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Philip Roth e le correzioni a Wikipedia
— Cultura

Philip Roth e le correzioni a Wikipedia

Lo scrittore ha detto agli amministratori di correggere la voce di un suo romanzo, ma inizialmente gli hanno detto che non era «una fonte credibile» per la sua ispirazione

8 settembre 2012

Il premio Pulitzer Philip Roth ha pubblicato ieri sul New Yorker una lunga lettera aperta indirizzata agli amministratori di Wikipedia. Roth racconta che la pagina di Wikipedia su La macchia umana, un suo romanzo pubblicato nel 2000, conteneva un grave errore che ha chiesto venisse corretto.

Roth racconta che alla sua richiesta, fatta a fine agosto, Wikipedia aveva risposto dicendo di non ritenerlo una fonte affidabile. «Ci rendiamo conto del suo punto di vista, e che l’autore sia la principale autorità sui suoi racconti – avevano scritto gli amministratori – ma a noi serve una seconda fonte». Secondo quanto ha riportato l’autore, gli amministratori di Wikipedia in lingua inglese gli dissero anche che Roth «non era una fonte credibile».

Philip Roth, 79 anni, statunitense, è uno dei romanzieri più famosi del mondo. Ha scritto molti libri, spesso ambientati all’interno della comunità ebraica americana. Nella sua carriera ha vinto moltissimi premi, tra cui, proprio per La macchia umana, un premio Pulitzer. Il romanzo è considerato l’ultimo di una sorta di trilogia, composta da Pastorale americana e Ho sposato un comunista. Il romanzo racconta la storia di un professore di letteratura americana, bianco (o meglio: di carnagione “bronzea” nel romanzo) ed ebreo, che, dopo anni di carriera all’università, viene cacciato per via di un involontario insulto razzista. Nel corso del romanzo si scopre che il professore, in realtà, aveva origini afro-americane, ma si era sempre spacciato per ebreo.

Secondo la voce di Wikipedia, la figura del professore era ispirata a quella dello scrittore e critico Anatole Broyard, morto nel 1990. Broyard, come il personaggio del romanzo, era nato da una famiglia mista, ma si era sempre fatto passare per bianco, senza mai riconoscere la sua ascendenza afro-americana. Roth ha dichiarato di non essersi affatto ispirato alla figura di Broyard, di cui ha conosciuto la storia solo dopo aver iniziato a scrivere il romanzo, ma a quella di un suo conoscente che insegnava a Princeton nel 1985. Con Broyard, ha scritto Roth al New Yorker, si incontrò per caso soltanto poche volte nel corso della sua vita, e la loro conoscenza era superficiale. L’autore ha aggiunto: «Questo fatto [di Broyard] è entrato in Wikipedia non dal mondo della veridicità ma dalle chiacchiere del gossip letterario. Non è assolutamente vero.»

Dopo la pubblicazione della lettera, ieri, la voce è stata corretta ed è stato aggiunta un’apposita sezione dedicata alla fonte di ispirazione del romanzo, in cui si dà conto della lettera al New Yorker e della correzione.

Anche Umberto Eco ha avuto un problema simile con Wikipedia – anzi, più di uno – e li ha raccontati in un famoso articolo sull’Espresso di qualche anno fa. Eco racconta che agli inizi di Wikipedia correggeva frequentemente la sua pagina, eliminando errori come il fatto che fosse l’ultimo di 13 fratelli (cosa invece capitata al padre). Ma dopo un po’ decise di rinunciare alla sforzo, perché per quanto correggesse sulla pagina comparivano sempre nuove inesattezze. Per sua fortuna, e a differenza di Roth, Eco racconta che tutt’ora buona parte degli errori che compaiono di frequente (tipo che avrebbe sposato la figlia del suo editore) vengono corretti dai suoi amici.

