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Che cos'è Italia Futura

Che cos’è Italia Futura

di Francesco Costa – @francescocosta

Quali uomini e idee sono dentro l'associazione di Luca di Montezemolo che a novembre forse diventa partito, o forse no, o forse forse

18 settembre 2012

Ospite la settimana scorsa di Ballarò, Irene Tinagli – docente universitaria, saggista e collaboratrice della Stampa – ha detto che «dalla convention di novembre uscirà fuori un nuovo soggetto che parteciperà alla vita politica del Paese». La convention a cui faceva riferimento Irene Tinagli, e probabilmente anche il “nuovo soggetto”, ruotano attorno a Italia Futura, associazione di cui Tinagli fa parte e che ha come presidente e fondatore Luca Cordero di Montezemolo, imprenditore, presidente della Ferrari, già a capo di Confindustria e della FIAT. La frase di Irene Tinagli a Ballarò conferma e dà una piccola svolta a uno scenario di cui si parla ormai da diversi anni ma che era finora rimasto sempre in bilico tra l’imminente e l’inconsistente: la trasformazione di Italia Futura in un movimento o partito politico con l’intenzione di concorrere alle elezioni, e l’eventuale candidatura di Montezemolo persino alla presidenza del Consiglio.

Italia Futura è stata fondata nel 2009, presentata ufficialmente durante un’iniziativa pubblica a Roma da Luca Cordero di Montezemolo. Quel giorno, il 7 ottobre, l’associazione presentò un rapporto sulla mobilità sociale curato proprio da Irene Tinagli e descrisse i propri progetti per il futuro: realizzare e diffondere campagne tematiche, una ogni tre mesi circa, ognuna sui grandi problemi del paese, da presentare in diverse città italiane. Ogni campagna sarebbe stata accompagnata da una serie di proposte concrete. Sempre quel giorno, Montezemolo passò del tempo a difendersi dalle «accuse di complotto» di chi sosteneva che Italia Futura fosse banalmente un mezzo per il suo impegno in politica, garantendo invece che l’associazione non aveva «nulla a che fare né con un partito né con un movimento politico» e che «a nessuno, e tanto meno al paese, serve l’ennesimo partito».

Dopo Montezemolo, la principale figura all’interno di Italia Futura è Andrea Romano, 45 anni, docente universitario, storico, editorialista (per il Sole 24 Ore), già a capo della Fondazione Gramsci: un intellettuale di sinistra con posizioni da tempo molto critiche rispetto alle vecchie leadership della sinistra. Romano è il direttore politico dell’associazione e ne è considerato il coordinatore e lo stratega. Italia Futura ha poi un comitato direttivo che comprende, tra gli altri, il costituzionalista Michele Ainis (collaboratore fisso del Corriere della Sera), l’imprenditore Carlo Calenda, il senatore Nicola Rossi (economista, eletto dal PD ma passato al gruppo misto), Marco Simoni, docente universitario e politologo, collaboratore del Sole 24 Ore e blogger del Post, oltre alla stessa Irene Tinagli. Anche Andrea Romano ha un blog sul Post.

Fino ad oggi Italia Futura è stato quello che nel mondo anglosassone si definisce “think tank”: letteralmente un “pensatoio”, concretamente una cosa a metà tra un’associazione culturale e un centro studi, con lo scopo - si legge sul sito - di “promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del Paese”. Questo obiettivo è stato accompagnato dalla fondazione di una serie di sedi regionali e da un’analisi estesa sulle condizioni e sulle necessità dell’Italia.

Negli anni Italia Futura ha presentato altri rapporti sul modello del primo di Irene Tinagli, tutti curati da esperti in materia. Uno sulla scuola curato da Adolfo Scotto di Luzio, uno sulla sanità curato da Walter Ricciardi, uno sull’occupazione giovanile curato da Marco Simoni, Irene Tinagli e Stefano Micelli, uno sulla “crescita digitale” curato da Marco Simoni e Sergio De Ferra in collaborazione con Google. Italia Futura ha poi organizzato lo scorso giugno un evento pubblico sull’industria culturale italiana. Questi documenti rappresentano il primo luogo da cui partire per farsi un’idea delle posizioni e dell’orientamento politico di Italia Futura. L’altro, di più facile accessibilità, è rappresentato dagli articoli e dagli editoriali pubblicati periodicamente sul sito Internet o inviati ai giornali.

