Siamo uomini o toporagni

Una ricerca ha identificato l'antenato di tutti i mammiferi placentati sulla Terra, ed è un quadrupede più simile a un ratto che a una scimmia

Insieme con un gruppo di colleghi, la paleontologa Maureen A. O’Leary dell’Università di Stony Brook (New York, Stati Uniti) ha condotto una lunga e complessa ricerca per identificare, su basi statistiche, l’antenato di tutti i mammiferi placentati oggi esistenti sulla Terra. L’animale in questione è un piccolo quadrupede simile a un ratto (non poi così diverso da Scrat dell’Era Glaciale) che ebbe un’evoluzione relativamente rapida poco dopo la scomparsa dei dinosauri dal nostro pianeta.

I mammiferi placentati sono quegli animali, come noi, le cui femmine ospitano gli embrioni nel loro addome e che nutrono il feto attraverso la placenta, l’organo temporaneo specializzato che riveste l’utero durante la fase della gravidanza. Si stima che oggi al mondo esistano almeno 5mila diverse specie di mammiferi placentati, dai minuscoli e leggeri pipistrelli alle enormi balene che vivono nei nostri oceani. In natura esistono anche mammiferi che depongono uova o che conducono una gravidanza “esterna”, come nel caso dei marsupiali.

La ricerca di O’Leary è stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista scientifica Science. Fino a ora si sapeva che i mammiferi esistevano già ai tempi dei dinosauri, ma che iniziarono a diversificarsi in maniera rilevante solamente dopo l’estinzione dei grandi rettili, probabilmente a causa dell’impatto di un asteroide. Le testimonianze che abbiamo dei mammiferi placentati – cioè i fossili – risalgono a un periodo successivo alla scomparsa dei dinosauri, ma analisi del DNA condotte su alcune specie viventi di oggi suggeriscono che questo tipo di mammiferi esistesse già circa 100 milioni di anni fa, e quindi decine di milioni di anni prima dell’estinzione di massa.

Sulla base di queste conoscenze e di altre ricerche precedenti, O’Leary ha ricostruito l’albero genealogico dei mammiferi placentati utilizzando dati e informazioni ricavati da un ampio numero di specie, viventi od ormai estinte. Sono state identificate 86 specie e per ciascuna di queste sono state valutate circa 4.500 caratteristiche. I ricercatori hanno selezionato animali che rappresentano tutti i principali gruppi cui appartengono i mammiferi placentati, e che variano tra loro a seconda delle dimensioni, della lunghezza e del colore del peso, per forma e per struttura ossea. Altri dati messi a confronto sono state le informazioni genetiche dei diversi animali. Naturalmente per le specie viventi i ricercatori hanno potuto fare affidamento su un numero più consistente di dati, mentre per le specie estinte quasi esclusivamente sulle informazioni derivanti dai loro fossili.

Secondo O’Leary e colleghi, l’antenato di tutti i mammiferi placentati che popolano la Terra iniziò a evolversi meno di 400mila anni dopo l’estinzione di massa dei dinosauri, che avvenne circa 65 milioni di anni fa. Si ipotizza che fosse in grado di arrampicarsi sugli alberi come uno scoiattolo, che si nutrisse di insetti e che avesse un peso tra i 6 e i 245 grammi, quindi dimensioni di un piccolo toporagno e di un ratto. Era ricoperto da una fitta pelliccia, aveva una coda lunga e aveva un cervello complesso, con due emisferi messi in comunicazione dal corpo calloso (come quello di molti mammiferi dei giorni nostri, noi compresi). È bene ricordare che queste informazioni sono ricavate da una ampissima e complessa analisi statistica e che, a oggi, non è stato trovato un fossile che confermi le effettive caratteristiche dell’antenato comune dei mammiferi placentati.

Il periodo dopo la scomparsa dei dinosauri fu fondamentale per la riproduzione, la diversificazione e l’evoluzione di migliaia di specie di mammiferi. In un tempo relativamente breve, circa 200mila anni, comparvero almeno 10 distinti grandi gruppi di mammiferi placentati.

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