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Il mercato dell'auto a secco
— Economia

Il mercato dell’auto a secco

Che cosa dicono, marchio per marchio, i dati sulle immatricolazioni: l'intero settore arretra da 12 mesi consecutivi, le cose vanno male anche in Germania

16 ottobre 2012

Oggi l’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) ha diffuso i dati sulle registrazioni di nuovi veicoli in Europa e i numeri continuano a essere poco incoraggianti, come minimo. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno, quello del 2012 si è chiuso con il 10,8 per cento di auto registrate in meno. È il dodicesimo mese consecutivo di declino e questo dimostra quanto le principali case automobilistiche europee stiano soffrendo gli effetti della crisi, che tra le altre cose rendono più difficile l’acquisto di nuove auto. Da inizio anno a fine settembre, il numero di nuove auto immatricolate è sceso del 7,6 per cento.

Il dato peggiore è stato rilevato in Spagna, dove rispetto a un anno fa sono state registrate il 36,8 per cento di auto in meno. Il paese è in seri guai a causa della crisi economica e della fine della bolla immobiliare, che negli scorsi anni aveva portato a una rapida crescita. Il governo spagnolo ha chiesto e ottenuto aiuti dall’Unione Europea per salvare il proprio settore bancario ed evitare una crisi ancora più grave. Sono state anche adottate nuove severe misure di austerità e con l’aria che tira i consumi si sono ridotti, specialmente su beni costosi come le automobili.

Anche nel nostro paese le cose non vanno bene e il mercato delle automobili ha registrato, sempre rispetto a settembre 2011, una riduzione pari al 25,7 per cento. Si sono vendute il 10,9 per cento di auto in meno in Germania e il 17,9 per cento in meno in Francia. L’unico paese in cui si è registrato un aumento di vendite è il Regno Unito con un aumento dell’8,2 per cento. Il paese non è stato certo immune alla crisi economica, ma negli ultimi tempi ha iniziato a dare primi segnali di ripresa.

I singoli produttori europei di automobili continuano comunque a essere in difficoltà, con molte case che hanno deciso di ridurre la produzione o di sospenderla in alcuni stabilimenti a causa della bassissima domanda. Il Gruppo FIAT, che controlla i marchi da FIAT a Jeep passando per Alfa Romeo, ha avuto il 18,5 per cento in meno di immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Alfa Romeo è il marchio con la maggiore riduzione, pari al 35,5 per cento, mentre se l’è cavata meglio (o meno peggio) Fiat al -15,5 per cento.

Come ricordano anche su Bloomberg, negli ultimi tempi FIAT ha ridotto sensibilmente la propria produzione, ricorrendo a turni ridotti e sospensioni dell’attività lavorativa in alcuni stabilimenti. Nel 2009 la società produsse 650mila veicoli, quest’anno si fermerà a 420mila e secondo gli analisti faticherà a piazzare tutte le nuove auto prodotte. La società ha anche rinunciato al suo progetto di investimenti Fabbrica Italia, che sulla carta avrebbe dovuto portare alla produzione nel nostro paese di 1,4 milioni di autoveicoli entro il 2014. Il piano è stato rivisto e FIAT ha tagliato la spesa di circa 500 milioni di euro quest’anno in Europa per risparmiare denaro, puntando sulla maggiore ripresa del mercato dei suoi marchi negli Stati Uniti.

Tra le case automobilistiche europee se l’è cavata meglio della concorrenza il Gruppo Volkswagen con una riduzione pari all’8 per cento. Nei mesi scorsi la società era stata criticata da Sergio Marchionne, che oltre a essere amministratore delegato FIAT è anche presidente di ACEA, per la politica dei prezzi bassi adottata per mantenere alto il livello delle vendite. A luglio Marchionne disse che la società tedesca aveva “fatto un bagno di sangue sui prezzi e sui margini”.

Il produttore francese Renault ha visto la riduzione più marcata di immatricolazioni. È a -29,5 per cento l’intero Gruppo con un dato ancora più negativo per il singolo marchio di Renault, a -32,5 per cento. Le cose sono andate meglio per il suo altro marchio, Dacia, che vende automobili più economiche e che si è fermato a -14,4 per cento. Renault ha effettuato meno sconti rispetto alla concorrenza e questo ha influito sull’andamento delle vendite. La società è ora impegnata nel lancio del suo ultimo modello di Clio, con cui confida di recuperare terreno nei confronti della concorrenza.

