scorsi. Il Movimento 5 Stelle avrebbe ottenuto il 30,7 per cento, molto di più del 25,5 per cento.

Per comprendere meglio i dati, che potete vedere nelle tabelle qui sopra con tutti i dettagli, IPSOS ha anche fatto una stima sulla distribuzione dei sei segmenti tra i vari partiti. Il PD ha in maggioranza saltuari (36 per cento), mentre ha il 12 per cento di non praticanti e circa un quinto di non credenti. Anche nel PDL la percentuale più alta è nei saltuari ed è pari al 39 per cento, mentre i non credenti sono l’11 per cento. La Lega Nord ha il 40 per cento di saltuari e percentuali molto alte tra impegnati e assidui, mentre per quanto riguarda i credenti in altre religioni ha la percentuale più bassa rispetto agli altri partiti: 1 per cento. Nel M5S ci sono il 38 per cento di saltuari e il 21 per cento di non credenti. Scelta Civica di Monti ha il 43 per cento tra impegnati e assidui, mentre la percentuale di non praticanti è molto bassa intorno all’8 per cento. Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia ha il 40 per cento di non credenti, e solo l’11 per cento di impegnati (un punto percentuale meno del PD).

foto: laPresse

TAG: , , , , , , ,
  • Guest

    da cui si deduce che anche quel che resta della sinistra in Italia dovrebbe augurarsi anzi favorire un aumento dei credenti e dei cattolici per poter sperare di vincere le elezioni o almeno di andare al governo (e il governo dell’Ulivo fu proprio il tentativo di avvicinare cattolici e credenti al centrosinistra, poi miseramente fallito proprio a causa degli atei dichiarati, tanto per restare in tema)

  • http://www.facebook.com/gjackgiudici Giacomo Jack Giudici

    si, un aumento dei saltuari’. figura definitissima e da cui si possono trarre corollari che hanno tantissimo senso

  • Simone Baffelli

    Dati interessanti, purtroppo la rappresentazione grafica non rende loro giustizia

  • beonerosso

    Mastella, che ha fatto cadere il governo Prodi II, non mi sembra un ateo dichiarato.

  • mmo

    Anche qui si fanno i conti senza considerare il voto degli italiani all’estero. Mah.

  • http://www.timendum.net/blog/ timendum

    Siamo ancora dietro ai sondaggi?
    Dopo i sondaggi e le instant pool?
    E dovrebbero essere credibili questi dati??

  • Giordano

    Ci sono dei dati curiosi.

    Pare che la tendenza per i non credenti sia “a sinistra”, mentre il conteggio della componente cattolica (maggioritaria, ovviamente) sposta il voto a destra, premiando il PDL e la Lega.

    Da ateo mi verrebbe da chiedere: come si concilia la religiosità di impegnati e assidui con il bunga-bunga, l’evasione fiscale e le sparate xenofobe della lega?

    Come si concilia con la narrazione dell’ateo “a-morale” promossa dalla chiesa il premio a partiti più attenti all’etica pubblica e meno sconvolti da scandali etici e giudiziari?

    Le provocazioni per la discussione mi sorgono ovvie:
    siamo sicuri che la tendenza religiosa influenzi il voto, visti i dati di cui sopra?

    In caso affermativo si accetterà mai in questo paese di fare un dibattito pubblico sull’ipocrisia cattolica che disgiunge il proprio voto (segreto) dal comportamento pubblico?

    E se il voto è disgiunto non sarà che bisogna smetterla di essere pavidi a sinistra sui temi etici?

    Si apriranno gli spazi, nel PD se non nel paese, per capire quanti sono gli atei e smetterla di trattarli come una minoranza di appestati? Si smetterà mai con questi politici di “sinistra” che pur di non rispondere a una domanda sulle coppie omosessuali camminerebbero a piedi nudi sui vetri rotti?
    In fondo a quanto pare, se e quando vincono lo devono a una buona fetta di voti non-credenti.

  • http://twitter.com/DoctorD68440136 Doctor D.

    ma all’ipsos, non hanno niente da fare?

