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I vincitori del World Press Photo 2013
— Cultura

I vincitori del World Press Photo 2013

Tutte le foto scelte oggi ad Amsterdam dal più importante premio mondiale di fotogiornalismo

15 febbraio 2013

Sono stati assegnati oggi i premi del World Press Photo of the Year, considerato il premio fotogiornalistico più importante al mondo. Ogni anno una giuria internazionale si riunisce a Amsterdam e sceglie alcune delle fotografie migliori scattate nell’anno precedente.  Il premio è organizzato dalla fondazione olandese World Press Photo dal 1955 e quest’anno è stato presieduto da Santiago Lyon, statunitense, vicepresidente e direttore della fotografia per l’agenzia Associated Press. Da tre anni esiste anche un concorso multimediale, 2013 Multimedia Contest e il presidente quest’anno è Keith W. Jenkins, che si occupa di premiare lavori e ricerche nell’ambito del giornalismo visuale e del documentario narrativo.

Il vincitore dell’edizione 2013 è il fotografo svedese Paul Hansen, che lavora per il giornale Dagens Nyheterper. La fotografia scelta è stata scattata a Gaza il 20 novembre 2012 e mostra un gruppo di uomini che traportano i corpi di due fratelli (Suhaib Hijazi, due anni, e Muhammad, tre anni), attraverso una strada di Gaza. I due bambini sono morti perché un missile israeliano ha colpito la loro casa. Vengono portati alla moschea per al funerale, mentre il corpo del padre viene trasportato dietro il corteo di uomini su una barella.

(attenzione: alcune fotografie sono piuttosto forti)

La giuria cambia ogni anno e i criteri per assegnare il riconoscimento principale, la Press Photo of the Year, sono dichiarati nel sito della fondazione che spiega che l’immagine vincitrice «non solo è la sintesi fotogiornalistica dell’anno, ma raffigura un evento o una situazione di grande rilievo giornalistico raccontandoli in un modo che dimostra sensibilità visiva e creatività». Le categorie del World Press Photo riguardano notizie generali, eventi o fatti particolari, tematiche contemporanee, la vita quotidiana, il ritratto (in posa, nei luoghi), la natura, lo sport e includono lavori di una singola immagine o racconti più complessi. Il premio per la Press Photo of the Year è di 10.000 euro, i premi di categoria sono di 1.500 euro per ciascuna foto o serie di foto.

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  • Giovanni Faga

    Ormai non riesco più a guardarle. Mi si chiude lo stomaco e mi viene il nervoso. Forse devi essere avvezzo, o giovane, o senza figli. Io non rientro in nessuna delle tre categorie. Passo.

  • http://www.facebook.com/surace Marco Surace

    condivido il commento. Ma sono drammatiche le prime, le ultime sono belle e piacevoli

  • CuccurulloPaloma

    tutte molto toccanti, e sottoscrivo il commento di giovanni qui sopra, anche se – forse – sono più giovane di lui.
    la foto 14 però (la bambina che legge in mezzo alla discarica) mi ha colpito più di tutte.

    sulla foto 40 (la prostituta nigeriana a Roma) a questo link l’intero notevole reportage:
    http://www.paolopatrizi.com/index.php?/projects/migration/

  • Fulvio Spada

    molto interessante anche il testo di presentazione, grazie per la segnalazione.

  • Iorek

    Dio santo, Wounded baby (general news, secondo premio) mi ha fatto praticamente piangere.

    Queste foto dovrebbero essere diffuse piú efficaciemente. rappresentano tutto ció che dovrebbe interessarci come esseri umani altro, altro che papi e festival.

  • http://www.facebook.com/gjackgiudici Giacomo Jack Giudici

    la foto vincitrice è talmente buona da sbriciolare la retorica in cui rischierebbe di cascare

  • Alp Kunkar

    Quando finirà questa atrocità

  • danpro

    Intervenire sul Post sta diventando una fatica immane: avete la mia mail, la mia password e non bastano. Adieu

  • deggio

    Non sono proprio un esperto ma non capisco perche’ la prima foto, bellissima, e’ stata ritoccata cosi’ pesantemente. Sembra finta. Sono certo che non lo e’, ma non capisco perche’ dargli quella patina da quadro. Le luci e i contrasti delle altre sembrano molto piu’ naturali.

  • micro_Firenze

    Sono un grande appassionato del World Press Photo, che inseguo anche nelle mostre, ma non ricordo un annata così drammatica, nonostante guerra e disperazione fossero sempre presenti. Non so giudicare se dipenda dai fotografi, dalla giuria, dalla nostra sensibilità occidentale, ormai satura…
    La storia di madre e figlia ustionate con l’acido in Iran e aiutate dai compaesani mi ha commosso, per tacere della difficoltà di soffermarsi su molte altre.

    ps: ma quanti fotogiornalisti sono riuscito ad andare in Siria!!? E’ decisamente il nuovo “must be there” per chi documenta i conflitti…il nuovo Libano…

  • http://twitter.com/pierfracentonze lagiovaneeuropa

    una vasta e incisiva panoramica sui fatti del mondo!