L’assessore accusato di tortura

Secondo i magistrati, l'assessore all'immigrazione di Palazzo San Gervasio (Potenza) legò e malmenò un cittadino romeno per estorcergli la confessione di un furto

L’assessore all’immigrazione del comune di Palazzo San Gervasio (Potenza), Antonio Paradiso, eletto in una lista collegata al Partito Democratico, è stato arrestato il 28 settembre scorso con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di un cittadino di origini romene, Cornel Chiriac. Stando alle ricostruzioni dell’accusa, insieme con un complice, Paradiso (eletto in consiglio comunale con una lista di centrosinistra) avrebbe improvvisato un cappio con una catena per immobilizare Chiriac, accusandolo di avergli rubato un mezzo agricolo e cercando di estorcergli una confessione. La storia sta facendo molto discutere ed è stata raccontata tra gli altri da Leo Amato sul Quotidiano della Basilicata, sulla base di quanto ipotizzato fino a ora dai magistrati.

Lo avevano immobilizzato stringendogli al collo un cappio improvvisato con una catena. Poi lo hanno issato di peso facendola scorrere su una carrucola agganciata a una trave d’acciaio, di quelle che reggono la copertura del capannone. Lì dentro soltanto il giorno prima qualcuno si era portato via un trattore, e il proprietario si era convinto che fosse stato proprio lui. Così ha chiamato un amico e lo hanno trascinato di forza in quel posto. Poi hanno cominciato a torturarlo per farsi dire dov’era. Ma si sbagliavano entrambi.

E’ quello che è accaduto lo scorso 26 agosto a Palazzo San Gervasio stando al gip del Tribunale di Melfi, che ha disposto gli arresti domiciliari con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, violenza privata, lesioni e minacce nei confronti di Antonio Paradiso, 52 anni, e Franco Grieco, 43, entrambi residenti nel paese dell’alto Bradano. A eseguire le misure sono stati i militari della locale stazione carabinieri coordinati dal maresciallo capo Pietro Tempesta, che in precedenza avevano condotto le indagini sul caso assieme ai colleghi della compagnia di Venosa agli ordini del capitano Vincenzo Varriale.

Tutto è partito dalla denuncia di un cittadino rumeno, Cornel Chiriac, senza stabile occupazione ma da tempo residente a Palazzo San Gervasio con la moglie, che per un periodo era stata anche dipendente dell’azienda di Paradiso. In realtà ad allertare i carabinieri sarebbero stati i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Venosa dove l’uomo si era fatto medicare alcune brutte ferite sul viso e in particolare sul collo, che presentava degli evidenti i segni di qualcosa che aveva sfregato con violenza sulla pelle, laceracerandola in profondità.

(continua a leggere sul Quotidiano della Basilicata)