Le cose non vanno meglio per l’altro produttore francese PSA Group, che raccoglie Peugeot e Citroen. La riduzione nelle immatricolazioni è stata contenuta (-8,1 per cento), ma la società ha grandi problemi finanziari e ha avviato un piano di vendita di alcuni settori non essenziali, per fare cassa. Ha anche avviato un confronto con il governo francese, che vuole evitare la chiusura di uno stabilimento e il taglio di diverse centinaia di posti di lavoro.

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  • brad

    Dal punto di vista della decrescita felice e della sostenibilità, non è una cattiva notizia. A meno che per ogni auto nuova non si imponga la rottamazione simultanea di quella vecchia, in tal caso si avrebbe un guadagno di efficienza.
    Se FIAT si riconvertisse verso la produzione di bus elettrici, treni a levitazione magnetica et similia, forse si salverebbe e contribuirebbe a salvare il pianeta. Deve passare da vendere auto ad assicurare mobilità sostenibile. Si chiama Solution Selling.

  • lapid

    Da notare Kia che fa il +20%.

  • leonardomonaco

    Da notare che oltre alle auto molto economiche anche Land Rover ha fatto una crescita del 40%!!!!
    Anche il marchio Jeep del 17,5% come sempre ci sono più poveri ma anche più ricchi…

  • laurensdegraaf

    @LEONARDOMONACO
    notavo anche io questo aspetto, a conferma che la classe media è quella che soffre di più e con essa i costruttori che per decenni hanno costruito le loro fortune su questa fascia. Non a caso VW ha annunciato che nel prossimo futuro lancerà in Europa un brand da hard discount praticamente.
    Comunque, a parte le migliaia di persone che lavorano nell’automotive, non vedo tutto ‘sta tragedia nella demotorizzazione, dell’Italia soprattutto.

  • Luigi Muzii

    Renzi li ha visti i dati? E Ferrara? E tutti quelli che si sono spellati le mani ad applaudire Marchionne? Dico, nel gruppo FIAT, i marchi che perdono di più sono quelli che dovevano crescere di più. Secondo lui… Guarda a VW? E perché non a BMW e a Jaguar?

  • lorenzo72

    @laurendesgraaf
    io dico che in Italia, direttamente o indirettamente, FIAT dà lavoro a diverse centinaia di migliaia di persone.
    ergo si tratta di una tragedia, comunque si veda l’auto.

  • zooei

    Ma perché la gente dovrebbe comprare auto? Anche se l’economia andasse bene, intendo. Il futuro sono mezzi pubblici o comunque soluzioni (eco)sostenibili, come altri lettori già hanno sottolineato. Non faccio fatica a credere che crescano le vendite di auto di fascia alta: una macchina come si deve per ogni famiglia – e basta.

  • laurensdegraaf

    @LORENZO72 allora c’è qualcosa che non va nel sistema Italia. L’ho detto, mi dispiace per le migliaia di persone coinvolte ma non è che possiamo girare con 3 macchine a testa per mantenere posti di lavoro. I numeri in Italia sul parco circolante è fuori di logica e crea ingenti danni sociali. L’auto è un concetto superato, antieconomico. Prima ce ne rendiamo conto, e facciamo qualcosa, meglio è per tutti, pure per quelli che con l’auto ci mangiano. E lo dico da appassionato di motori.

  • feamarth

    @LORENZO72

    Nulla in confronto alla tragedia di chi ha perso il lavoro perchè consegnava lettere di carta e ora si spediscono le e-mail … ah no … non è successo nulla, forse perchè si sono riconvertite le aziende (vedi posteitaliane).

    Confermo il commento di BRAD(14:19) si tratta di diversificare il concetto di mobilità, non di trovare i soldi pubblici per far continuare a comprare 2,3 auto a famiglia (vedi incentivi).
    Se la FIAT lo fa bene, se no il governo ignori Marchionne e chiami un imprenditore che abbia progetti per l’Italia e che converta le nostre fabbriche e soprattutto le nostra mobilità.