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  • topesio

    Sostenevano che solo Franzen avesse diritto a scrivere correzioni..vabbé dài ormai l’ho detta..:-)

  • Lewis H. Tonna

    Eh, però con tutti i problemi e le magagne che ha wiki (più gli specifici che ha quella italiana), NPOV significa NPOV (=neutral point of view). Mi sembra evidente che un autore potrebbe facilmente manipolare o raccontare in modo in modo interessato la genesi di un romanzo o di qualsiasi altro episodio. E se arriva uno che dice che gli è apparso Shakespeare in sogno che gli ha ordinato di scrivere una commedia, come la mettiamo?
    Poi, è chiaro: Roth è Roth e basterebbe inserire un paragrafo “la versione dell’autore è…”, ma se si dovesse applicare lo stesso principio a tutte le voci di letteratura, contando anche quelle che sono spesso e volentieri create ed editate dagli stessi autorucoli in cerca di visibilità…

  • leguleio

    Non conosco nessun romanzo di Roth. E io, come credo molti altri, dopo aver letto che usa la sua fama per scrivere su un quotidiano a suo modo autorevole per lamentarsi che non gli hanno corretto una voce su Wikipedia, credo non lo leggerò mai.
     
    Umberto Eco almeno nella bustina di Minerva raccontava che le notizie imprecise le aveva corrette da solo, salvo poi stancarsi. Sì, Wikipedia è il regno dell’approssimazione e del pettegolezzo da portineria. Infatti aveva ripreso a correggere di nuovo un dato biografico, relativo alle figlie del suo editore, perché la frase poteva essere percepita come diffamazione (no, questo Eco non lo ha scritto: ma si capiva dal contesto).

  • kilgoretrout86

    @Leguleio
    Fai male, Ho sposato un comunista e Il lamento di Portnoy sono due capolavori.

    “Le stelle sono indispensabili”.

  • novembre

    Una inesattezza: Roth ha vinto il premio Pulitzer con “Pastorale Americana” e non con “La macchia umana”.

  • schulz

    @Leguleio
    Se c’è una persona al mondo che può fare quello che vuole, quello è Roth. Uno talmente grande da non entrare, per fortuna, mai in seria considerazione per quella ormai buffonata che chiamano Premio Nobel.
    Tu resta pure nella tua ignoranza, sopravviveremo.

  • propositionjoe

    leguleio leggi roth, è uno tra i più grandi scrittori viventi

  • filoteo

    @LEGULEIO: Forse sapendo, ad esempio, che Caravaggio ha ucciso una persona non guarderai più i suoi quadri? Che ragionamento è? Talento artistico e comportamento virtuoso raramente vanno di pari passo. Dovrebbe essere acquisito.

  • http://www.mangatar.net andreapostiglione

    @Leguleio e a tutti noi che leggiamo il Post, cerchiamo di non cadere nell’errore di leggere velocemente un articolo e poi emettere sentenze così radicali. Anche riguardo l’osservazione di @Lewis bisognerebbe riflettere un paio di minuti per renderai conto della assurdità della cosa in sé. Se io autore chiedo di correggere un’informazione riguardo la mia fonte d’ispirazione credo che sia legittimo se non necessario prendere in considerazione la richiesta dell’autore come l’unica plausibile. Anche se implicasse fantasmi e rapimenti alieni. Saremmo noi lettori a trarne le conseguenze: ” è uscito di zucca!” oppure “ma quanto è ispirato!!!”. Riguardo al fatto che Roth e l’accaduto trovino spazio su importanti testate è normale, sia perchè Roth e autori del suo calibro li trovi un giorno si e l’altro pure anche su Corriere e Repubblica, sia perchè questo è un episodio signficativo di come si affrontano le novità nella nuova frontiera dell’informazione, nel confronto tra vecchi media e nuovi, con tutti i limiti logici che gli ingegneri (gli informatici sono più elastici) pongono alle piattaforme del cosiddetto web2.0. È un grande cantiere e queste cose fanno ridere e fanno “colore”. Non credete?