Uno dei più densi e significativi è quello intitolato “Cantiere Italia 2013″ e pubblicato lo scorso marzo. Si legge che “l’abbassamento della pressione fiscale sulle imprese è l’obiettivo prioritario su cui indirizzare le risorse disponibili”, che il welfare non deve avere come obiettivo “il mantenimento di una rete di protezione passiva” e quindi “intervenire sulla mobilità in uscita è necessario per ricostruire quel contesto di certezze senza il quale nessun progetto di investimento e di crescita è possibile”. Il testo propone poi: “radicale ridimensionamento del perimetro di azione dello Stato”, dismissioni del patrimonio pubblico, concentramento delle risorse su “giustizia, welfare, difesa, sicurezza, istruzione, cultura, infrastrutture” e “vincolo di destinazione delle risorse reperite dalla lotta all’evasione per diminuire automaticamente il peso del fisco”.

Lo stesso articolo definisce questa impostazione “liberale”, e d’altra parte questa è l’impostazione personale dei promotori e dei dirigenti del gruppo: per farsi un’idea più concreta, negli Stati Uniti un approccio del genere sarebbe appartenente all’area centrista del Partito Democratico, nel Regno Unito starebbe attorno ai blairiani del Labour, in Francia starebbe da qualche parte a destra del Partito Socialista ma a sinistra dell’UMP, in Italia non avrebbe facili rapporti con il Partito Democratico degli ultimi anni con la sua inclinazione socialdemocratica (mentre invece troverebbe maggiori sintonie con Matteo Renzi).

Questa inclinazione politica, insieme alle presunte aspirazioni politiche di Montezemolo e una certa pettegola pigrizia del giornalismo politico italiano, ha creato le condizioni per cui, negli anni, venissero scritti decine di retroscena politici secondo cui Italia Futura si sarebbe trasformata da un momento all’altro in un partito politico. Montezemolo ha ammesso la possibilità di questo scenario lo scorso maggio in una lettera al Corriere della Sera, dicendo però di non avere “mai pensato che un mio eventuale ingresso in politica possa fare alcuna significativa differenza per il Paese” che la situazione italiana ha bisogno di “una nuova classe dirigente e forse di una nuova generazione (visto il disastro combinato dalla nostra), non di questo o di quel presunto superuomo”. Lo scorso marzo Repubblica riportò queste parole di Montezemolo: «Non mi candido». I sondaggi di opinione continuano però ad attribuire a Montezemolo un discreto gradimento popolare, specie se paragonato a quello dei principali leader politici italiani.

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    Articolo interessante.
    Da quanto mi risulta è da tempo in corso una “selezione di personale” per definire le liste di un ipotetico partito.
    La mia è una voca ma un giornalista non dovrebbe avere difficoltà a verificarla.
    Il link di andrea romano rimanda a quello di marco simoni.
    Per quanto riguarda Oscar Giannino, dato che c’è abbondanza di link, mi sembra doveroso segnalare Chicago Blog
    http://www.chicago-blog.it/author/oscar-giannino/

  • Wizard

    Tra i simpatizzanti di Fermare il Declino è molto presente diffidenza, se non vero e proprio astio, nei confronti di Italia Futura, che è vista come un club di fighetti altolocati che in diversi anni non hanno prodotto né un vero movimento popolare, né una piattaforma programmatica. Italia Futura è la caricatura di sé stessa, un contenitore di fuffa e parole. Non mi stupirei se la convention decretasse la fine di Italia Futura e un incorporamento in Fermare il Declino delle persone più autorevoli che vi avevano aderito.

  • jamesnach

    Il fatto che a quelli di Fermare il Declino quelli di Italia Futura non stiano simpatici non fa che rendermeli – quelli di Italia Futura – decisamente simpatici.
    Quanto alla definizione di “club di fighetti altolocati che in diversi anni non hanno prodotto né un vero movimento popolare, né una piattaforma programmatica”, direi che si può applicare paro paro a Fermare il Declino, capeggiati da uno come Giannino che ha gioiosamente prestato il fianco all’opera Berlusconiana nell’ultimo 20ennio.

  • bleung

    Speriamo che, quando diverrà un partito, smetterà di esserci la combinazione “staff e supporter” e diventerà un’associazione con “riunone dei soci”, altrimenti vedremo un non-partito non-movimento con un non-statuo, non diverso dall’altro che avete in mente ora :)

  • epicuro

    Quando ho cliccato sul link ero quasi sicuro di trovare una pagina vuota

  • Wizard

    @JAMESNACH: come al solito ti sbagli, non si può “applicare paro paro”. Il manifesto di Fermare il Declino è stato pubblicato a fine luglio di quest’anno, e i fondatori non sono fighetti altolocati bensì professori ed un giornalista certo non berlusconiano.
    Invece Italia Futura che ti è tanto simpatica è da anni che aspetta i “fogli del come” e quelli del “quando”.