    Detto questo mi spiace per gli operai, ma alla storiella del lavoro da operaio garantito a vita non ci hai mai creduto nessuno e dagli anni 70 in poi nessuno può sostenere che in Italia non vi sia stata possibilità di ascesa sociale.

  • ragnoinbagno

    @ Zooei: sono d’accordo con te. L’auto ha fatto il suo tempo, punto, e si mettano il cuore in pace i motoristi per forza.
    @ Lorenzo72: ma non si può preservare un’industria che ha fatto il suo tempo solo perchè “dà lavoro a migliaia di persone”. L’Olivetti non è stata a lamentarsi che nessuno comprava più macchine da scrivere, anzi, era all’avanguardia già con i computer negli anni ’60, poi ha fatto qualche passo falso ma la direzione era ben chiara. Si possono riconvertire queste forze lavoro: energie rinnovabili, produzione di mezzi pubblici, produzione di automobili destinate al car sharing o al noleggio a lungo termine (se levassero le limitazioni per i soli detentori di partita iva o dipendenti, questa potrebbe essere una soluzione conveniente per molti a metà tra la macchina propria e non averne neanche una)…. idee e possibilità ce ne sarebbero, manca il coraggio e l’umiltà di riconoscere quando c’è bisogno di cambiare strada.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @brad: si chiama innovare quel che dici e noi, in Italia, non siamo *più* in grado forse… sono perfettamente d’accordo con te, ma perché un imprenditore dovrebbe fare, in Italia, i treni a levitazione magnetica se non si riesce neanche a fare una metropolitana decente in città che ne avrebbero bisogno? E sugli autobus, come non darti ragione, ma perché la Fiat sta pensando di chiudere la Irisbus? Il nostro problema (intendo come Sistema Italia e scusate il termine terrificante) è che non c’è, in vista, una classe imprenditoriale/manageriale all’altezza, presi come siamo a difendere l’orticello delle imprese familiari. Intanto i Coreani ci fanno le scarpe nell’automotive con KIA e Hyundai che crescono tanto (togliendo quote a Fiat e altri produttori) con macchine che non sono evidentemente così brutte.

  • rand

    @zooei, sarò un motorista per forza, ma a me guidare le macchine da piacere in sè. inoltre prima di ‘abolire’ o ridurre le macchine si dovrebbe prima investire in infrastrutture alternative e fare in modo che i mezzi pubblici consentano di andare velocemente dal punto A (casa ad esempio) al punto B (lavoro).
    io vivo vicino Roma, e con la macchina (quando non c’è traffico) in 20 minuti sono al lavoro. Se dovessi prendere i mezzi ci impiegherei comunque non meno di un’ora dovendo cambiarne 3.
    con l’ulteriore considerazione che alcuni mezzi pubblici hanno frequenze di passaggio inferiori dopo una certa ora, quindi se poi uno fa tardi in ufficio rischia di dover attendere più a lungo alla pensilina dell’autobus.

  • http://blogghetto.org michelelan

    Le auto elettriche? La Fiat dovrebbe investire su un’auto che costa 40.000€ e fa di autonomia massima 120 km? Voi la comprereste? Bella fin che vuoi, impatto zero finchè vuoi, ma quanti di voi ce l’hanno in garage?

  • RandolphCarter

    da notare che FIAT quest’anno ha inaugurato due nuovi stabilimenti, in Serbia e Russia.

  • brad

    @Rand, nel tuo commento manca un’altra componente che in questo Paese non viene tenuta in considerazione. Magari non è il tuo caso, ma con rete veloce, virtualizzazione delle procedure e video-conf alla portata di tutti, si può anche lavorare da casa e questo vale per milioni di persone potenzialmente. Idem per altre incombenze, quando vedo la fila alle Poste per pagare qualcosa per la quale basterebbe uno smartphone o se penso che 15 anni fa lasciavo l’auto in doppia fila per chiedere l’estratto conto in banca, mi rendo conto che una seria Agenda Digitale è ormai una direzione irrinunciabile.