  • groucho

    In difesa di Wikipedia, bisogna dire che erano state fatte cancellazioni da un utente non registrato (da un indirizzo IP da cui provengono vari vandalismi a Wikipedia) che si autoproclamava il biografo di Roth. Gli utenti hanno semplicemente annullato le cancellazioni e inserito riferimenti e conferme a quanto già presente nella pagina.
    _
    Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:The_Human_Stain#The_book.27s_author_requests_this_article_be_corrected (l’originale contiene i link alla cronologia)

    “It seems that everyone (here on WP and those posting comments on the NY’er article – 25 so far) is missing the point that
    (1) over 2-1/2 weeks ago, Philip Roth’s self-proclaimed biographer made two IP edits to correct/remove the Broyard reference, which is always suspect and has a high chance of being reverted on WP, especially when there is any suspect of Conflict of Interest (for better and for worse).
    (2) Each of these removal attempts were reverted by two Wikipedia users who had over 9,000 and 82,000 edits each. The two “attempted removal” edits and subsequent reverts occurred within 30 minutes time.
    (3) And thirdly, the second revert by a well seasoned WP editor (82k) was followed by the addition over 2 hours time of nearly 6k characters of text, of which about half, contained references to support Roth’s inspiration by Broyard.”

  • sascha

    Come giustamente nota Leguleio, che un autore possa pretendere di dire la su un suo stesso è una pretesa irricevebile dal ‘popolo del Web’. L’autore, in realtà, è l’ultima persona che può mettere becco, in quanto autore. Se invece lo fa anonimamente bene, vuol dire che ha capito lo spirito della Rete: a quel punto, oltre che a correggere pro domo sua la voce su Wikipedia potrà postarsi recensioni positive ai suoi romanzi su Amazon e negative su quelli dei suoi concorrente. Altrimenti un qualsiasi lettore, per quanto insulso, ne sa sempre più di lui.
    Seriamente, nemmeno io, come Leguleio, leggerei mai il libro di uno che se l’è scritto interamente da sè, cosa che deve aver portato via un mucchio di tempo che avrebbe potuto essere meglio impiegato trollando anonimamente su giornali online,forum e social network vari.
    Un libro si può scaricare, copiare, commentare dopo averne letto due pagine, vantarsi di non averlo letto – ma scriverne uno intero è da malati.
    Roth fra l’altro è recidivo: già in passato aveva smascherato un giornalista italiano specializzato in false interviste a scrittori americani cui faceva dire quel che i media italiani volevano sentirsi dire (tipo che era deluso da Obama).
    E’ ora di far scendere dal piedistallo questa gente che si crede superiore solo perchè sa fare cose che noi sapremmo fare molto meglio se solo ci provassimo – è che abbiamo di meglio da fare, sexy, fighi e superdotati che siamo…

  • http://www.mangatar.net andreapostiglione

    @sacha for president

  • sascha

    Grazie, ma a scrivere velocemente sull’onda dell’indignazione si fanno un mucchio di errori imbarazzanti…

  • elianigris

    Per quanto mi riguarda Philip Roth può fare quello che vuole, avrà sempre ragione lui. E` il più grande del secondo ’900 ma a Stoccolma non se ne sono accorti.

  • http://velimir.tumblr.com tchàcky

    Roth è un po’ il Coelho dei supponenti: ognuno dei due, a suo modo, si è ridotto ad essere una fonte indispensabile di citazioni incomprensibili.

  • leguleio

    Per kilgoretrout86, propositionjoe e altri

    Non è in discussione qui la bravura di Roth scrittore. Ma la piccineria del Roth uomo. Per una correzione (secondo me marginale) a Wikipedia, era necessario un appello pubblico sul New yorker?!? Scusate, ma il primo accostamento che mi è venuto è a quel parlamentare che quattro anni fa ha fatto un’interpellanza parlamentare al Ministro delle comunicazioni perché Facebook gli aveva cancellato l’accredito. (Era Matteo Salvini, per la cronaca).
     
    Di questo passo, dovremmo aspettarci un appello di Federico Moccia perché il gatto del suo vicino va a fare la cacca sull’uscio di casa sua.

