• Mondo
  • Martedì 11 dicembre 2012

Le proteste di martedì in Egitto

Sono state organizzate manifestazioni in vista del referendum costituzionale, al Cairo nove persone sono rimaste ferite negli scontri

An Egyptian army tank is deployed near the presidential palace in Cairo as opposition supporters and people walk by on December 10, 2012. President Mohamed Morsi has ordered Egypt’s army to “cooperate” with police and given it powers of arrest until the results of a referendum to be held this weekend, according to a decree obtained by AFP. AFP PHOTO/GIANLUIGI GUERCIA (Photo credit should read GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images)

An Egyptian army tank is deployed near the presidential palace in Cairo as opposition supporters and people walk by on December 10, 2012. President Mohamed Morsi has ordered Egypt’s army to “cooperate” with police and given it powers of arrest until the results of a referendum to be held this weekend, according to a decree obtained by AFP. AFP PHOTO/GIANLUIGI GUERCIA (Photo credit should read GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images)

Aggiornamento 19.00
Nel pomeriggio sono continuate in tutto il paese le manifestazioni, sia da parte degli oppositori del presidente Morsi che da parte dei Fratelli Musulmani. Dopo alcune ore di assedio, al Cairo gli uomini della guardia repubblicana hanno eretto delle barriere per sbarrare l’accesso al palazzo presidenziale. Un gruppo di manifestanti è però riuscito a scavalcarne una, costringendo i soldati di guardia a indietreggiare verso il palazzo. Fino ad ora non ci sono stati nuovi scontri violenti.

Aggiornamento 13.00
Ci sono stati già diversi scontri nei pressi di piazza Tahrir e almeno nove persone sono rimaste ferite: alcuni uomini mascherati avrebbero sparato contro gli oppositori del presidente Morsi. Secondo alcuni testimoni sarebbero state lanciate anche delle bombe molotov.

***

Nella giornata di oggi in Egitto sono previste diverse manifestazioni di protesta in vista del referendum di sabato 15 dicembre sulla nuova Costituzione. I gruppi di opposizione, contrari alla nuova carta per la forte influenza dei Fratelli Musulmani nell’elaborazione del testo, hanno indetto una grande manifestazione davanti al palazzo presidenziale. In risposta i Fratelli Musulmani hanno organizzato una contro manifestazione, nelle stesse ore, per sostenere il presidente e il referendum. Il “Fronte di salvezza nazionale”, che riunisce le principali formazioni dell’opposizione egiziana, ha dichiarato che “fare un referendum ora vuol dire spingere il paese verso un’ondata di violenze”.

Per cercare di arginare le proteste e mantenere l’ordine pubblico, il presidente Morsi ha dato poteri straordinari all’esercito sino al prossimo 15 dicembre. I militari che proteggono gli edifici governativi avranno il diritto di arrestare i civili. Gli oppositori vedono questa scelta come un ritorno al regime militare e continuano a chiedere lo stop del referendum costituzionale: in queste ore stanno decidendo se invitare gli egiziani a boicottare la consultazione o a votare in massa “no”. Morsi è però deciso ad andare avanti e la settimana scorsa, per andare incontro ad alcune delle richieste dell’opposizione, ha revocato il decreto del 22 novembre con cui si era attribuito poteri assoluti ma ne ha approvato un altro che, pur annullando il rafforzamento dei suoi poteri in caso di emergenza nazionale, ribadisce l’inappellabilità delle sue dichiarazioni costituzionali.

Le critiche più forti al nuovo testo costituzionale riguardano soprattutto la sua impronta fortemente religiosa:  i Fratelli Musulmani hanno influenzato molto la stesura del testo, di stampo islamista e ispirato alla Sharia, andando contro posizioni più laiche e liberali e non garantendo adeguatamente i diritti delle donne e le libertà personali, secondo l’opposizione. I Fratelli Musulmani hanno organizzato una protesta, tra le varie previste per la giornata di oggi,  davanti al “Media Production City” del Cairo per contestare alcuni giornali e canali televisivi considerati blasfemi e anti islamici. Sabato i giornalisti della tv pubblica avevano protestato e denunciato le pressioni subite dai Fratelli Musulmani vicini al ministero dell’Informazione.

foto: GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images