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  • martedì 22 gennaio 2013

10 cose dal discorso di Obama

Dal riscaldamento globale all'occasione storica offerta dalla fine della crisi, dai diritti di gay e lesbiche al sostegno alla democrazia: i passaggi più importanti

Di solito è durante il discorso sullo stato dell’Unione, rivolto una volta l’anno al Congresso, che i presidenti americani delineano la loro visione politica e le loro intenzioni per l’anno a venire. Una volta ogni quattro anni, però, il discorso sullo stato dell’Unione viene scavalcato in importanza dal discorso di insediamento, che di solito guarda ancora più lontano, si tiene a distanza dalla concretezza dei temi politici quotidiani ma individua le sfide che, secondo il presidente di turno, gli Stati Uniti dovranno affrontare sul lungo termine. La lettura del discorso di Obama – e dei 10 passaggi più significativi, tradotti di seguito – chiarisce bene qual è la sua visione per i prossimi anni: gli americani hanno un’occasione storica per cambiare la realtà e renderla più vicina ai loro ideali, complice la fine di questo decennio complicatissimo, ma potranno farcela solo lavorando insieme, fedeli al contenuto della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti.

Nessuna verità si realizza da sola
«Quello che ci rende eccezionali – che ci rende americani – è la nostra fedeltà a un’idea messa per iscritto in una dichiarazione fatta più due secoli fa: “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, e fra questi la vita, la libertà e la ricerca della felicità”. Oggi proseguiamo questo viaggio infinito per colmare la distanza tra il significato di queste parole e la realtà del nostro tempo. La storia ci dice che per quanto queste verità possano essere di per sé stesse evidenti, non si sono mai realizzate da sole; che per quanto la libertà sia un dono di Dio, dev’essere creata e protetta dalle Sue persone qui sulla Terra».

Insieme
«Non abbiamo mai abbandonato il nostro scetticismo nei confronti delle autorità centrali, né abbiamo creduto alla favola per cui tutti i mali di una società possono essere risolti semplicemente dal governo. Ma sappiamo che nessuno da solo può addestrare tutti gli insegnanti di matematica e scienze di cui avremo bisogno per dare ai nostri figli gli strumenti per affrontare il futuro, o costruire le strade e le reti e i laboratori di ricerca che porteranno nuovi posti di lavoro e nuove imprese. Oggi più che mai dobbiamo fare queste cose insieme, come una sola nazione e un solo popolo».

Più in alto
«Dobbiamo sfruttare nuove idee e nuove tecnologie per ricostruire il nostro governo, rinnovare il fisco, riformare le scuole, dare modo a chi ha talento di lavorare di più, imparare di più e arrivare più in alto. Ma se i mezzi possono cambiare, l’obiettivo rimane uguale: una nazione che riconosca gli sforzi e la determinazione di ogni singolo cittadino. Questo è quello di cui abbiamo bisogno, questo ci è richiesto da questo momento. Questo è ciò che darà vero significato al nostro credo».

Siamo fatti per questo momento
«Queste generazione di americani è stata messa alla prova da crisi che hanno rafforzato la sua determinazione e messo alla prova la sua risolutezza. Un decennio di guerra sta finendo. La ripresa economica è iniziata. Le nostre possibilità sono illimitate, visto che possediamo tutte le possibilità richieste da questo mondo senza frontiere: gioventù e guide, diversità e apertura, un’infinita capacità di rischiare e un dono per l’invenzione. Cari americani, noi siamo fatti per questo momento e non ce lo faremo scappare, lo coglieremo, finché lo faremo tutti insieme».

Non dobbiamo essere d’accordo su tutto
«Rispettare i nostri documenti fondativi non significa che dobbiamo essere d’accordo su ogni sfumatura della vita. Non significa che dobbiamo definire tutti la libertà nello stesso esatto modo o che dobbiamo seguire la stessa strada verso la felicità. Il progresso non ci obbliga a risolvere dibattiti durati secoli sul ruolo del governo una volta per tutte, ma ci chiede comunque di agire nel nostro tempo».

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