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— rassegna

Il prepotente divieto dei sondaggi

"Tutti noi siamo continuamente influenzati da tante cose", scrive Angelo Panebianco, e dice che il divieto è frutto di una "cattiva coscienza"

17 febbraio 2013

In un editoriale sulla prima pagina del Corriere di oggi, Angelo Panebianco critica il divieto italiano di diffondere sondaggi due settimane prima del voto, e dice che è frutto di una “cattiva coscienza” di chi governa e ha accesso alle informazioni – e continua ad averle nonostante i divieti – e l’elettorato.

Cosa succede quando le autorità proibiscono la vendita di un bene del quale c’è una forte domanda? Si formerà un mercato nero. Una conseguenza è che si accentuerà il peso delle disuguaglianze. Sul mercato nero, infatti, il bene proibito costa molto di più di quanto non costasse nel mercato libero, prima che intervenisse il divieto. Chi possiede più risorse può permettersi l’acquisto del bene proibito, tanti altri no. Qualcosa di simile accade quando, come in Italia, si vieta la diffusione di sondaggi nelle due settimane che precedono il voto. I sondaggi continuano ad essere fatti, naturalmente. Ma dal momento in cui scatta il divieto di pubblicazione, solo una frazione della popolazione verrà a conoscenza dei risultati delle nuove rilevazioni demoscopiche: sono coloro che hanno accesso ai canali di informazione riservati alle élite. Le informazioni sugli orientamenti di voto spariscono dai media e entrano in un altro circuito, più ristretto, composto da coloro che godono del vantaggio sociale di poter accedere a canali personali e riservati. In questo modo, l’asimmetria informativa, il divario fra chi sa e chi non sa, fra i pochi che hanno accesso ai sondaggi e la maggioranza che ne è esclusa, si accentua.

Perché in certi Paesi si proibisce, da un certo momento in poi, la pubblicazione dei sondaggi (pur sapendo che quel divieto provocherà la formazione di un circuito informale dominato dal chiacchiericcio fra i bene informati, una sorta di campagna elettorale nascosta e parallela) mentre in altri Paesi (come gli Stati Uniti) quella proibizione non c’è? La risposta plausibile è una soltanto. Il divieto di pubblicazione dei sondaggi è possibile dove non si ha paura di stabilire per legge che l’elettore è un bambinone immaturo, che va protetto dalle (supposte) cattive influenze dei sondaggi.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)

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  • fp57

    sottoscrivo tutto l’articolo

  • Wilson

    +1

  • http://www.facebook.com/stefano.trucco.9 Stefano Trucco

    Del resto, come giustamente sostiene Panebianco, agli elettori non importa niente di programmi, leader o scandali. Importa solo sapere chi vince, come il campionato. C’è una parte di elettori che vota sempre lo stesso partito e vuole sapere se sta vincendo o no; un’altra parte di elettori, i cosiddetti ‘indecisi’, vogliono stare col vincitore, chiunque egli sia. Per questo servono i sondaggi. Negli anni Settanta la sondaggista e studiosa tedesca Elizabeth Noelle-Neumann ebbe un’idea: chiedere agli elettori per chi avevano votato, DOPO che erano stati resi noti i risultati definitivi. Ebbene, il partito vincente otteneva sempre un 8-10% di voti in più da parte di gente che diceva di aver votato per quel partito anche se non l’aveva fatto…

  • Arconte

    Il punto che forse sfugge a Panebianco è che i sondaggi spesso in Italia sono una forma dissimulata di propaganda (e stranamente i loro risultati variano a seconda dei committenti).

  • Lowresolution

    Il divieto dei sondaggi è una delle tante piccole e malandate pezze messe su un problema molto più grande e mai risolto: il conflitto di interessi e il controllo dei mezzi di comunicazione da parte di uno dei player in campo.
    Panebianco ha ragione quando dice che è un divieto ridicolo, ma si dimentica del contesto. Siccome non si è stati capaci di intervenire sul problema di base, si è cercato di inventarsi qualche regola e divieto di facciata come la “Par Condicio” almeno per limitare i danni e restituire una parvenza di regolarità alla nostra democrazia.
    La tragedia è che ormai a questa anomalia gli italiani vi ci sono abituati, e come dimostra lo stesso articolo di Panebianco, pensano perfino che sia normale.

