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“L’innocenza dei musulmani”

Che cosa si sa del film sgangherato che ha causato le proteste e le violenze di ieri, e chi ha gli dato notorietà

Le proteste della notte tra martedì e mercoledì, durante le quali sono morti l’ambasciatore statunitense in Libia e altre tre persone, sono state causate dal trailer di un oscuro film girato da un cittadino californiano di 52 o 56 anni, Sam Bacile. L’età è incerta, come è incerta la sua reale identità e perfino la sua esistenza, mentre è sicuro il legame di persone che si dichiarano suoi collaboratori con movimenti estremisti di destra e fondamentalisti religiosi. La storia del film, in circolazione da mesi ma completamente ignorato fino a pochi giorni fa, è piuttosto lunga e intricata ed è stata ricostruita dal blog The Lede sul New York Times.

Lo scorso 2 luglio, sull’account YouTube “sam bacile” erano stati pubblicati due video promozionali, uno di quasi 14 minuti e un altro di circa un minuto più corto, che si presentavano come estratti (quasi identici, come contenuto) da un film sulla vita di Maometto. Sono gli unici due video pubblicati dall’account, e anche alcune ore dopo l’attacco avevano ricevuto poche decine di migliaia di visualizzazioni ciascuno. Il governo afghano, secondo quanto riporta BBC, ha ordinato di bloccare l’accesso a YouTube fino a quando le copie del video non saranno rimosse.

A quanto si capisce dal video promozionale, il film ha una qualità molto scarsa quanto a regia e recitazione. Il messaggio del film è evidentemente di propaganda anti-islamica, ritraendo i fedeli di Maometto come una banda di briganti sanguinari e lo stesso Maometto come un donnaiolo che dà la sua approvazione ai crimini peggiori.

È notevole che un account di YouTube che ha postato il video il 9 settembre ha precisato che ne faceva pubblicità per mostrare che cosa «i copti stanno dicendo» su Maometto, con riferimento a una specifica situazione nazionale: quella degli attriti e delle tensioni tra i copti e i musulmani in Egitto (Il Cairo è stata una delle città in cui le proteste sono state più violente). In realtà, la comunità copta egiziana non sembra coinvolta nella produzione del film, che il suo regista ha detto essere finanziato da «donatori ebrei».

Il 5 settembre, un attivista copto di origine egiziana e di cittadinanza statunitense di nome Morris Sadek ha pubblicato un lungo post sul suo blog, in arabo e inglese, in cui pubblicizzava l’ennesima iniziativa dell’estremista religioso Terry Jones, questa volta un “giorno del giudizio di Maometto” indetta per l’11 settembre a Gainesville, Florida. Sadek sembra conoscere Jones e sul suo blog ha messo foto che li ritraggono insieme. Nel post, e in una mail della newsletter in inglese gestita da Sadek, si faceva anche pubblicità al video postato su YouTube.

Terry Jones è un fondamentalista cristiano che guida una minuscola chiesa con sede in Florida, che ha ricevuto attenzione internazionale tra la fine del 2010 e maggio del 2011 per il suo progetto – poi realizzato – di bruciare il Corano. Il New York Times ha contattato un suo collaboratore per sapere di suoi eventuali collegamenti con il film. Sul momento il collaboratore non sembrava conoscere la pellicola, ma alcune ore dopo è arrivata a The Lede una mail che diceva che avrebbe proiettato il film martedì sera.

L’8 settembre la notizia è arrivata in Egitto: il popolare sito di informazione Youm7 ha riportato le parole di un politico che condannava il film, e il giorno stesso un programma del canale televisivo egiziano Al-Nas ha mostrato un breve estratto del film particolarmente offensivo per Maometto.

Il programma è tenuto da Sheikh Khaled Abdallah, un personaggio molto controverso in Egitto noto per i suoi attacchi a veri o presunti nemici dell’Islam: in passato (per rendere la situazione ancora più complessa), Abdallah si è espresso in modo molto intransigente nei confronti della comunità cristiana egiziana, e copta in particolare. Poco tempo dopo la trasmissione, sono cominciate le proteste di piazza al Cairo.

L’autore
L’autore del film è stato raggiunto da Associated Press al telefono – si trova «in una località sconosciuta» – e ha fornito alcune informazioni sulla sua produzione. Il regista si chiamerebbe Sam Bacile, avrebbe 56 anni e sarebbe un cittadino californiano che fa l’agente immobiliare. Si descrive «ebreo israeliano» e ha detto che il suo film è un atto politico con cui mostrare agli Stati Uniti il male di cui è colpevole l’Islam nel mondo, ripetendo più volte all’intervistatore: «l’Islam è un cancro. Punto.»

Il film, che dura due ore, si intitola L’innocenza dei musulmani, particolare che non era chiaro dai due video postati su YouTube. Secondo Bacile, sceneggiatore e regista del film, è costato 5 milioni di dollari ed è stato girato con il sostegno economico di oltre cento finanziatori di religione ebraica. AP ha contattato anche un’altra persona coinvolta nella produzione del film, un certo Steve Klein, che ha una lunga militanza nei movimenti fondamentalisti cristiani e antiabortisti soprattutto in California. Secondo Klein, Bacile teme per la vita di alcuni suoi parenti che risiedono in Egitto (fatto non confermato da Bacile al telefono). Le riprese del film sono durate tre mesi nell’estate del 2011, con 59 attori e circa 45 altre persone coinvolte nella realizzazione. Bacile ha detto che il film è stato proiettato in versione integrale una sola volta, nei mesi scorsi, in un cinema di Hollywood «per la maggior parte vuoto».

Foto: -/AFP/GettyImages