  • ateldeg

    a Legulè, ma perché insisti?
    Ricapitolando:
    1) leggi Roth; come vedi qua pensiamo tutti quantomeno che tra i viventi sia tra i primi cinque;
    2) che significa che non lo leggi perché non ti piace come persona? Te lo hanno già detto: che fai non ammiri l’arte di Caravaggio perché era un violento? Elenco di scrittori con idee bislacche: partendo da destra: Pound, Celine, D’Annunzio…
    3) nel merito: è uno spunto da new yorker: per le persone non ferrate sulle dinamiche internettiane (la stragrande maggioranza) quello accaduto è un fatto quantomeno curioso…eppoi è una lettera di Roth, figurati se il new yorker non la pubblica a prescindere!

  • debrando

    A me sembra che il punto l’abbia centrato Lewis H.Tonna: se il principio è il NPOV – e deve esserlo, foss’altro per contenere i già eccessivi flame – allora che l’autore di un romanzo non sia considerato in sé una fonte attendibile sullo stesso può essere più che valida.

    Come fatto notare, Roth è Roth e magari potremmo fidarci – io non saprei dirlo, umanamente non lo conosco, solo i suoi libri – ma in generale perché la reazione del povero amministratore sarebbe dovuta essere diversa? Che ne sa lui? E se il romanzo fosse stato davvero ispirato a quel soggetto ma l’autore avesse voluto nasconderlo per ragioni a lui ignote?

    Roth, alla richiesta di una seconda fonte di riscontro, avrebbe potuto fare uno squillo a un qualsivoglia critico letterario chiedendogli di chiarire le questione con due righe: invece ha sfoderato l’artiglieria pesante scrivendo a un giornale.

    Tra l’altro, se si trova una imperfezione la procedura è correggerla, non chiamare in causa un amministratore: questi non è onnisciente e ha poco tempo, è più che normale che invece di mettersi a indagare e cercare fonti semplicemente vada a rispondere indicando le linee guida.

    Wikipedia certamente ha varie storture, ma il caso in questione mi sembra invece un punto a favore della sua comunità: non si fanno favoritismi, neppure a Roth.

  • stalker

    Eddai leguleio hai torto fattene una ragione.

  • leguleio

    Per ateldeg
     
    Sì, persevero.
    Considerazione generale sui romanzieri: le mode vanno e vengono così come i temporali primaverili, e se l’autrice della Valle delle bambole negli anni Sessanta era considerata fra le prime tre al mondo, esattamente come Roth oggi, nel 2012 facciamo fatica a ricordarne il nome (Jacqueline Susann). Nel suo piccolo, in Italia Sposerò Simon Le Bon divenne un romanzo generazionale nel 1985, più per le ragazzine che per i ragazzini, subito imitato persino nel titolo da un Farò divorziare Simon Le Bon. Oggi ricordiamo in tre il nome di Clizia Gurrado.
     
    Considerazione particolare: Philip Roth non ha fatto nulla di illegale; solo, il modo di porsi riguardo al proprio mestiere me lo rende inviso ancor più di un assassino come Caravaggio o un terrorista come Cesare Battisti (che è autore di gialli), i quali almeno non agirono in nome della letteratura. È esattamente come quella scrittrice tedesca che, negli anni Novanta, andò a casa di una critica che evidentemente aveva parlato male di lei e quasi la picchiò. Purtroppo non ricordo il nome.
    Chi ha una concezione narcisistica fino a questo punto della propria arte non avrà mai la mia attenzione. Pazienza: ci sono altri 7 miliardi di potenziali lettori. :-)

  • sascha

    Vedo che Debrando ribadisce quel che avevo sostenuto. Niente favoritismi: se Roth vuole correggere una voce che lo riguarda si faccia un account sotto falso nome e faccia come tutti gli altri. Potrà dire tutte le balle che vuole impunemente, nel vero spirito della Rete che è ostile alla presunzione di chi sa fare qualcosa e ama invece il fallito anonimo che non sa far altro che condannare e disprezzare e se deve parlare bene di qualcuno si fa pure pagare…