  • fp57

    sia tu che arconte trattate gli italiani come “bambinoni immaturi”: tu…tu scrivi: “Del resto, come giustamente sostiene Panebianco, agli elettori non importa niente di programmi, leader o scandali. Importa solo sapere chi vince, come il campionato.” Panebianco no, dice il contrario

  • fp57

    lascia perdere… ciascuno dei i players in campo ha il modo di manipolare chi e’ manipolabile. Il punto e’ che anche tu credi che gli italiani siano manipolabili: questo e’ il brutto, il tuo pensiero

  • http://www.facebook.com/stefano.trucco.9 Stefano Trucco

    Dillo alla Noelle-Neumann. Cominciò la carriera al Ministero della Propaganda con Goebbels ma conosceva il suo mestiere. Anch’io, come Panebianco, sento la mancanza dei sondaggi; anch’io voglio la ‘horse race’. I sondaggi sono la mia forma di propaganda preferita ma certo non sono ‘notizie’, dato che allo scopo quelli falsi valgono altrettanto bene dei veri. Poi, se proprio tu e Panebianco non potete farne a meno, ci sono siti che danno i risultati (con qualche piccolo travestimento: cavalli, conclave…), anche se non so se si possono segnalare qui in dettaglio.

  • http://www.facebook.com/stefano.trucco.9 Stefano Trucco

    Quanto a Panebianco, chi se ne frega? Ne avesse azzeccata una in vita sua…

  • fp57

    Ecco….adesso dagli a offendere Panebianco

  • http://www.facebook.com/stefano.trucco.9 Stefano Trucco

    Beh, gli italiani sono umani, credo. Sono manipolabili come tutti e, come tutti, a volte non lo sono. La vecchia battuta americana, attribuita Lincoln, Mark Twain e parecchi altri, recita: ‘Puoi imbrogliare qualcuno sempre e tutti qualche volta, ma non puoi imbrogliare tutti sempre’

  • Lowresolution

    Non lascio perdere: in nessuna democrazia occidentale degna di questo nome uno dei player ha un simile controllo dei mezzi di comunicazione e detta la sua agenda come e quando vuole. Le distorsioni politiche e economiche provocate sul sistema Italia da quella anomalia sono devastanti. Vista dall’estero la situazione è incomprensibile.

    Che le pezze messe su in qualche modo siano ridicole e inutili è vero, ma il problema di fondo è quello.

    Che gli italiani siano manipolabili è secondario: la compagna elettorale è fatta apposta per convincere e persuadere. A me basta che la competizione sia regolare e che tutti se la giochino con le stesse armi.

  • fp57

    non lasciar perdere…continua

  • Lowresolution

    Certi commenti stupiscono. Forse non avete ancora capito come funziona la competizione politica in Italia.

    Gli elettori sono di tutti i tipi. Ci sono quelli convinti che non cambiamo nemmeno se l’adorato capo viene pescato rubare con figli, moglie e amante. Ogni grande partito ha i suoi. Poi ci sono quelli impegnati che si informano e cercano di farsi un’idea indipendente. Ci sono quelli non capiscono niente, odiano il sistema e votano contro per principio.

    Poi c’è una gran massa di indecisi, che non sanno cosa votare, non capiscono niente e votano di pancia. Qui c’è il grande bacino in cui pesca il Cavaliere. Da sempre la propaganda del centrodestra punta a convincere e mobilitare gli indecisi di destra. Non serve tanto, basta muoverne il 5-6% ed è fatta. Tutta la campagna delle ultime settimane del Cavaliere punta a motivare e recuperare i suoi elettori delusi, che in parte sono finiti nell’astensione e in parte verso Grillo. La narrativa della rimonta, del vinciamo ancora è fondamentale per questo obiettivo.

    Obiettivo reso peraltro facile dal più scialbo e spento centrosinistra mai visto negli ultimi anni. Incredibile come stiano scialaquando il patrimonio delle primarie.