  • RomanCookie

    I sondaggi sono sempre stati credibili per quello che sono:sondaggi. Il metodo del singolo sondaggio puo’ cambiare, in base al numero di sondaggi e al criterio usato per creare il campione degli individui intervistati. Non e’ cambiato nulla.

    P.S. “instant poll” non “instant pool” che significa letteralmente piscina instantanea.

  • Giordano

    Si. Fanno sondaggi.

  • Don Draper

    Che è il modo in cui il cronista del TG de La7 pronuncia “poll” :-)

  • Don Draper

    Il problema è che qualcuno glieli paga …

  • Giordano

    OT: E allora? Non voglio esser polemico…proprio non capisco il punto.
    Se uno non è interessato all’argomento commenta un altro post (ce ne sono decine) o argomenta il perchè gli pare uno spreco di risorse (se ha le fonti). Se si pensa che questo sondaggio sia inutile si spiega il perchè se no si lascia commentare chi è interessato. Mi sembra molto: “non ho niente da dire ma lo dico lo stesso”. Con tutto il rispetto.

  • http://twitter.com/DoctorD68440136 Doctor D.

    è un sondaggio che non dice nulla, soprattutto perché si basa su dichiarazioni di voto ed abbiamo visto bene quanto siano state attendibili le dichiarazioni di voto
    punto numero due, non mette assolutamente in relazione il perché uno vota il tal partito in relazione alle proprie credenze religiose
    e comunque si, io non ho un accidente da dire e voglio dirlo a tutti

  • http://twitter.com/DoctorD68440136 Doctor D.

    prima di tutto era (ed è) un farabutto

  • Don Draper

    Ha detto tutto Doctor D., non devo aggiungere altro

  • rinko gogleshit

    Sinceramente non so quanto la religione sposti voti, secondo me lo fa meno di quanto si pensi, però sulle perplessità che hai sul voto cattolico che premia il PdL posso dirti che io conosco abbastanza bene una decina di persone che votano PdL e nessuna di esse si scandalizza per la condotta di Berlusconi, anzi lo giustificano senza molte esitazioni.
    Nello stesso tempo ho scoperto che 8 di queste stesse persone sono contro i matrimoni tra omosessuali e nessuna di loro ammette che coppie omosessuali possano avere figli in adozione. Sulle questioni etiche del fine vita ho invece notato una maggiore apertura, per intenderci sul caso Englaro solo 6 erano fermamente convinti della linea di partito, gli altri erano più possibilisti ed un paio addirittura favorevoli alla decisione di “staccare la spina”.

    Ovviamente il mio campione è ben lungi dall’essere rappresentativo, però mi suggerisce che per certe persone difendere alcuni “principi” sia più importante della coerenza nei comportamenti che quei principi dovrebbero indicare, atteggiamento che pensandoci è molto cattolico.

  • AF

    Entrambi avete mostrato un po’ di supponente stupidità. Se va bene a voi…

  • AF

    Entrambi avete mostrato un po’ di supponente stupidità. Se va bene a voi…

  • AF

    Entrambi avete mostrato un po’ di supponente stupidità. Se va bene a voi…

  • Michele Bergadano

    Oppure Biliardo istantaneo,

  • Dan90

    Analisi interessante fino alla penultima frase. Mi devi spiegare perché questo atteggiamento sarebbe molto cattolico. Ci penso, ma non mi viene in mente nulla.

  • googjoob

    Secondo me invece i dati non stupiscono: i credenti sono statisticamente più ignoranti e meglio disposti ad accettare acriticamente ciò che gli viene calato dall’alto.

  • RomanCookie

    ah non ci avevo pensato, bravo!

  • http://twitter.com/lorreca Lorenzo C.

    Si confonde sempre lo strumento del sondaggio come uno strumento per misurare la realtà, non è così e non si propone di farlo. Il sondaggio da’ un’indicazione su determinate cose in un determinato contesto in un certo momento, e va preso come tale. Dire che i sondaggi sono inutili è vero, ma è utile fare i sondaggi, infatti te li pagano

  • http://twitter.com/lorreca Lorenzo C.

