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Chi sta vincendo in Siria?
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Chi sta vincendo in Siria?

L'annuncio dell'esercito dei ribelli di aver spostato il quartier generale dalla Turchia al territorio "liberato" della Siria potrebbe segnare una svolta nel conflitto, scrive CNN

23 settembre 2012

L’Esercito libero siriano (spesso citato con il nome e l’acronimo inglese: Free Syrian Army, FSA), la principale forza armata dei ribelli, ha annunciato sabato di aver trasferito il quartier generale delle operazioni dalla Turchia al territorio “liberato” della Siria. Oggi CNN scrive che si tratta di una “pietra miliare” del conflitto, e che potrebbe essere un segno che questo sta volgendo in favore dei ribelli.

La FSA è stata formata l’anno scorso, quando i primi reparti dell’esercito siriano hanno cominciato a disertare e negli ultimi mesi le sue forze si sono ingrossate, arruolando nuovi disertori e volontari civili. Una cosa importante da notare, che ha avuto il suo peso nelle diserzioni, è che l’esercito siriano ha una composizione squilibrata rispetto alla divisione del paese in molte confessioni religiose diverse: la maggior parte dei militari di carriera e degli ufficiali è storicamente alawita – la setta a cui appartiene anche la famiglia Assad – che è la confessione religiosa di poco più del 10 per cento della popolazione, mentre tra i soldati semplici ci sono molti più sunniti (la maggioranza della popolazione siriana). A giugno si stimava che la FSA disponesse di circa 40 mila soldati. Dalla data della sua creazione, la FSA ha mantenuto la sua base in Turchia da dove cercava di coordinare gli sforzi delle varie brigate ribelli.

L’annuncio dello spostamento del quartier generale è stato fatto in un video dal comandante della FSA, il colonnello Riad al-Asaad (che ha anche un account Twitter). Riad ha anche annunciato che il prossimo passo della FSA sarà la liberazione della capitale, Damasco. Il luogo dove si trova al momento il comando non è stato rivelato.

Secondo un analista, intervistato dalla CNN, la FSA ha recentemente migliorato le sue capacità in termini di organizzazione, armamenti e numero degli effettivi. Gli scontri di Aleppo e Damasco di quest’estate dimostrerebbero che il regime di Assad non può confidare nella sicurezza nemmeno delle parti più critiche e vitali del territorio nazionale.

Intanto ieri l’esercito siriano ha continuato a bombardare alcuni quartieri di Aleppo e di Damasco, causando, secondo i ribelli, circa 60 morti in ognuna delle due città. Altri quaranta morti sarebbero stati causati dagli scontri nella città di Hama, portando in totale a 200 il numero di morti in questo fine settimana.

I soldati della FSA avrebbero attaccato ieri notte alcune posizioni dell’esercito libanese (la Siria confina con il Libano a sud-ovest). Lo ha riferito un’agenzia di stampa libanese, secondo cui questo è il secondo attacco della FSA sul territorio libanese in una settimana. Secondo la stessa agenzia non ci sarebbero state vittime nell’attacco.

Infine, il National Coordination Body for Democratic Change (uno dei numerosi gruppi politici sorti negli ultimi mesi in Siria, accusato dagli altri gruppi di essere un’emanazione del regime), ha annunciato ieri che tre dei suoi attivisti sono stati arrestati dal regime di ritorno da un viaggio in Cina e ne hanno chiesto l’immediata liberazione da parte del governo di Damasco.

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  • deleterio

    E’ incredibile come si continui spudoratamente a riportare le dichiarazioni di una sola parte, quella che naturalmente fa comodo ai soliti noti occidentali, presentandole come se fossero vere.

  • energetico

    Quoto quanto detto da DELETERIO.

  • Wizard

    @DELETERIO: qual’è la vera verità allora?

  • deleterio

    @wizard

    Lo sai cos’è il giornalismo? Il giornalista verifica le notizie e poi trae le conclusioni. Se non può verificarle lo dice, non le presenta come dati di fatto per sostenere una sua posizione preconcetta. Invece i media occidentali non hanno mai nascosto la loro posizione, riportando acriticamente le dichiarazioni dei vari eserciti “liberi”.

  • hyeronimus

    @Deleterio and co.Basta con questa retorica, che dovrebbe promuovere l’oggettività ed invece è faziosa anch’essa. Quando il FSA afferma una cosa, il pezzo del Post riporta “il FSA afferma”, quando è l’esercito regolare a rilasciare un comunicato, idem. In una situazione in cui è impossibile controllare di persona o in modo obiettivo (per lo meno in tempi rapidi), se non si accetta questo modo di fare rimane solo il silenzio. E il silenzio è la pietra tombale con cui si sigillano le peggiori stragi.

  • deleterio

    Non c’è nessuna retorica, solo l’amaro dato di fatto. L’informazione di parte è la peste che in tutti i campi rovina la società. Il mio intervento non era diretto contro il Post ma contro l’informazione generale, che non dice affatto se non nella minoranza dei casi che il FSA afferma che Assad ha ammazzato 100 persone, ma dice che Assad ha ammazzato 100 persone. Come si può vedere e leggere tutti i giorni.
    Denunciare questo stato di cose inoltre non significa pretendere il silenzio. Dove mai l’avrei scritto?

  • atlantropa

    Evvai, che forse vincono di nuovo i buoni, proprio come in Libia!
    PS: io amo il grande fratello.