  • fp57

    1.quali commenti?

    2.personalmente non mi piace chi, come te (e non sei l’unico, qui) pretende di fare lezioni agli altri, avendo in mano la verita’ su come funziona la politica in italia, non so….e.. per favore, continua pure, ma rivolgiti ad altri

  • http://twitter.com/redCloudOverUs redCloud

    non condivido questa lettura, mi sembra più evidente invece il tentativo dai grandi partiti di bloccare quei voti che stanno andando verso i piccoli partiti.
    In fondo, i sondaggi davano alcuni partiti piccoli in ascesa a scapito dei grandi, significa che sono una spina nel fianco a tutti.
    Blocca i sondaggi e gli togli quel 2% che serve per superare la soglia.

  • http://www.facebook.com/stefano.trucco.9 Stefano Trucco

    Niente, ormai i sessantottini in ritardo dominano incontrastati. Dire agli altri quel che devono pensare, fare lezioni avendo in mano la verità… Per molti secoli la nostra civiltà s’è basata su questa cosa chiamata ‘educazione’, incarnata in varie istituzioni, in primis la ‘scuola’, ma ormai non si usa più, è considerata una cosa snob, se non ‘totalitaria’. In futuro, come dice Grillo, farà tutto la Rete e saremo tutti informatissimi e non dovremmo più pensare ne’ obbedire a chi crede di saperne più di noi perchè, si sa, la Rete ha tutte le risposte…

  • maragines

    Mi pare che a Panebianco sfugge una cosa di capitale importanza. Lui scrive:
    Ma se si decide per legge che l’elettore è un immaturo suggestionabile il rischio è che qualcuno, un giorno, faccia anche il passo successivo, quello che discende logicamente dal primo: se l’elettore è un bambinone, perché mai dovremmo lasciargli il diritto di voto?

    *
    La facile risposta è che l’elettore non vota perché è maturo. Ma perché è maggiorenne e capace di agire. La sua effettiva (in molti casi essenziale e notoria) immaturità non incide sul suo diritto di votare. In democrazia votano anche i cretini, gli immaturi e gli sprovveduti. Così come quelli con evidenti deficit culturali. Dimenticarsi quindi di questo assunto significa anche dimenticarsi che la Costituzione che non è stata scritta da sprovveduti dice:
    - che tutti sono uguali (nel senso pari diritti);
    - che una delle azioni dello stato è quella di rendere tutti uguali, sostanzialmente, rimuovendo quindi gli ostacoli di vario ordine che impediscono di rendere effettivamente tutti uguali (non nel senso di massificati per fortuna!).
    *****
    Se a tutto questo premettiamo quello che hanno già scritto Stefano Trucco e Arconte: cioè che i sondaggi hanno un valore scientifico-statistico prossimo allo zero e che vengono usati per fare propaganda e coartare spesso la volontà degli elettori immaturi (che non nascondiamoci ma esistono ed è noto) potremmo forse arrivare alla mia conclusione.
    *
    Che è quella che dice che il divieto per quanto odioso ad un sacerdote dell’informazione, per quanto insopportabile anche ai giornalisti seri, e per quanto criticabile ed imperfetto è il tentativo di non consentire che si influenzi quella parte dell’elettorato “impressionabile” e, in effetti, immatura.
    **
    La domanda è: Panebianco ritiene che non esistano elettori immaturi?
    O ritiene che non debbano essere protetti dalla loro immaturità?
    O ritiene che sia proteggerli andare incontro sino allo spoglio delle elezioni a colpi di sondaggi sempre più sciocchi e sempre più agitati come clava contro l’avversario?

  • Lowresolution

    Non capisco cosa c’entrino i sessantottini, ma non credo che ci siamo capiti: io penso che sia molto ingenuo dire “gli elettori sono persone mature” ignorando che invece c’è una fetta e non piccola che matura non è affatto e su cui si giocano le campagne elettorali.

