E' finita la crisi

E quindi è finita la crisi?

di Davide Maria De Luca

La BCE ha annunciato acquisti illimitati di titoli di stato, dopo mesi: ma la risposta è ancora no

E' finita la crisi

Come largamente annunciato giovedì, al termine della riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea – quella che alcuni giornalisti hanno definito “la battaglia di Francoforte” – Mario Draghi ha reso pubblico il piano per l’acquisto di titoli di stato dei paesi in difficoltà senza limiti predeterminati. Il board della BCE (come viene chiamato spesso il Consiglio direttivo dell’istituzione) ha approvato il piano con un solo voto contrario: nonostante l’indovinello di Draghi in conferenza stampa, è secondo tutti quello del rappresentante tedesco.

Nei due giorni successivi all’annuncio lo spread tra titoli decennali italiani e tedeschi è sceso di 70 punti base, chiudendo ieri sera a 370. Quello spagnolo è calato di 90 punti base, chiudendo a 411. L’annuncio della BCE sembra il tanto invocato “proiettile d’argento”, cioè quell’unica decisione che da sola basterebbe a fermare la crisi. Nei mesi precedenti in molti, tra politici ed economisti, avevano sostenuto che l’unico modo per fermare la crisi era proprio un intervento della BCE per acquistare titoli di stato senza limiti mettendo in campo la sua capacità di “stampare” denaro. Ma se anche questa soluzione fosse il vero proiettile d’argento, non è esattamente quello che due giorni fa ha annunciato la BCE.

Il piano di Draghi si chiama Outright Monetary Transaction ed è un piano per acquistare una quantità non determinata in anticipo di titoli di stato, con una scadenza (“maturità”, con termine tecnico) da uno a tre anni, emessi da paesi in difficoltà. Gli acquisti avverranno: 1. sul mercato secondario; 2. saranno sottoposti ad alcune condizioni; 3. saranno sterilizzati. Ecco cosa significano queste condizioni, in parole semplici.

Che cos’è il mercato secondario
Il mercato secondario è quel “posto” dove i titoli di stato vengono scambiati giorno per giorno. I titoli arrivano sul mercato secondario dopo che sono stati venduti all’asta dai vari paesi emettitori. In altre parole, lo stato vende i suoi titoli durante un certo numero di aste nel corso di un anno. Chi compra i suoi titoli poi li può scambiare con altri privati tutti i giorni sul cosiddetto mercato secondario. Le quotazioni con le quali vengono scambiati i titoli sul mercato secondario influenzano direttamente i prezzi ai quali i nuovi titoli di stato saranno piazzati alle aste ufficiali dei vari paesi.

Se la BCE avesse deciso di intervenire sul mercato primario, cioè alle aste in cui i governi offrono i loro titoli al mercato (una cosa che per statuto non può fare) avrebbe finanziato direttamente i governi in crisi. L’Italia, per esempio, avrebbe potuto emettere 100 titoli e la BCE, comprandone 50, avrebbe “stampato denaro” per finanziare il governo italiano. Agendo solo sul mercato secondario, invece, la BCE agisce quando oramai il titolo è già stato acquistato da un privato, non finanzia direttamente lo stato, ma agisce calmierando (cioè mantenendo bassi) i prezzi dei titoli in modo che restino bassi anche in occasione delle aste ufficiali, permettendo così ai governi di finanziarsi sempre presso i privati, ma a un costo più basso.

Quali saranno le condizioni
Uno dei problemi principali di tutti i programmi di acquisto di titoli di stato di paesi in difficoltà, e di ogni altra forma di aiuto finanziario, è il cosiddetto “azzardo morale”, quel fenomeno per cui se chi ha commesso un errore (come spendere più soldi di quanti ne ha guadagnati) viene salvato si crea un incentivo a rifare lo stesso errore. Questo è il punto spesso sollevato dai tedeschi, che chiedono misure di austerità in cambio dell’aiuto proprio per evitare l’azzardo morale.

Per questo motivo il piano di acquisto annunciato dalla BCE sarà condizionale, cioè la banca centrale proseguirà con i suoi acquisti di titoli di stato solo se il paese soddisferà determinate condizioni in materia di disciplina dei conti. Non è stato ancora specificato cosa e quando la BCE chiederà di fare per continuare l’acquisto. La decisione di iniziarlo o di sospenderlo sarà comunque presa autonomamente dal consiglio della BCE.

Che cosa vuol dire “sterilizzati”
Quando la BCE acquista dei titoli di stato deve creare del denaro per farlo (anche se raramente lo stampa fisicamente). Creare denaro, però, può causare inflazione in certe situazioni e il timore di un’inflazione fuori controllo è, insieme all’azzardo morale, uno dei principali timori dei tedeschi che siedono nel consiglio della BCE. Il modo con il quale si cerca di evitare l’inflazione quando la BCE fa degli acquisti si chiama sterilizzazione.

Per sterilizzare un suo acquisto una banca centrale, semplicemente, riprende con la mano sinistra il denaro che sta distribuendo con la destra. Il metodo più utilizzato per farlo, e che verrà usato anche in occasione di questo programma, è quello di chiedere alle banche di aumentare la riserva di denaro che per legge tutte le banche hanno depositato presso la BCE (su questa riserva la BCE paga alle banche un interesse molto basso). L’incremento di questa riserva è più o meno corrispondente alla quantità di denaro creato per acquistare i bond. In questo modo gli aggregati monetari (cioè la quantità di moneta in circolo) non cambiano molto e l’inflazione dovrebbe venire evitata (anche se in proposito ci sono dei dubbi da parte di alcuni economisti).

È finita la crisi?
In breve: no. Come abbiamo visto l’intervento della BCE è tutto sommato limitato e condizionato. Avrà probabilmente l’effetto di dare un po’ di respiro ai paesi in difficoltà, ma i problemi e gli squilibri dell’eurozona restano molti. Secondo l’analista Mario Seminerio, questa decisione è «un’architrave», ma il cammino da percorrere è lungo perché, come ripetono da mesi molti commentatori, all’Europa manca ancora una vera integrazione politica ed economica (oltre che democrazia in molti dei suoi processi decisionali) che stia accanto all’unità monetaria. Il Wall Street Journal sottolinea che in Europa non c’è ancora traccia di crescita economica nel futuro, e questo significherà buchi nei bilanci degli stati e ulteriore sfiducia degli investitori che potrebbe vanificare gli sforzi della BCE.

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