    Si confonde sempre lo strumento del sondaggio come uno strumento per misurare la realtà, non è così e non si propone di farlo. Il sondaggio da un’indicazione su determinate cose in un determinato contesto in un certo momento, e va preso come tale. Dire che i sondaggi sono inutili è vero, ma è utile fare i sondaggi, infatti te li pagano

  • Lorenzo

    Che bello vedere la percentuale di non credenti salire anno dopo anno! È un piccolo segno che la civiltà, nonostante tutto, sta progredendo!

  • Lorenzo

    Vero e condivido. Mi inquieta però la grossa fetta di non credenti che hanno votato per il partito delle scie chimiche, della biowashball e della negazione dell’AIDS… Penso che ci sia una quota di non credenti per ragioni “ereditarie” (se i genitori sono a loro volta non credenti) che non hanno sviluppato in proprio uno spirito critico.

  • http://www.facebook.com/emilio.torreggiani Emilio Torreggiani

    Ehi sono i valori a non essere trattabili, mica i fatti!

  • Hyeronimus

    Senza voler iniziare una discussione, penso che l’affermazione circa l’acriticità dei credenti potesse aver un qualche senso fino a 50 anni fa, ma al giorno d’oggi non rispecchia affatto la realtà. Un credente praticante, dal momento in cui fa il suo ingresso a scuola fino all’ultimo giorno di università o di lavoro ha continuamente da giustificare le sue idee e il suo comportamento, per non parlare dello stile di vita o della cultura generale secolarizzata, con cui deve inevitabilmente confrontarsi. Ciascun credente esce da questo confronto, spesso difficile, in un modo molto personale, che cerca il più possibile di conciliare quello che crede esser vero in generale e quello che la vita concreta gli mette davanti. In ogni caso, è esposto continuamente a farsi domande sulla propria fede (pensiero critico), mentre il contrario (un ateo che si mette in discussione) al giorno d’oggi è più raro. Questo sull’acriticità o meno. Sull’ignoranza sinceramente non entrerei, perché ateismo o fede non hanno molto a che vedere con il livello di istruzione o di cultura, e si possono portare esempi a favore o contro.

  • InfiniteJest

    Figlio di un ateo e di una cattolica non particolarmente praticante (i genitori di entrambi erano molto cattolici), sono ateo e sbattezzato.

    C’è da dire che i miei genitori mi hanno lasciato avere un’educazione cattolica simile a quella degli altri bambini (ora di religione, catechismo, sacramenti, per qualche anno, messa la domenica – peraltro la nonna molto cattolica, da bambino, mi raccontava delle parti della bibbia [e dell'iliade e ell'odissea] come storie della buona notte, quando si prendeva cura di me in estate), senza mai nascondere cosa pensassero loro della questione, se lo chiedevo.

    Sono giunto da solo alle mie conclusioni.

    Però, che l’approccio sia diverso, è vero: la mia ragazza è cresciuta in una famiglia atea ed ha avuto un’educazione atea (niente messa, niente catechismo, niente religione, niente sacramenti), il nostro approccio alla religione è abbastanza diverso (io sono più ferocemente critico e insofferente, lei più indifferente alla questione).

    Comunque, devo dire che anche io mi vedo costretto a ridimensionare significativamente la mia tendenza a pensare gli atei italiani come individui dotati di un senso critico superiore e più disposti a rifiutare una consolazione palesemente illusoria.

  • InfiniteJest

    (lol ai due menoUno)

  • http://perfectlyreasonabledeviations.wordpress.com/ perfectlyreasonabledeviations

    E il tuo punto sarebbe?

  • http://perfectlyreasonabledeviations.wordpress.com/ perfectlyreasonabledeviations

    In Italia la sinistra, e chiunque altro, dovrebbe invece smetterla di adattare in tempo reale le proprie dichiarazioni e i propri progetti politici in base a dove tira il vento pontificio (“per non alienarsi il voto cattolico” è il ridicolo mantra-spauracchio che si recita in questi casi) e decidere invece autonomamente le politiche da adottare come si fa nei paesi civili e normali, guardando cioè quali sono i provvedimenti che garantiscono la maggiore (e migliore) garanzia di diritti fondamentali al maggior numero di persone con il minore livello di esclusione sociale. Qualcosa che non sarà realizzabile fintanto che ci sarnno leader di sette e culti con cappelli buffi e idee in ritardi di qualche millennio sulla scala del progresso umano che verranno presi sul serio.