  • jamesnach

    @Wizard
    Certo, come no. Non c’è nemmeno gusto a dibattere con te, infatti:
    Irene Tinagli: docente universitario
    Marco Simoni: idem
    Andrea Romano: idem
    Michele Ainis: idem
    Nicola Rossi: idem
    Carlo Calenda: imprdnitore

    O forse se sei professore universitario e aderisci a Italia Futura non puoi che essere fighetto e altolocato, mentre se aderisci a Fermare il Declino non lo sei?
    Tanto per sapere..

  • Wizard

    @JAMESNACH: sei veramente incapace di rispondere nel merito alle obiezioni che ti si fanno. Tu avevi detto una emerita falsità, che Fermare il Declino fosse “paro paro” a Italia Futura. Io ti ho scritto che non è così e ho argomentato, tu hai ignorato la risposta e ti sei messo a cavillare su un’altra cosa.

  • miriam

    Invece di “Quali uomini e idee sono dietro…” non era più giusto scrivere “quali persone”?

  • jamesnach

    @Wizard
    u hai obiettato due cose, non 35:
    a- “Il manifesto di Fermare il Declino è stato pubblicato a fine luglio di quest’anno”
    b- “i fondatori non sono fighetti altolocati bensì professori ed un giornalista certo non berlusconiano”

    La b) è evidentemente un’obiezione infondata, come ampiamente dimostrato più sopra.
    Parliamo della a).
    In sostanza la tesi + che quelli di IF ” in diversi anni non hanno prodotto né un vero movimento popolare, né una piattaforma programmatica”.
    Bene, sul punto primo ti posso dare ragione, ma è irrilevante, perchè ad oggi l’ovvia obiezione è che creare un movimento popolare non è tra gli scopi di IF. Ergo, chissenefrega?
    Sul secondo punto, direi che si vaneggia. La piattaforma esiste ed è supportata da svariati studi, citati peraltro nell’articolo.
    I signori di FID invece hanno una bella piattaforma, che sembra la lista delle ovvietà, basta leggerla. Basta non essere vetero comunisti per essere d’accordo con il 95% di quello che c’è scritto, da tanto è generica.

    Infine.
    Il tutto parte a tuo dire che a quelli di FID Italia Futura non piaccia.
    Sbagliando, ho preso questa tua asserzione per buona.
    Poi ho letto questo: http://www.italiafutura.it/dettaglio/114157/piccolo_centro_o_un_grande_progetto_riformatore
    Saluti…

  • mttgdd

    WIZARD
    “non hanno prodotto né un vero movimento popolare, né una piattaforma programmatica” perché non sono un partito, sono un think tank (come l’Istituto Bruno Leoni).

  • pifo

    La discesa in campo di Italia Futura sarebbe davvero auspicabile, cosi avremmo finalmente una misura tangibile di quanto consenso numerico riescono a riscuotere, con le loro gambe, certi approcci, al di la delle tribune visibili e solitarie che hanno ottenuto nei salotti buoni della TV, della Stampa e della rete, sfruttando il traino offerto loro dal PD veltroniano.

  • wizardo

    @WIZARD
    dissento dal mio quasi omonimo. questi confronti estetici tra gruppuscoli mi sanno tanto di anti-parlamentarismo anni ’70. so passè.
    è solo un problema di potere, di visibilità, di ego. come è giusto che sia in democrazia.

  • kenzokabuto

    Più che altro è Italia Presente che mi preoccupa

  • grunbe

    Piccola nota: non mi risulta che Andrea Romano sia mai stato a capo della Fondazione Gramsci.

  • bzbiz

    La “diffidenza” dei sostenitori di Fermare il Declino (almeno io) nei confronti di Italia Futura non deriva tanto dal cosa fare, visto che anche se con alcune differenze gli intenti e le idee sono le stesse, bensì sul “chi”.

    Il paese è in declino perché la sua attuale (e passata) classe dirigente si è rivelata inetta (quando non criminale), condizione FONDAMENTALE per invertire la tendenza è cambiarla.

    Montezemolo fa parte dell’attuale classe dirigente, quindi il “sospetto” deriva da questo, che Italia Futura guidata da imboscati che si vogliono riciclare. IMHO.

    Quindi dire Italia Futura sta simpatica, Fermare il Declino no (o vice versa) in base a cosa dicono è una corbelleria. Dicono quasi le stesse cose, la differenza è chi le dice…

  • bzbiz

    In ogni caso sia su http://www.fermareildeclino.it che su http://www.noisefromamerika.org, si parla tra le altre cose della collaborazione con Italia Futura.

    E nei commenti agli articoli si può leggere molto su cosa ne pensa “la base”

  • mario leone

    segnalo che Giannino stamattina ha rumorosamente sfanculato Italia Futura, secondo lui lo scopo di tale associazione è quello di ricreare una sorta di DC evitando rotture troppo clamorose con il passato recente