  • giangio

    @debrando: allora dove sta il problema? Volevano una fonte attenbile e lui gliel’ha data.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Sui siti internazionali si discute dell’attendibilità di Wikipedia. Questo caso è il perfetto esempio di come l’applicazione ottusa di una regola burocratica non garantisca affatto la qualità e l’attendibilità dei contenuti pubblicati da Wikipedia, al contrario. Giustamente si difendono gli amministratori: fanno il loro lavoro, che colpa ne hanno? Nessun favoritismo: il sistema è salvo anche se pubblica cose clamorosamente sbagliate. Sembra una storia Italiana.

  • debrando

    @Lowresolution, se nel tuo stato di famiglia sbagliano l’indirizzo di casa scrivi al Sindaco, e se questo ti rimanda all’ufficio anagrafe – non avendo ovviamente lui tempo per indagare sulla consistenza della tua versione – vai a lamentarti sui giornali?

    La procedura per modificare una voce su wikipedia è nota: è un ufficio anagrafe self-service. Gli amministratori intervengono solo in casi limite e problematici, come come il Sindaco scoprendo all’anagrafe solo assenteisti.

    A me sembra al contrario molto italiano voler aggirare le regole, volere trattamenti di favore tramite il “lei non sa chi sono io”, voler usare un mezzo senza studiarne le regole, e infine pestare i piedini se non accontentati…

  • debrando

    Ribadisco: wikipedia ha vari problemi, di attendibilità ma non solo. Il caso in questione non mi sembra né l’uno né l’altro: certamente la storia è singolare e andava raccontata, ma a me giusto aveva strappato un sorriso.

    Vedere tanta acredine mi lascia davvero basito, considerato il servizio utilissimo e gratuito che viene dato. Perché anziché sputare sentenze e professare disfattismo non adottate un sottoinsieme di pagine e vi impegnate come editor, così da migliorarne la qualità? Mah… sembra antipolitica applicata ad un luogo solo collaborativo e massimamente libero.

  • leguleio

    Per debrando
    Vedere tanta acredine mi lascia davvero basito, considerato il servizio utilissimo e gratuito che viene dato.
     
    Be’, basisci per poco.
    Io nemmeno mi perplimo. :-D
     
    Perché anziché sputare sentenze e professare disfattismo non adottate un sottoinsieme di pagine e vi impegnate come editor, così da migliorarne la qualità?
     
    Perché di Penelope ce n’è una, nella storia, e basta quella.
    Immagino le fatiche di coloro che nel progetto ci credono, ingenui, e che passano le notti a correggere errori che poi saranno reintrodotti, diversi oppure tali e quali, dai bimbominkia della cultura; che sono molto, molto più numerosi di quelli che una cultura se la sono fatta davvero.