  • http://perfectlyreasonabledeviations.wordpress.com/ perfectlyreasonabledeviations

    Un farabutto dichiarato, aggiungerei: non si è mai vergognato di fare coming out in questo senso.

  • http://www.facebook.com/gallareto Gabo Gallareto

    Direi che é geniale fare queste analisi senza inserire nella cosa anche l’elemento etá, in altre parole l’elettore cattolica vota mediamente piú a destra o semplicemente visto che i giovani sono in generale piú atei questi dati rispecchiano solo differenze d’etá? A paritá di etá le differenze si assottigliano? Scompaiono?
    Mi sembra il minimo porsi queste domande

  • rinko gogleshit

    Sarà una mia opinione, ma penso che la morale cattolica, a differenza ad esempio di quella calvinista (sto generalizzando, lo so), tenda ad essere restrittiva e severa per quanto riguarda i precetti ma poi anche più lasca sulla rigorosa osservanza degli stessi, confidando molto sulla funzione purificatrice della Confessione. Infatti non di rado mi è toccato sentire degli attivisti cattolici commentare i peccatucci dei loro affiliati con frasi tipo: “non badare a quello che faccio ma a quello che ti dico”.

    Quello che ho notato conoscendo un po’ di persone di fede cattolica, anche molto praticanti, è che propendono a dare uno scarso (a mio avviso) valore alla funzione pedagogica dell’esempio rispetto alla parola e al rito. Tutto qua.

  • emildandy

    Da ateo, e di sinistra, starei attento prima di fare affermazioni così tranchant. Io penso che solo una minoranza di atei lo siano per un atteggiamento realmente scettico e razionalista, e tanti invece per una forma mentis genericamente “antagonista”. Nel secondo caso può essere addirittura vero quell’odioso aforisma di Chesterton: “Chi non crede a Dio, rischia di credere a tutto” (o qualcosa del genere), perchè gli stessi bias cognitivi che favoriscono il teismo e/o l’adesione a religioni organizzate possono degenerare nel cospirazionismo o nella fiducia cieca in questa o quell’ideologia. In questo concordo con quanto dice Lorenzo.

  • http://twitter.com/LMisculin Luca Misculin

    Becero.

  • Marco Dalla Vecchia

    Sono d’accordo. I credenti/praticanti ormai sono quasi tutti anziani, e il voto “a sinistra” viene considerato come un voto ai “comunisti”.
    Se Mr.Cerone continua ancora a fare terrorismo psicologico sui comunisti è a queste persone che si sta rivolgendo. E sono ancora tanti, purtroppo

  • Dan90

    Grazie per la risposta. :)

    Ti ho chiesto questa precisazione perché anch’io sono conscio della differenza di mentalità cattolica e protestante (fede condivisa la prima, più solitaria e “responsabilizzante” la seconda), ma, se devo essere sincero, tra tutte le esperienze “reali” che ho avuto con cattolici non ho mai notato questa differenza.

    Voglio dire: visto che la tua analisi si poggiava su esperienze personali che, come ben dici, non rappresentano un campione significativo, con la tua ultimo frase mi sembravi fare il passo più lungo della gamba. :)

  • stef

    In realtà il ragionamento è molto più semplice e sempre statistico.

    Si incrocia semplicemente il fatto che i credenti assidui sono tendenzialmente più anziani (per ragioni storiche e ovvie) con l’elettorato di centro e centrodestra che è, sempre statisticamente, il più anziano. Non per niente Monti ha fatto man bassa in quell’area.

    A volte basta un piccolo aiuto per arrivarci…

  • stef

    Mi trovi perfettamente d’accordo.
    Moltissimi pensano di essere atei e invece sono semplicemente anticlericali in maniera così forte da essere assolutamente acritica.

  • stef

    This! :)

  • Osman Meran

    dove si vendono le piscine istantanee, tipo quelle prodotte dalla Capsule Corp.?

