Turkish homosexuals march during the Gay

La Serbia ha annullato il Gay Pride

Di nuovo, come l'anno scorso, per ragioni legate all'ordine pubblico e dopo l'esplicita richiesta del patriarca della Chiesa ortodossa

Le autorità della Serbia hanno vietato il Gay Pride in programma per sabato prossimo a Belgrado per ragioni di sicurezza e di ordine pubblico. Sono stati annullati anche i raduni e i cortei annunciati in quello stesso giorno per contestare la sfilata dalle formazioni ultranazionaliste del Paese. L’annuncio è stato dato dal premier socialista Ivica Dačić, che è anche ministro dell’Interno: «Non si tratta certamente di una sconfitta rispetto le minacce di frange estremiste e violente. Ma in questo momento la Serbia non ha bisogno di scontri e incidenti. La nostra decisione non è contro i diritti di qualcuno, ma per garantire la sicurezza dei cittadini».

Il divieto arriva dopo la richiesta del Patriarca Irinej della Chiesa Ortodossa serba al premier Ivica Dačić, che ha definito l’evento una «tragicomica parata della vergogna» che «getta una pesante ombra morale sulla nostra città, sulla nostra cultura cristiana e sulla dignità delle nostre famiglie». Il Patriarca si è dichiarato contrario anche alla mostra intitolata “Ecce Homo” dell’artista svedese Elisabeth Ohlson Wallin, la cui inaugurazione si svolgerà a Belgrado questa stasera e in cui è prevista l’esposizione dell’immagine di Gesù vestito da donna: «Non pensavo che anche quest’anno mi sarei trovato obbligato a scriverle a nome della Chiesa serbo-ortodossa e dei suoi fedeli, che sono la maggioranza nel paese, ma anche a nome di numerosi fedeli di altre religioni, con la preghiera e la domanda di prevenire, con la sua autorità, la scandalosa mostra fotografica». La mostra non è stata censurata, ma già da oggi pomeriggio la zona sarà isolata e bloccata al traffico da agenti di polizia in tenuta antisommossa.

Già nell’ottobre del 2011 era stata annullata la manifestazione Beograd Parada Ponosa (“parata dell’orgoglio”) e sempre per motivazioni legate all’ordine pubblico. Nel 2010, infatti, il grande corteo per i diritti degli omosessuali che si tenne a Belgrado si risolse in scontri e violenze tra i cinquemila poliziotti che proteggevano circa mille manifestanti e gli estremisti di destra omofobi che lanciarono bombe incendiarie e pietre. Vi furono un centinaio di feriti, incendi di auto e saccheggi di negozi. Sessanta persone vennero arrestate.

Da molti anni l’Unione Europea invita la Serbia a fare di più per il rispetto dei diritti degli omosessuali e delle minoranze. L’omofobia è infatti molto diffusa in Serbia. La manifestazione del 2010 era la prima di quel tipo dopo il 2001, anno in cui si tenne il primo Gay Pride serbo, anche in quel caso attaccato con violenza da militanti di estrema destra. Per molti anni l’evento venne sospeso, e nel 2009 le autorità impedirono che si tenesse dopo che sui muri di Belgrado comparvero molte scritte intolleranti.

Le foto del Gay Pride a New York

Foto: il Gay Pride di Belgrado, nel 2010.
(ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)