  • rand

    per chi nota il forte aumento della Kia, c’è da tener presente che recentemente sono state modificate le regole sull’importazione di auto dalla Corea. Questo è tra l’altro uno dei punti toccati la settimana scorsa da Marchionne quando parlava di rivedere gli accordi (ed era più o meno su tutti i giornali).
    Certo che le macchine coreane al momento attirano l’attenzione di molti europei perchè anche se non belle esteticamente o raffinate come le europee, hanno comunque buona/ottima qualità e costano molto meno delle altre.

  • danpro

    Come spesso accade, ognuno legge i numeri come vuole. A parte il fatto che erano già usciti due settimane fa i numeri sulle vendite nei primi 8 mesi dell’anno (gennaio-settembre, vedi dati UNRAE), il trend è analogo a quello della fine del 2011 e dei primi mesi 2012. Necessarie alcune precisazioni. Per esempio il gruppo coreano Hyundai-Kia ormai contende da almeno un anno a Toyota e VW i primi posti della produzione internazionale e Hyundai-Kia nei primi 8 mesi del 2012 registra un sonante +29,3%. Qualcuno dirà: anche JaguarLandRover sono al + 31%. Già, ma con 92.763 vetture costruite contro le quasi 600mila del gruppo coreano (i confronti non si possono fare solo con le percentuali). Perdono poco i marchi di lusso come Mercedes e Bmw,stabile Toyota (ma con quasi 200mila vetture in meno rispetto a Hyundai-Kia). E si potrebbe continuare. Singolare Feamarth: per la Fiat”il governo chiami un imprenditore…”. Non ho capito: è il governo che decide chi è a capo di una azienda privata? Forse c’è un pò di confusione (anche sugli appoggi del governo alla Fiat c’è un pò di confusione: ai tempi dell’Avvocato, eccome; dal 2004 non più).
    Se si osservano bene i dati si vede che i segni + sono quasi sempre accanto alle auto più costose sul mercato.
    Nell’articolo sui dati (quello sul quale commentiamo) c’è una piccola svista: il famoso progetto Fabbrica Italia (un piano strategico ipotizzato tra fine 2010 e inizio 2011) era già stato messo in un cassetto UN ANNO FA, con tanto di comunicazione ufficiale alla Consob e pubblicato sui giornali. Ma, chissà perchè, molti (a cominciare da Landini/Fiom) l’hanno scoperto qualche settimana fa.
    Brad rivela che con la Solution Selling si risolvono i problemi: bus elettrici e treni a LIEVITAZIONE MAGNETICA. Caro Brad, le soluzioni miracolose non nascono dalla magìa ma da ricerca scientifica e sperimentazione, roba costosa e che porta via molto tempo. Si è mai chiesto come mai le pur tanto propagandate auto elettriche non sono ancora in vendita ma solo “in affitto” (e ad alto prezzo)? Figuriamoci un autobus: ci stanno lavorando (la soluzione del problema della rottamazione delle batterie agli ioni di litio è di là da venire), ma darlo per soluzione sostitutiva a breve ce ne corre. Sui treni a lievitazione magnetica -intesi come soluzione nel breve periodo, siamo nella fantasia.
    Ultima osservazione a Giaimeddu: conosce il costo del lavoro nelle officine meccaniche in Europa e in Corea? Mi creda: c’è una bella differenza.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @danpro: Posto che Hyundai ha 3 fabbriche tra Repubblica Ceca, Russia e Turchia dove, presumo, produce le auto che vende in Europa visto che nel 2011 vi ha prodotto 481 mila vetture (non so quali, mi perdoni). Se il problema è il costo del lavoro, allora, temo che non ci sia niente da fare. Comunque i coreani ci fanno le scarpe a prescindere dal costo del lavoro.

  • lorenzo72

    @LAURENSDEGRAAF, FEAMARTH, RAGNOINBAGNO
    ma io manco ce l’ho l’auto, ho un abbonamento al car sharing e una bici pieghevole. ergo figurarsi quanto sostengo l’acquisto (tantomeno “compulsivo”) d’auto.
    sono molto d’accordo con l’idea che occorra sfruttare il mezzo pubblico.
    detto ciò, esistono ancora mercati aperti, ed esiste la possibilità di acquisire quote di mercato a scapito dei concorrenti, e mi piacerebbe che fiat lo facesse, perché in Italia Fiat è ancora importantissima.

