Tutti i derogabili del PD

Sono 25 i parlamentari del Partito Democratico che hanno fatto oltre 15 anni in Parlamento e avranno bisogno di ricorrere alle eccezioni previste dallo Statuto per ricandidarsi nel 2013 (quindi 24, se cominciamo a togliere Veltroni)

Ieri Walter Veltroni ha annunciato che non si candiderà alle prossime elezioni politiche, e di voler concludere con questa legislatura la propria esperienza in Parlamento. A oggi, la carriera parlamentare di Veltroni dura da 18 anni e 137 giorni e la sua scelta, annunciata non a caso nel giorno del quinto compleanno del Partito Democratico, sta facendo discutere molto, soprattutto all’interno del PD dove da tempo si parla della necessità del rinnovamento della classe dirigente. Matteo Renzi ha fatto di questo argomento uno dei temi principali della propria campagna per le primarie di fine novembre, ma il rinnovamento è dibattuto da anni nel PD e vede anche altri gruppi impegnati, come Prossima Italia di Pippo Civati.

In realtà, è lo stesso Statuto del Partito Democratico a prevedere che le carriere parlamentari non possano durare più di tre mandati.

Non è ricandidabile da parte del Partio Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati.

Inizialmente la regola era intesa come tre distinte elezioni per altrettante legislature, ma siccome avrebbe comportato l’uscita dal Parlamento di molti esponenti del PD e fu contestata l’ambiguità sulla durata effettiva delle legislature, l’interpretazione fu modificata. La regola è stata quindi spiegata e ratificata così: ci si può candidare fino a quando non si è raggiunto il tempo massimo di 15 anni di permanenza in Parlamento, l’equivalente cioè di tre legislature complete.

Anche sulla base di questa interpretazione, alle prossime politiche molti esponenti del Partito Democratico non si potrebbero formalmente candidare: ma lo Statuto indica anche la possibilità che siano votate delle deroghe da parte della Direzione Nazionale.

8. Eventuali deroghe alle disposizioni di cui ai commi precedenti, ad esclusione dei comma 2 e 4, devono essere deliberate dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, su proposta motivata dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente all’organo istituzionale per il quale la deroga viene richiesta. Per le cariche istituzionali europee, la proposta viene formulata dalla medesima Direzione nazionale.
9. La deroga può essere concessa soltanto sulla base di una relazione che evidenzi in maniera analitica il contributo fondamentale che, in virtù dall’esperienza politico-istituzionale, delle competenze e della capacità di lavoro, il soggetto per il quale viene richiesta la deroga potrà dare nel successivo mandato all’attività del Partito Democratico attraverso l’esercizio della specifica carica in questione. La deroga può essere concessa, su richiesta esclusiva degli interessati, per un numero di casi non superiore, nella stessa elezione, al 10% degli eletti del Partito Democratico nella corrispondente tornata elettorale precedente.

Quanti sarebbero oggi i parlamentari del PD che avrebbero bisogno di ricorrere alla deroga per essere nuovamente candidati nel 2013? Utilizzando i dati del progetto OpenPolis, che aggiorna i conteggi delle carriere parlamentari quotidianamente, abbiamo messo insieme l’elenco di chi al 29 aprile 2013, data in cui dovrebbe scadere l’attuale legislatura iniziata il 29 aprile 2008, avrà superato il limite dei 15 anni (ben altra sarebbe stata la lista se si fosse mantenuto il limite dei tre mandati). Sono 13 deputati e 12 senatori, un numero che rientra nel tetto del 10% di deroghe che lo Statuto offre (poi, a cominciare da Emma Bonino, non necessariamente saranno tutti in discussione come candidati del PD).