    Il divieto in sé è ridicolo, perché il problema è un’altro.
    Ma come scrive più giù e meglio Maragines, ci sono quelli maturi, informati, convinti e preparati, e ci sono anche quelli che si fanno manipolare. Ed è per loro che si fanno certe campagne elettorali e che la politica (di ogni segno) cerca da sempre di occupare militarmente TG, media e giornali. Se non lo vogliamo vedere, è un’altro discorso.

  • Arconte

    Io pongo una questione di coerenza. Il divieto (per quanto poco effettivo) alla diffusione di sondaggi nel periodo pre voto ha la stessa ragione di altri limiti a comunicazione, affissioni etc. che vietano una campagna elettorale “selvaggia”. Questo per il semplice fatto che finchè gli attori politici potranno trovare sondaggisti pronti a fornire dati confacenti ai loro fini sarebbe ipocrita non vedere che possono rappresentare un mezzo di propaganda. “Bambinoni immaturi”? Mi ricorda quel tizio che sosteneva che l’elettore medio va considerato “un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco”..chissà chi era.

  • spago

    fp57 puoi rispondere a due questioni..

    1 secondo te il conflitto di interessi non esiste? Non c’è problema se un tycoon televisivo si candida e non c’è distorsione se uno dei players possiede tanti mezzi d’informazione più degli altri? anche ammesso che ogni players abbia lo stesso atteggiamento e manipoli come può l’informazione e i mezzi di comunicazione converrai che se uno ne possiede molti più degli altri c’è una distorsione.. vale a dire che se anche fosse vero che “ciascuno manipola chi è manipolabile” i players hanno possibilità molto diverse di farlo. Altriementi perchè in ogni paese esistono leggi che regolamentano questo problema, e proprio il paese più liberale, gli Stati Uniti, ha leggi severe sulla questione? se Berlusconi fosse liberale e se fossero liberali quelli che stanno con lui, considerebbero grave questo problema, perchè in un’ottica liberale tale è.

    2 Rimproveri chi considera manipolabili gli italiani.. dunque tu li consideri non manipolabili? se è così si tratta di una follia. Definirci, me compreso, manipolabili non è darci degli imbecilli.. ma se le informazioni che ci arrivano sono fasulle, se sentiamo continuamente ripetere opinioni che diventano luoghi comuni e in realtà sono falsità, se alcuni fatti ci vengono nascosti, se alcuni partiti o persone sono censurate, etc.. etc.. siamo effettivamente manipolati. Gli italiani come tutti possono essere manipolati, disinformati o informati in modo ingannevole. O sei di un’ingenuità irreale, oppure non vuoi deliberatamente vedere un problema che esiste e dovrebbe interessare a prescindere dalla collocazione politica.

    Tu non porti uno straccio di contro argomentazione a Lowresolution. Se possiedi degli argomenti illustrali in manera più distesa oppure appari, almeno a me, come una persona che parla senza sapere cosa dice.. perdonami.

    Ciò detto i sondaggi ritengo dovrebbero essere diffusi. Sono un elemento in più a disposizione per decidere. Nulla vieta di diffonderli e allo stesso tempo esprimere dubbi su di essi. Nulla vieta che l’elettore conosca i sondaggi e allo stesso tempo sappia che sono criticabili e criticati per una serie di motivi. Si potrebbe anche legiferare mettendo dei paletti di maggiore serietà alle procedure/metodologie da seguire. (Come l’aranciata non può avere questo nome se contiene meno dell’x% di succo d’arancia, così un sondaggio non può avere questo nome se..) Proprio non vedo perchè dovremmo regolarci tutti a misura di “immaturo”. Però contemporaneamente all’abolizione di questo divieto abbastanza assurdo c’è da risolvere il problema dell’oligopolio dei mezzi d’informazione e del conflitto d’interessi di Berlusconi. Ricordo che il conflitto non è solo teoria: andato al potere si è fatto un tot di leggi ad personam per interessi suoi e delle sue aziende.