  • lorcio

    E’ forse ancor più interessante dei dati apprendere dai commenti quante persone siano esperte del mercato delle auto ed abbiano pronte soluzioni in grado di risollevare le sorti di Fiat.

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    No, infatti non è una tragedia, basta che le aziende si mettano il cuore in pace ed inizino a progettare e costruire auto più sostenibili.
    Poi ovvio che non basta solo quello, servono anche politiche volte ad invertire la tendenza di disuguaglianza economica, perchè non serve a nulla se poi chi se le può permettere è sempre quel 1%… che pensa più ai Land Rover a quanto pare che all’ambiente ed al prossimo.
    La vita sarà più comoda per tutti e si avranno meno problemi quando l’uomo la smetterà di sfruttare il prossimo.

  • http://blogghetto.org michelelan

    L’unico modo di sollevare FIAT è abbassare di 1/3 le tasse sulle buste paga… Così le FIAT costerebbero quanto dovrebbero costare e “svernicerebbero” le Kia, che fanno schifo, ma costano poco :P

  • sire

    @michelan: più o meno è il senso di una recente proposta di squinzi e confindustria. però nel caso specifico di fiat a me qualche dubbio rimane: se riducono le tasse sul reddito da lavoro dipendente in italia e loro continuano a farle in serbia perchè costa comunque di meno?

  • melkizedek

    Che l’auto sia inutile non lo pensano di sicuro i clienti di quell’altro marchio di VW (Porsche), non so se avete notato il +2199,4% (!) dal 2011 al 2012.
    Ok è una provocazione, i numeri sono piccolissimi, ma neanche esageratamente se si confrontano con la produzione 2012 di Alfa Romeo.

  • Ryoga

    Nel leggere i numeri, attenzione che le auto del segmento premium sono le uniche che si riescono ad esportare nei segmenti emergenti.
    In secondo luogo, molti di questi numeri dipendono dai mercati di riferimento: se il mercato italiano crolla, Fiat crollera’ con esso, cosi’ come Renault e Peugeot sono legati al mercato francese.
    Questi sono risultati di strategie di lungo periodo, non troppo correlati alle scelte degli ultimi anni.

  • zooei

    @rand, @brad
    sono d’accordo, il discorso fila meglio quando i mezzi pubblici funzionano. dove lavoro io (non in italia), solo le famiglie con figli hanno UNA macchina (un BMW, un Porsche, un Land Rover – a onor del vero…), gli altri bici + car sharing + treno/bus. La macchina qui è un oggetto di lusso, certo non serve per spostarsi in città! Il 100% dei miei colleghi viene al lavoro coi mezzi pubblici, capo compreso, e direi che ca. 3/4 del gruppo abita a tra i 20 e gli 80 km di distanza dall’ufficio!

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    Scusate, ma gli other di VW sono solo la Porsche? Sono state vendute più di 35.000 porsche in 9 mesi contro le 1.500 dell’anno scorso? Mi sembra molto strano…

  • RandolphCarter

    da questi dati si desume l’assoluto disinteresse degli acquirenti di auto per i temi ambientali.
    @melkizedek
    penso che sia una distorsione dovuta all’acquisizione di Porsche da parte di Volkswagen quest’anno…

  • RandolphCarter

    @giaimeddu
    Per me dai 2011 al 2012 si è aggiunta Porsche a Bentley, Lamborghini e Bugatti

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @randolphcarter: grazie, così ha molto più senso!

  • mago

    ma il car-sharing, non è antigienico?

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=604139496 Michele Campus

    intanto però, il più pagato di tutti è il sig. Marchionne. E la Fiat non è di certo quella che sta meglio…

  • http://www.facebook.com/fabio.fais.75 Fabio Fais

    Interessante, ci sono marchi in positivo…Jaguar, Kia, Jeep, Lexus, Audi….sarebbe bello vedere in che paesi registrano piu’ vendite e dove meno.