  • rinko gogleshit

    Ah no, se è per questo ho conosciuto anche dei cattolici di cultura ed intelligenza raffinatissime, nonché di grande coerenza morale (però sarei pronto a scommettere che non abbiano mai votato per Berlusconi), purtroppo questi discorsi lasciano il tempo che trovano e mi guardo bene dall’abbandonarmi ad affermazioni dogmatiche. ;)

  • Giordano

    Mi sono lasciato un pò trascinare. Mi scuso con tutti.

  • Giordano

    Volendola fare, la discussione, pensa che io ho l’esperienza
    opposta.

    In veneto, regione mediamente più praticante di altre, sono
    stato io a dover giustificare le mie idee e il mio comportamento.

    Fino a che sei credente (anche se saltuariamente o per niente
    praticante) non devi giustificare niente a nessuno.

    Ma nel momento in cui dichiari di essere non credente scattano
    le pressioni sociali, specialmente familiari nel mio caso specifico.

    In pratica per essere ateo io ho dovuto fare un confronto con me
    stesso e con gli altri. È l’ateo che deve avere la risposta pronta,
    giustificarsi e costruirsi il suo impianto logico e filosofico (c’è l’ora di religione e il catechismo, ma nessuno ti insegna l’ateismo).

    È l’ateo che, sentendosi come il pazzo contromano in autostrada,
    è costretto a farsi domande sulla propria non-fede mentre il contrario (un credente che si mette in discussione) è più raro: perché non ne ha bisogno e perché è difficile mettere in discussione un impianto che ti mettono in testa in ogni
    modo fin da piccolo.

    Questo accade perché, di fatto, nasciamo atei ma grazie all’educazione religiosa infantile il vero percorso passivo nella vita adulta è quello del credente. Dopo esser stati battezzati, aver fatto la comunione a 7 anni ed essersi sentiti ripetere per i primi 15 anni della tua vita che Dio c’è, diventare atei è un percorso proattivo molto impegnativo. Fidati che ci sono passato e ci ho messo qualche anno a ritrovare la serenità.

  • Giordano

    Forse si potrebbe legare al concetto di confessione che offre, sempre e comunque, la possibilità di rimediare all’errore. Comunque se vuoi un esempio concreto ti basta riferirti alla cronaca di questi giorni: per la chiesa due omosessuali consenzienti che si baciano commettono peccato mortale mentre un prete sospettato di pedofilia se la cava scusandosi di aver tenuto “dei comportamenti non conformi alla sua posizione”. Anche quelli fatti da rinko sono ottimi esempi: posso soprassedere sulla coerenza (votando l’uomo del bunga-bunga) se “difende la vita” (vedi caso Englaro).

  • Giordano

    Ma anche: moltissimi pensano di essere credenti e invece sono semplicemente clericali in maniera così forte da essere assolutamente acritica.

  • beonerosso

    Quanto hai ragione. Lo dico da ateo, che quando sento certa gente che si definisce atea e poi crede a fantasmi, aldilà, ecc. mi ribolle il sangue. E ovviamente rientrano perfettamente nella definizione di anticlericale. Poi cerchi di spiegargli che non sono atei e… niente da fare… più duri della roccia

  • http://twitter.com/ilmondosommerso Antonio Russo

    Dio, quanto ci manca una destra non credente.
    E dio, quanto ci manca una destra.

  • http://www.facebook.com/natalia.ruiz.391082 Natalia Ruiz

    Bravo, concordo. Da razionalista, alcune tra le menti piu’ aperte e libere che conosco appartengono a cattolici, praticanti, e magari anche preti. E poi non dimentichiamo che parte della Chiesa e’ di sinistra: l’America Latina docet. Qui, appunto, non si tratta di essere praticanti, credenti o atei… si tratta dell’esercizio del pensiero critico uber alles.