  • ateldeg

    Ragazzi qui non si tratta del fatto che “le regole sono regole e devono essere rispettate”: se anche volete attestarvi su questa linea dovete convenire che stiamo parlando dell’autore del libro, ossia di quella che in materia è per definizione la prima e più autorevole fonte sino a prova contraria.
    Se Roth dice: la mia ispirazione è provenuta da un sogno, l’onere di provare che ciò non è vero spetta agli altri.
    E’ noto che Lovecraft si svegliava in preda agli incubi e si metteva a trascriverli.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Debrando: il tarlo di Wikipedia è proprio nella sua natura. In passato ho provato a ‘curare’ qualche voce di cui penso di avere qualche competenza in materia, ma il risultato è stato sconfortante e ho abbandonato.
    Da una parte la comunità italiana degli amministratori sopratutto all’inizio si sentiva una casta di illuminati un po’ arroganti. Dall’altra il semplice fatto che qulasiasi idiota che passa cambia quello che scrivi solo perchè si può fare, ma senza avere una vera competenza sul contenuto non ha senso. Alla lunga (ma non troppo) il contenuto si rovina.
    Ad oggi quelle voci sono un accozzaglia di frammenti nozionistici, molto fiscutibili e scritti perfino in un pessimo italiano (e qui è anche colpa degli amministratori). La rete di rimandi è totalmente incoerente, ma sopratutto manca una visione di insieme in cui le varie voci si possano collocare in modo coerente e organico. Alcune voci sono completamente sbagliate.
    Da qui potrebbe anche nascere una lunga discussione su cosa sia la conoscenza, che non è un insieme di articoli nozionistici e didascalici, ma un tessuto di idee interconnesse che si influenzano a vicenda.
    Ma la verità è che oggi Wikipedia va bene per il pubblico mainstream che vuole sapere quanti dischi hanno fatto i Gun’s e Roses, che è lo stilista di Lady Gaga o cosa sta dietro un videogioco. Quando si entra in voci ‘specialistiche’ è spesso poco attendibile. Se vuole fare il salto di qualità Wikipedia deve cambiare approccio e rimettere nel sistema dei curatori esperti, limitando la possibilità di modificare le voci. Come ha appunto iniziato a fare.

  • flatulo

    È che per Wikipedia l’attendibilità è il problema, mentre per un romanziere no.
    -
    P,s, Per la Redazione: Eco, nell’articolo, sostiene che in W. erravano considerandolo il primo di 13 fratelli, non l’ultimo come avete scritto voi. Eh!

  • tobuto

    Ma non si poteva salvare capra e cavoli scrivendo “Roth ha dichiarato di essersi ispirato a un suo amico. Invece, il critico Gustavo Lapagina ha dichiarato che si è ispirato al suo parrucchiere”? Mi sembra la soluzione più wikidianamente corretta, riportare solo “fonti secondarie” e mettere in evidenza il loro carattere di tali.

  • joelbarish

    In un ambito di critica/analisi letteraria, la testimonianza dell’autore in merito alla genesi dell’opera (o a altre questioni interpretative) è certamente importante, ma non si può affatto ritenere completamente affidabile. Potrebbe avere qualsivoglia motivo per non voler rivelare la vera origine o le sue vere intenzioni.
    Lo scopo di wikipedia non è scrivere saggi (prendendo quindi posizioni), ma voci il più possibile neutrali. Le diverse possibilità si riportano, ma la chiave è ‘allegedly’. La reazione dell’amministratore di wikipedia è comprensibile, poiché – per quanto paradossale – non avrebbe avuto nessuna referenza da citare, finché Roth non avesse pubblicato qualcosa a riguardo. Ecco dunque lettera al New Yorker, e successiva modifica dell’articolo sulla base di una nuova pubblicazione. Mi pare una procedura assolutamente corretta.
    Roth peraltro non mi è sembrato per nulla piccato nella sua lettera, solo desideroso di chiarire. A dispetto del titolo, non credo nemmeno che il vero interlocutore sia wikipedia, quanto il ‘literary gossip’ che ha voluto definitivamente smentire.

  • leguleio

    Per tobuto

    Ma non si poteva salvare capra e cavoli scrivendo “Roth ha dichiarato di essersi ispirato a un suo amico. Invece, il critico Gustavo Lapagina ha dichiarato che si è ispirato al suo parrucchiere”?
     
    Certo che si poteva. Ma evidentemente Roth si è imbattuto in un amministratore particolarmente rigido, che applicava pedissequamente tutte le regole. :-/
     
    La ratio della norma dovrebbe essere questa: se si parla di un processo che ha visto condannato in via definitiva il signore o la signora Rossi, una richiesta del diretto interessato per dare una versione dei fatti opposta e sostenere la propria innocenza ha davvero poche possibilità di passare. Lì, davvero, si tratta di una fonte talmente di parte da essere inutilizzabile.
     
    Ma per Roth era solo la fonte di ispirazione di un personaggio letterario! C’era bisogno di mostrarsi così ottusamente ottusi?
    E con tutto ciò, scalpitare su un settimanale chic per far pesare la propria influenza non è accettabile, da parte dello scrittore.