  • Arconte

    Angelus Panisalbus propheta (copyright F. Cordero)

  • fg, trieste

    lowresolution ma ti accorgi o no di quanto sei vecchio? un disco rotto ancora a ripetere cose come il controllo totale dei mezzi di comunicazione in mano ad uno solo dei competitori (prova a leggere i maggiori quotidiani degli ultimi tre mesi e ascoltare le 5 maggiori reti generaliste e poi vatti a seppellire). Ciliegina sulla torta l’incomprensione dall’estero scritta dai soliti quattro cialtroni di corrispondenti tra un cappuccino e una bruschetta al circolo stampa estera di Roma. Eccheccazzzo, ancora con queste sciocchezze. Tu, come altri minchioni come te, avete avversione alla democrazia e al popolo, la democrazia è esercizio della volontà popolare e questa è sovrana, non immatura perché decide in modo difforme dalle tue bolse idee.
    Mi sono rotto di questo modo di pensare che segna il definitivo declino del pensiero civile di questo fottuto Paese. tu sei il problema dell’imaturità, non chi sceglie liberamente questo o quello in base all’offerta politica che c’è. Se l’offerta è immatura allora tutti siamo immaturi.
    ps. chiedo venia, ma siamo ammorbati da questo pensiero elitario che sta corrodendo il fare e pensare politica ed è ora di reagire indignati a queste fregnacce.

  • fg, trieste

    questo è il problema, si stabiliscano delle regole condivise e tassative da parte delle Agenzie responsabili e poi si elimini questo ridicolo embargo.

  • rinko gogleshit

    Condivido la tua considerazione sul divieto come pezza malandata al conflitto di interessi, visto poi che in Italia molti sondaggisti non brillano per indipendenza.
    Però ricordiamo pure tutti i sondaggi che hanno tremendamente cannato alle ultime presidenziali USA e dall’orientamento dei committenti anche lì si direbbe che molti, tipo quelli che davano Romney in vantaggio di 5 punti, fossero usati più a scopo di propaganda che d’ informazione.

  • fg, trieste

    +1

  • Lowresolution

    Grazie. Preciso che anche io sono contrario al divieto di diffondere i sondaggi. Il problema purtroppo è un’altro ed è molto più grosso.

  • http://www.facebook.com/people/Paola-Rossi/1817797645 Paola Rossi

    L’Italia è l’anomalia e lo è perchè un presidente del consiglio contralla 2 quotidiani nazional e metà televisione italiana.. Mai visto Studio Aperto? Mai visto rete 4? Ecco, come puoi dire che non c’è manipolazione?

  • ViadellaBarca

    in quanto a fregnacce e maleducazione te ed il TUO AMATO LEADER non siete secondi a nessuno…

  • ormazad

    E tu ovviamente sei uno di quelli ” impegnati che si informano e cercano di farsi un’idea indipendente ” .
    C’è qualcuno qui di quelli che ” non cambiamo nemmeno se l’adorato capo viene pescato rubare” o che ” capiscono poco o niente” ???

  • ormazad

    In democrazia gli elettori immaturi non esistono, a 18 anni diventiamo tutti maturi e informati.
    Le forme di protezione dei cittadini immaturi hanno vari nomi me nessuno è “democrazia” . La mattina fai una votazione con i tuoi figli per decidere se portarli a scuola o a gardaland ??

  • maragines

    In democrazia gli elettori immaturi non esistono, a 18 anni diventiamo tutti maturi e informati.
    Questa asserzione a me pare in contrasto con la realtà, il buon senso e la nostra costituzione.
    **
    Asserire che ogni elettore italiano sia maturo e informato secondo me è semplicemente mettersi una fetta di prosciutto sugli occhi. Pari diritti e pari dignità, uguale trattamento, questa è democrazia. Che la democrazia sia siamo tutti maturi e informati non mi risulta, ed anzi, mi risulta un secondo comma dell’art. 3: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
    *
    Più di una persona ritiene che questo comporti anche forme di protezione per i cittadini che hanno ostacoli di ordine economico e sociale.

  • Il Delatore

    “Il divieto di pubblicazione dei sondaggi è possibile dove non si ha
    paura di stabilire per legge che l’elettore è un bambinone immaturo, che
    va protetto dalle (supposte) cattive influenze dei sondaggi.”
    Scopertona!!!