  • disqus_0M8PESuVrA

    Mah, una cosa è l’ipocrisia cattolica (che in realtà non credo sia tanto elevata. Perlomeno il relativisimo lo continuano ad evitare), un’altra quella dei “cattolici” che scopano fuori dal matrimonio, bestemmiano o non vanno mai in Chiesa. Insomma, di quelli che si definiscono “cattolici” ma non seguendo i dettami dei loro capi non lo sono affatto. E magari vanno in chiesa stando zitti in pubblico (oh, non dico mica fustigare il prete. Ma come fai a non dire la tua?).

    Che poi definirsi genericamente “credenti” in “indefinito” è una cosa che concettualmente fa ribollire il sangue. Ma vabbè.

    Detto ciò, da parte dei “credenti” è possibile vi sia un ragionamento di questo tipo:
    se voto PdL non è che peggioro molto la situazione “ruberia” (fuori dai palazzi oggetto della votazione, oggettivamente non è che uno ruba di meno se c’è al governo Bersani), e in fondo chi vota PdL credo sia già abbastanza convinto che rubano praticamente tutti uguale al Parlamento. Viceversa se voto PD distruggo il sacro vincolo del matrimonio e saremo tutti gay, i gggiovani si faranno le canne anche sull’autobus e le scuole avranno l’ora di religione cancellata… cioè, seriamente, al netto del sarcasmo, penso che credano che vi sia almeno la possibilità che siano fatti degli inteventi (legislativi o governativi) incisivi nella vita quotidiana delle persone. Si renderanno conto di cosa sia il rapporto PDL con la trasparenza se non la giustizia, ma preferiranno l’inazione ad una perdita “oggettiva” di quelle che ritengono questioni non modificabili.

    E poi, oh, al PD sono gli eredi del PCI. Non è una cosa da minimizzare.

    La Lega ho il sospetto sia un partito abbastanza ateo in sé, o comunque di chi non modella la sua moralità su degli insegnamenti che potremmo definire spirituali: che la solidarietà vi abbia un posto meno “universale” di quello cattolico.

    O che fosse stata, chissà se con queste elezioni si è avviata definitivamente verso l’estinzione. Ma questa è un’altra faccenda

  • disqus_0M8PESuVrA

    Brutalmente: non è che essere ateo implichi essere intelligente (o “praticare globalmente” l’intelligenza). Nemmeno se le statistiche dicessero che è più probabile.

    Non è così nemmeno se credi ritieni che essere cristiano (non uso per principio il termine “credente”; uno ci deve “credere” che esista la macchina ad acqua e il complotto per non farla vendere, forse più che credere al Dio cattolico) implichi statisticamente una minore intelligenza o quantomeno una minore obiettività nella visione del mondo.

  • Lorenzo

    Condivido assolutamente. L’idea che nell’Italia di oggi, in qualsiasi regione, sia il credente a dover giustificare le sue idee e il suo comportamento è semplicemente ridicola. Semmai è il credente coerente quello che deve giustificarsi (ad esempio il cattolico che pratica l’astensione dai rapporti sessuali prima del matrimonio, che santifica tutte le feste, ecc.) visto che questa è una società di credenti ipocriti e farisei.

  • Lorenzo

    Più semplicemente chi ha sviluppato un pensiero critico e razionale non può essere un credulone, non può bersi la storiella di un essere onnipotente che ci ha creati a sua immagine e somiglianza ecc ecc, così come non può bersi la storiella della macchina che va ad acqua, o quella dell’omeopatia ecc ecc.
    Concordo sul fatto che essere atei non comporti automaticamente aver sviluppato il pensiero critico e razionale. Ma essere credenti implica credere in una balla inverosimile, e quindi anche se si è istruiti, magari anche in una materia scientifica, non si è sviluppato un pensiero critico e razionale.
    Brutalmente: per definizione tutti i credenti sono, almeno in parte, dei boccaloni. Essere atei non esclude automaticamente di non essere un boccalone.
    Corollario: se un Dio esistesse davvero, preferirebbe che un suo “figlio” fosse agnostico grazie al fatto che ha sviluppato un pensiero critico e razionale, rispetto ad un figlio boccalone che si beve una storiella improbabile di Dio. Ma tranquilli, se un Dio esistesse davvero non avrebbe una debolezza umana quale la preferenza di un figlio rispetto ad un altro.