  • leguleio

    Per joelbarish

    In un ambito di critica/analisi letteraria, la testimonianza dell’autore in merito alla genesi dell’opera (o a altre questioni interpretative) è certamente importante, ma non si può affatto ritenere completamente affidabile. Potrebbe avere qualsivoglia motivo per non voler rivelare la vera origine o le sue vere intenzioni.
     
    Vero.
    Quando però chiede espressamente, in qualità di autore, di correggere una notizia sulla fonte di ispirazione, questa reticenza viene automaticamente meno. È chiaro che non si ritiene offeso o svilito, non sta cercando di proteggere qualcuno o qualcosa, altrimenti userebbe vie traverse, ricorrerebbe ad avvocati: lui voleva solo ristabilire la correttezza dell’informazione.
    L’amministratore ha quindi applicato troppo alla lettera una norma in sé perfettamente logica.
     
    Lo scopo di wikipedia non è scrivere saggi (prendendo quindi posizioni), ma voci il più possibile neutrali. Le diverse possibilità si riportano, ma la chiave è ‘allegedly’. La reazione dell’amministratore di wikipedia è comprensibile, poiché – per quanto paradossale – non avrebbe avuto nessuna referenza da citare, finché Roth non avesse pubblicato qualcosa a riguardo.
     
    Qui dissento: non è pensabile mettere un fonte esterna per tutto. Se un autore importante interviene e dice che la sua fonte di ispirazione è un’altra, si riporta la sua affermazione. E se proprio si ritiene rilevante la fonte, si aggiunge: “comunicazione personale” (nelle note a piè di pagina dei saggi è una formula frequente).
     
    Perché un punto deve essere fermo, dentro Wikipedia e fuori: le fonti sono anche la voce di una persona vivente e informata sui fatti, e le sue e-mail; e aggiungo io, per fortuna. :-)

  • zooei

    @ sascha, non capisco la tua ironia sullo scriverre un libro:
    “Un libro si può scaricare, copiare, commentare dopo averne letto due pagine, vantarsi di non averlo letto – ma scriverne uno intero è da malati” – tra l’altro non citi il caso in cui una possa “leggerlo” il libro.
    @ leguleio, col tuo “non conosco i romanzi di costui, né li leggero’” ti sei giocato la tua credibilità su ogni altro post che aggiungi in questa discussione ;)

    … ma scusate: se trovaste un’info sbagliata sulla VOSTRA pagina wiki, non vorreste correggerla? e se vi dicessero che la vostra sola fonte non è attendibile, non sareste un tantino irritati? Scrivendo al New Yorker, Roth ha solo creato la seconda fonte di cui wiki aveva bisogno per correggere la pagina ;)

  • atlantropa

    Premesso che non capisco che vi frega se Leguleio legga o non legga Roth, e/o se decida di non farlo sulla base di una motivazione (che a noi/voi appare) sbilenca, il problema è che wikipedia ha semplicemente applicato le sue regole, che purtroppo hanno conseguenze che trascendono il ridicolo.
    L’idea è che wikipedia non può essere fonte primaria; e ciò esclude automaticamente che Roth – e con lui chiunque altro – possa scrivervi qualcosa di originale, financo nella voce dedicata a lui o ad una sua opera.
    Su wikipedia può scriversi qualunque cosa, anche che la terra è piatta, semplicemente a patto di citare la fonte e di giustapporre quella teoria a quella della quasi-sfera.
    Ma non è certo l’unico, nè il più grave dei problemi del sapere wikipediano…

  • ateldeg

    Vedo infatti che ad esempio da Mantellini sono contenti di questa soluzione: siccome c’è stata la lettera al new yorker wikipedia si è correttamente attivata perché ha avuto l’invocata fonte;
    il risultato è paradossale: da un lato si è infastiditi dall’articolo giornalistico di Roth, dall’altro implicitamente si ammette che era l’unico modo che aveva per ottenere la correzione!
    Come invece già scrivevo, se si parte dal presupposto che quel libro l’ha scritto Roth è ovvio che in linea di principio il suddetto Roth è la più autorevole delle fonti per ciò che concerne l’ispirazione; dopodiché è chiaro che è possibile che per i motivi più svariati può mentire, ma bisognerà provarlo, ed è infatti ciò che accade quando i diretti interessati non possono intervenire su una voce che li riguarda perché c’è una sentenza che li smentisce.