  • uqbal

    Deleterio, immagino che tu stia digitando dalla Siria, e puoi testimoniare non solo che le cose sono diverse da come riportato, ma che i media internazionali si stanno deliberatamente inventando le cose.
    .
    Se invece, come noi, neanche tu sai un accidente della situazione, taci invece di sparare affermazioni su cose che non conosci. Visto che probabilmente sei al bancone di un bar, fatti offrire da bere e pensa ad altro.

  • deleterio

    @uqbal
    Leggi meglio quanto ho scritto e scoprirai che da nessuna parte ho detto di sapere come stanno le cose in Siria. Ho detto invece che i media internazionali sono schierati da una parte precisa e “informano” di conseguenza nel modo che ho già spiegato e non ripeto.

  • zagor

    @Atlantropa
    Per quanto sia molto più complesso di come la fai tu e volendo ridurre tutto a buoni/cattivi: sì, in Libia hanno vinto i buoni.

  • deleterio

    @Zagor
    Basta crederci.
    E faccio notare che le illegalità, lo stravolgimento dei fatti, il prevalere degli interessi di bottega del napoleoncino di turno (appoggiato dai due paesi più coinvolti nel nuovo neocolonialismo del XXI secolo) sul diritto internazionale che hanno portato alla “liberazione” della Libia, ovvero in poche parole il concetto de “il fine giustifica i mezzi” è un’arma a doppio taglio. Oggi a me domani a te. Ma se oggi si ride domani non si pianga quando ci faranno male.

  • cervelletto

    @deleterio avevo dubbi sulla tua intelligenza fin dal primo commento (“soliti noti occidentali”) ma ho preferito aspettare.Nell’ultimo commento hai dato fondamento ai miei pensieri quando hai detto “nuovo neocolonialismo blablabla”…sto aspettando che mi tiri fuori il NWO e poi hai fatto l’en plein di cazzate

  • deleterio

    @cervelletto
    Definiscimi la politica estera americana e inglese.

  • uqbal

    Deleterio

    Se non sai niente della Siria, come puoi anche soltanto identificare una “parte precisa”? Chi sarebbero gli attori in campo? Tu li conosci?

  • deleterio

    @uqbal
    Mah, forse è colpa mia se non riesco a farmi capire. Vediamo di spiegare una volta per tutte.
    Sono intervenuto per dire che l’informazione sulla Siria è parziale perché (e questo è verificabile in ogni momento) i media principali quasi sempre danno le notizie leggendo letteralmente le veline dei cosiddeti eserciti liberi. Controlli zero. Messa in dubbio della fonte zero. La notizia viene data in quel modo e stop.
    Ti sembra scandaloso affermare questo?

  • atlantropa

    Deleterio, non è certo colpa tua se la gente si lascia cullare dalla morbido abbraccio della propaganda del regime.
    Si crede senza aver visto, tutto qui; per molti, e almeno da duemila anni a questa parte, è addirittura una virtù!

    L’informazione non è solo parziale ma è corrotta; chiunque con un bricolo di senno allo scoppio di queste guerre civili fatte con lo stampino si chiederebbe per prima cosa chi sono questi “insorgenti”, dove prendono le loro armi, cosa vogliono, chi rappresentano; del resto, se ci sono due parti in causa, ed una è – più o meno – nota, logica vorrebbe che si conoscesse l’altra, prima di pronunciarsi in merito a torti e ragioni.
    Invece no: lo sforzo è diretto unicamente a creare un buono ed un cattivo; e la cosa evidentemente funziona se poi uno Zagor, fatta la debita premessa di rito, alla fine ammette di non aver dubbi.
    In Libia sin da febbraio si iniziò a parlare di decine di miglialia di morti, fosse comuni, bombardamenti aerei sui civili; fa nulla se gli stessi inviati occidentali dal fronte (limitatamente alla stampa italica praticamente tutti, da quello del sole24ore a quello del manifesto, passando per il corriere; con l’eccezione importante del vecchio – ed ormai facilmente emozionabile – reporter Bernardo Valli) smentivano categoricamente (a volte corrispondendo dal luogo dei bombardamenti nello stesso istante in cui si pretendeva stessero avvenendo), o se qualcuno faceva addirittura presente che l’aviazione libica non aveva alcun bombardiere con cui poter effettuare un bombardamento; era necessario fermare al più presto il massacro; e dunque prim’ancora era necessario il massacro. Significativo il frammento di Ballarò in cui nessuno trova alcunchè da replicare a Mentana (Mentana!!!) che, affermato che fin dall’inizio era chiaro a tutti che trattavasi di guerra civile con al più qualche decina di morti giornaliera, sfidava tutti i presenti in trasmissione a portare anche una sola testimonianza filmata dei presunti massacri che avrebbero reso necessario l’intervento internazionale (peraltro neppure avallato dalle risoluzioni del CdS). Ma siamo o non siamo nell’era del villaggio globale?, per cui come può una twittata dal Qatar non essere una fonte giornalistica attendibile su quanto accade in Libia?
    E così, mentre da un lato si fantasticava delle fantomatiche partite di Viagra che Gheddafi avrebbe comprato alle sue truppe mercenarie affinchè effettuassero stupri di massa – e quindi ipso facto la notizia era: “il regime ordina stupri di massa” o “stupri di massa in Libia” – dall’altro si taceva bellamente dell’illegalità dell’intervento, degli agenti dell’MI6 e delle SAS che se ne tornavano a casa con la coda tra le gambe nell’imbarazzo generale, del fatto che per prima cosa si andavano a “liberare” gli impianti petroliferi, dei ripetuti massacri degli operai di colore, o del fatto che il presidente del CNT, addirittura in settembre, prometteva che l’islam sarebbe stata la principale fonte di diritto del nuovo stato…
    Viva la stampa libera.