  • Lorenzo

    Ma come si può esercitare il pensiero critico e poi bersi la storiella di un dio onnipotente che ci ha creato a sua immagine e somiglianza ecc ecc? Pensiero critico e creduloneria sono inconciliabili. Un credente con spirito critico e razionale è come minimo una persona irrisolta e con una grossa contraddizione interna.

  • disqus_0M8PESuVrA

    >>Più semplicemente chi ha sviluppato un pensiero critico e razionale non può essere un credulone,

    Sicuramente, ma non è che uno necessariamente diventa ateo per tal ragione. Perfino io che sono convinto di essere oggidì ateo per logica stringente e palese, sono convinto sia nato tutto con una sensazione che… beh, la sensazione che non ci fosse nessuno ad amarmi, molto semplicemente. Nessuno lassù in cielo, dico. Solo poi c’è stata la razionalità della faccenda. (in fondo sono stato avvantaggiato: la cattolicità è particolarmente contraddittoria con sé stessa)

    E sì che mi piacerebbe poterci credere. Non come i cattolici, sia chiaro, ma mi piacerebbe.

    Credo sia oggettivamente falso che la cultura (quindi, in parte la cultura scientifica, oggi) implichi l’atesimo delle persone: sono secoli che c’è il classico scienziato teista che lascia dio fuori dal laboratorio degli esperimenti pur essendo sinceramente convinto esso possa scardinare ogni legge della natura a suo piacimento.

    Ci sarà per molti secoli a venire. Lo scienziato d’esempio, dico. E sarà uno che ne sa e funziona come intellettuale, e probabilmente sarà pure uno che almeno ci prova ad avere uno e più esseri superiori ben definiti nella sua teologia.

    Oh, e mi rifiuto di credere all’esempio del figlio agnostico. Odio congenito per gli agnostici, immagino, ma visto che parliamo di “credere” e quindi di fare scelte a livello emozionale… :)

  • Lorenzo

    Lo scienziato d’esempio è una persona irrisolta e contraddittoria. Se un dio esiste non può che essere un motore immobile che ha dato inizio all’universo e poi ne sta fuori, altrimenti un intervento divino dovrebbe alterare le leggi universali della fisica. Se invece dio interviene alterando l’universo e lo fa in modo da lasciare coerenti (o apparentemente coerenti) le leggi della fisica, allora per noi è comunque come se fosse un motore immobile che se ne sta fuori. Insomma, se dio esiste la cosa non ci tocca, dio è una variabile esterna al sistema e possiamo tranquillamente trascurarlo.
    Il giorno che si scoprirà un’alterazione delle leggi della fisica potrebbe essere la prova di un dio che interviene nell’universo, ma sarebbe un dio maldestro e pasticcione e non avrebbe comunque il mio rispetto.
    Questo per dire che per me la questione di dio è ininfluente nel mondo fisico. Purtroppo però la creduloneria nell’esistenza di un dio è tutt’altro che ininfluente perché condiziona la società, e allora è bene battersi contro la creduloneria e per un sano e razionale agnosticismo.

  • disqus_0M8PESuVrA

    >>Lo scienziato d’esempio è una persona irrisolta e contraddittoria.

    Posso essere d’accordo (per oggi AD 2013, magari un secolo e qualcosa fa no), ma quel che premeva a me erano tre cose:

    1) Tale figura esisterà “per sempre”. Magari minoritaria, perché no.

    2) E’ vero che concettualmente è errato (vedi dopo), ma cercavo di fare l’esempio di una persona “funzionante” che pur applicando apparentemente una volta un pensiero e una volta un’altro alla fine risulta non concretamente molto in errore. Cioé: sarà anche in errore nominale, ma le sue descrizioni dei fenomeni osservati saranno identiche a quelle degli altri.

    3) Se esiste lo scienziato così, non è detto che se hai il collega che crede alle scie chimiche -altra credenza, ma sempre credenza- sia l’araldo della degenerazione umana ed un idiota appena funzionale.

    >>Insomma, se dio esiste la cosa non ci tocca, dio è una variabile esterna al sistema e possiamo tranquillamente trascurarlo.