  • javuzov

    ehm scusate, ma tra tanti conflitti di interesse ecc.. abbiamo una chiesa cattolica che in pratica detta l’agenda politica tutti i giorni !

  • tuffolo

    Non so se avete mai letto il disclaimer scritto piccolissimo in coda a tutti i sondaggi: tutti dicono che le percentuali pubblicate hanno una precisione (generalmente) del 2-3%, anche perchè sono realizzati intervistando un migliaio di persone.
    Quindi, secondo me, tutti i committenti possono giocare su questa variabilità per dimostrare le proprie tesi: se togli un 2% da una parte e lo metti da un’altra, hai cambiato il rapporto di forza del 4%.
    Risultato: ognuno ha i sondaggi che vuole

  • pas.cacopardi

    Perché in certi Paesi si proibisce, da un certo momento in poi, la
    pubblicazione dei sondaggi (pur sapendo che quel divieto provocherà la
    formazione di un circuito informale dominato dal chiacchiericcio fra i
    bene informati, una sorta di campagna elettorale nascosta e parallela)
    mentre in altri Paesi (come gli Stati Uniti) quella proibizione non c’è?
    La risposta plausibile è una soltanto. Il divieto di pubblicazione dei
    sondaggi è possibile dove non si ha paura di stabilire per legge che
    l’elettore è un bambinone immaturo, che va protetto dalle (supposte)
    cattive influenze dei sondaggi.

    E’ il motivo per cui non voterò né Bersani né Berlusconi né Monti.
    E pazienza se questa mia dichiarazione entrerà in un sondaggio non divulgabile negli ultimi 15 giorni che precedono il voto quando, al massimo, basterebbero 24 ore di divieto e di silenzio.

  • tuffolo

    E per superare gli ostacoli di ordine economico e sociale, tu vieti i sondaggi??

  • jamesnach

    Secondo me sei in astinenza da Bunga Bunga…

  • fg, trieste

    viadellabarca tu sei la parte molle della sinistra che giudica tutto in nome dell’ortodossia. siccome non la penso conme te, e qualche tuo compagno, significa che sono un seguace di Berlusconi. le idiozie trovano sempre nuovi adepti, un po’ come Grillo che riempie le piazze.

  • fg, trieste

    è la democrazia. I Parlamenti democraticamente eletti di questi ultimi 30 anni non hanno MAI voluto legiferare sulle concentrazioni o sui conflitti di interesse. La sinistra ha governato direttamente o con la maggioranza parlamentare circa 9 anni dal 1994 ad oggi. questo è lo stato di fatto e rincorrere ancora questi temi è fuori tempo massimo. ma tu hai mai visto la tv in america ad esempio? o in Spagna o in Brasile. che sono i Paesi che conosco. anche lì esistono proprietà e manifeste adesioni politiche. Prova a vedere Fox cosa dice quotidianamente di Obama. Eppure negli Usa nessuno si sognerebbe di chiuderla o di chiedere alla sua proprietà di cedere quote azionarie.

  • fg, trieste

    per la verità l’astinenza e la tua e di quelli come te, non sapete più cosa dire e avete distrutto tutte le residue possibilità della sinistra e del Pd di costruire una politica di vera alternativa e di governo.

  • ormazad

    Con la realtà e il buon senso sono d’accordo , è lapalissiano che il 90% degli elettori è meno intelligente di me.

    Con la costituzione un pò meno . La tua lettura dell’ art. 3 mi dà conferma della mia prima affermazione .Ti sei dimenticato questo pezzo : ” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge “

  • jamesnach

    Alternativa a che? Pure il mio cane, che è morto tre anni fa, è meglio della banda di ladri, mafiosi, puttanieri e incapaci che tanto ti attizzano.

  • maragines

    1. Puoi togliere l’economico in questo caso;
    2. Se assumiamo (e mi pare lo sia) che i sondaggi vengono spacciati per verità ma sono propaganda, che certa gente non è in grado di distinguere questo fatto, allora potrebbe essere una buona idea, così come è vietata la pubblicità ingannevole.
    **
    IO non vieto un bel niente, mi limito a riflettere su una scelta del legislatore che non mi pare fatta alla carlona. Ha un suo perché più che corposo.