  • leguleio

    Per ateldeg

    Vedo infatti che ad esempio da Mantellini sono contenti di questa soluzione: siccome c’è stata la lettera al new yorker wikipedia si è correttamente attivata perché ha avuto l’invocata fonte;
    il risultato è paradossale: da un lato si è infastiditi dall’articolo giornalistico di Roth, dall’altro implicitamente si ammette che era l’unico modo che aveva per ottenere la correzione!

    Ma no, non era l’unico modo. Se Roth si fosse imbattuto in un moderatore con paraocchi un po’ più piccoli, gli avrebbero passato la correzione. Giova ricordare una sentenza a proposito delle leggi che è già presente nella Bibbia: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!”(Il vangelo secondo Marco 2,27-28).

  • 1uigi

    Posso portare un altro caso “alla Roth”?
    Davide Giacalone.
    La sua pagina dice che è stato “prosciolto per prescrizione”
    ( http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Giacalone )
    Lui interviene dicendo che è un errore e che in realtà è stato assolto:
    ( http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Davide_Giacalone )
    E infatti sarebbe bastato scrivere nella voce di wikipedia che in quel processo sono stati tutti assolti e per Giacalone solo è arrivata la prescrizione, ma se il corruttore e’ prosciolto, come fai a dire che il corrotto è prescritto?
    Be’, gli amministratori se ne sono bellamente fregati, perché a loro dire Giacalone “non e’ una fonte valida”.
    Ora se uno è stato prosciolto come tutti quelli del processo e tu scrivi in pratica “salvato dalla prescrizione”, il povero cristo potrà farlo notare o no?
    Io anche per queste cose non mi fido più di wikipedia.
    E per non parlare di wikiquote, va’, per carità di patria.
    Grande Lowresolution

  • lorenzo72

    il buon Roth non conosce Wikipedia Italia, altrimenti sai che ridere!

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    Ma infatti, secondo me il punto è che se noi, poveri anonimi, facessimo un azione per correggere una pagina di Wikipedia, la nostra azione rimarrebbe inascoltata. Avendola fatta Roth, possiamo sperare che abbia creato un precedente, per Wiki, che li faccia riflettere e gli faccia porre più attenzione, nello scrivere certe storture.
    Perché non è che perché il servizio è gratuito, allora è consentito sbagliare o non approfondire! Così il livello si abbassa eh.

    In più quello che contestate è che l’autore non può esprimere un giudizio sul proprio libro. E ok. Questo però non è un giudizio, ma un dato sulla fonte di ispirazione che, dunque, solo lo scrittore può dichiarare, nessun altro.

    Se vedeste questa azione di Roth come denuncia, che ha fatto lui per tutti, contro la superficialità di Wikipedia, allora capireste e accettereste tutto più facilmente, credo.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    Io sono molto soddisfatto della soluzione perché così Roth ha la sua pagina corretta su Wikipedia e io mi sono letto un gran bel racconto (autobiografico per carità) sul New Yorker. Se tutti quelli che scrivono ai giornali per lamentarsi scrivessero quel che ha scritto Roth al New Yorker, credo che tutti verrebbero pubblicati.
    Perché l’avete letta la lettera di Roth, no? =)

  • kenzokabuto

    Ho letto tutti i vostri commenti e devo dedurre che Wikipedia è in realtà molto attendibile. Per esempio ha appena aggiornato la sua pagina relativa al Il Post definendolo “un buon giornale online purtroppo frequentato da bruttissima gente”