    Su questo assolutamente sono in disaccordo, però. Se dio come onnipotente e “quotidianamente presente” esiste, e mi pare tutte le religioni lo tratteggino così* più che come Cthulhu che attende sognando e per il resto la piccola palla della Terra funziona come se non ci fosse… se è così “intervista” questa divinità, la scienza è un errore ed è inutile (sarebbe meglio capire come rapportarsi con tali dei).

    Mi sembra decisamente in contraddizione con il nostro mondo quotidiano, no?

    *=naturalmente, una volta tra magia e religione non c’era una vera distinziona, come da noi prima del monoteismo, ed oggi invece la grazia si applica in tutt’altro modo, più “intimista”, ma è pur sempre un Dio che a sua discrezione contraddice la leggi della traiettoria di un proiettile o dei nostri concetti del libero arbitrio.

  • Guybrush Threepwood

    Sai cosa? Se c’è una cosa che non tollero, è l’arroganza con cui tu pretendi di dare giudizi a destra e a manca. Non posso accettare che tu liquidi la mia personale ricerca spirituale di conciliazione di un’idea di Dio con l’evidenza scientifica ecc. con “creduloneria”.
    Inoltre ti ricordo che la maggior parte dei “complottisti” sono atei e anticlericali. Come la mettiamo? Abbassa un pò la cresta.

  • Guybrush Threepwood

    Gli arroganti invece sono sulla cresta dell’onda, vedo.

  • emildandy

    Dal mio punto di vista, ritengo anch’io che qualsiasi pensiero religioso tradizionale (cioè credere in una o più divinità che abbiano caratteristiche umane) comporti delle forti contraddizioni a chi voglia esercitare il pensiero critico. Però contraddizioni ne abbiamo tutti, e non necessariamente queste sono le peggiori o le più insanabili. Ed è anche vero che, in duemila anni di storia, il pensiero cattolico e cristiano in genere si è ramificato, raffinato e adattato, e in alcuni individui può convivere con un sostanziale rifiuto dei bias cognitivi tipici della religiosità, mentre magari può esserci un ateo superstizioso o dogmatico.

  • Giordano

    Che la maggior parte dei complottisti siano atei è un’idea solo tua. Hai qualche prova o statistica a riguardo? Io inoltre non tollero l’arroganza con cui i credenti liquidano le questioni etiche (eutanasia, omosessualità) nonchè la mia personale ricerca spirituale (che mi porta ad altri risultati).

    Due gay non sono liberi di sposarsi perchè secondo voi è immorale (sulla base di un libro scritto da pastori di 200 anni fa e pieno di leggende metropolitane dell’epoca) e dici agli atei di abbassare la cresta? Come la mettiamo?

  • Giordano

    Forse intendevi il credente in-coerente. Il credente coerente non è tenuto giustificare le incoerenze degli altri singoli fedeli, semmai a spiegare come mai continua a sostenere una chiesa incoerente nelle sue gerarchie.
    Ad ogni modo grazie per il “sostegno” ma ho specificato di essere in veneto perchè ho avuto modo di notare che in Toscana, ad esempio, la non-religiosità del singolo è vissuta dalla comunità con molta meno gravosità, quindi il contesto fa un pò di differenza.

  • Lorenzo

    No, intendevo il contrario di quel che dici tu. La stragrande maggioranza dei credenti sono incoerenti ed ipocriti: si dicono cattolici e poi commettono atti impuri, non santificano le feste ecc.
    Solo una piccola minoranza di cattolici segue davvero in maniera coerente e seria i precetti della religione e conduce una vita che segue i princìpi morali dettati dalla chiesa cattolica. Questa gente, in un contesto sociale di ipocrisia ed incoerenza diffusi, deve spiegare e giustificare il proprio agire “anomalo” (in realtà coerente).

  • delio mugnolo

    > ti ricordo che la maggior parte dei “complottisti” sono atei e anticlericali

    fonti?

  • http://www.facebook.com/natalia.ruiz.391082 Natalia Ruiz

    Mi spiace per la tua vicenda personale. Mai sentito parlare, comunque, di homo religiosus?