  • maragines

    Sei tu che mi pare ti confondi.
    1) Tu dici “il 90% è degli elettori è meno intelligente di me”, non sono meno intelligenti, questa è spocchia ridicola. Ci saranno quelli intelligenti e quelli meno intelligenti, MA noi stiamo parlando di ostacoli di ordine sociale che rendono non effettiva l’uguaglianza. Io conosco persone intelligentissime ma che, per ragioni di ordine socio-culturale, potrebbero benissimo venire abbagliati da un sondaggio farlocco costruito ad arte. Che siano più o meno intelligenti mi pare una questione sciocca, poco intelligente…
    **
    2) Quello che tu chiami “questo pezzo” si chiama primo comma dell’art. 3. Lo conosco benino. Ma… Cosa c’entra? Tutti sono uguali significa che li devi trattare in modo uguale e devi anche (secondo comma) agire in modo che effettivamente siano uguali.
    Non vedo come il primo comma possa mettere in discussione il mio ragionamento.

  • http://www.facebook.com/fatti.miei.77 Irmao Velho De Uberaba

    in Italia ci sono 7 canali nazionali, un candidato alla presidenza ne
    controlla 3 e mezzo (mediaset e rai1 fino a che è stato in carica. vedi
    i comizi di scodinzolini, sgarbi, ferrara, vespa). lo stesso
    candidato controlla almeno 3 quotidiani a tiratura nazionale (libero,
    ilgiornale, il foglio) e tu stai qui ad arrampicarti sugli specchi
    dicendo che sono cose vecchie e non vere, facendo per di più la figura del pirla??? e poi vi lamentate se l’Italia vi considera dei
    mentecatti???

    ma nasconditi nella prossima edizione del grande fratello, poveretto….

  • http://www.facebook.com/fatti.miei.77 Irmao Velho De Uberaba

    1) negli usa esistono CENTINAIA di canali nazionali, non 7. se un candidato ne controlla 3 su 7 mi sembra ci sia una bella differenza.

    2)il proprietario di fox network non ha fondato un partito con cui candidarsi alle elezioni

    ci arrivi o devi continuare a fare la figura del fesso???

  • ormazad

    Guarda che non è che fra ” pensi x perché sei meno intelligente di me” o ” pensi x perché sei meno informato di me” ci sia poi questa gran differenza.
    Il primo comma vuol dire che il contadino analfabeta senza televisione e internet è uguale al professore universitario ossia entrambi hanno 1 voto a disposizione che ha pari dignità e le opinioni personali su abbagliamenti vari contano zero.

    A proposito di sondaggi: quelli di Berlusconi del 2006 che lo davano alla pari con Prodi erano farlocchi o reali ???

  • maragines

    Mi pare preoccupante non distinguere l’intelligenza dal sapersi informare. Io trovo ci sia una grande differenza, ma lo trova anche la costituzione: non possiamo fare diventare tutti intelligenti (l’eugenetica è per fortuna in ribasso) ma la Repubblica ha l’obbligo di consentire a tutti di essere informati liberamente e consapevolmente.

  • ormazad

    OK .
    Io guardo tutti i giorni TG4 e Studio Aperto e leggo religiosamente Il Giornale , Libero e La Padania. Tu o chiunque altro chi siete per dire che non sono informato ??

  • maragines

    ormazad: è per te imbarazzante, ma puoi stare al posto seduto buonino, il legislatore ed io non pensavamo a te quando emanavamo o cercavamo di spiegare il senso della norma. Da bravo, torna al posto e ricomincia a leggere La Padania, non era a quello che io pensavo, ben pochi sono così idioti da confondere “non informato” con “informato in un modo che non piace a me”.
    Tranquillo, stai seduto e rilassati con una canzone cantata da Emilio Fede.

  • ormazad

    Benissimo.
    Mi dai di grazia la tua definizione di “non informato” ??